La villetta della moglie di Lombardo a Ispica. Al precesso tocca al Ctu dell’accusa
Il teste del pubblico ministero di scena nel processo per la ristrutturazione della villetta a mare di Saveria Grosso, moglie dell’ex Governatore di Sicilia, Raffaele Lombardo, doveva avvenire attraverso la necessaria concessione edilizia rilascia dal Comune di Ispica e non con la semplice Dia(dichiarazione di inizio attività). Lo ha ribadito ieri il consulente tecnico del pubblico ministero, Vito Mancino di Catania, che ha ripercorso tutta la vicenda a partire dal 1994 quando l’immobile era di proprietà di Lombardo che, poi, lo donò alla congiunta. Il Ctu ha spiegato questi passaggi nel processo davanti al Giudice Onorario del Tribunale di Modica, Francesca Aprile, nel quale oltre alla Grosso sono imputati il direttore dei lavori e il legale rappresentante dell’impresa che eseguì le opere, Alberto Miceli e Giuseppe Presti, continua…




















