
Riceviamo dal collega Angelo Di Natale in risposta al vescovo emerito di Noto, Mons. Staglianò
Prendo atto con piacere dei nuovi toni e del contenuto di quest’ultima nota di Staglianò, nonché del tentativo di spiegare, dal suo punto di vista, il proprio operato.
Toni, contenuto e tentativo che fin dall’inizio non gli erano preclusi, quando invece si è prodotto: 1) tramite lettera del suo legale, in un atto minaccioso di intimidazione e intolleranza radicale e preconcetta verso la funzione dell’informazione la quale – pubblica, ampia e aperta – è l’unico viatico alla verità; tramite il suo scritto (una replica, non una rettifica, che per libera scelta ho tempestivamente e integralmente pubblicato) in un attacco, alla libera stampa, grondante bilioso livore e privo di ogni risposta, né smentita, sui fatti.
Bene, usciti da quella fase, apprezzo quest’ultima puntualizzazione e, senza nulla togliere al valore degli atti compiuti (lettere, decreti dispositivi, decreti istitutivi della commissione d’indagine, ecc…) osservo quanto segue.
1 – Se un decreto, esecutivo, non viene eseguito, è ovvio che sia solo carta: inutile, inefficace, improduttiva; analoga, in senso figurato, a ‘carta straccia’. Perciò sarebbe bastato che, con onestà, Staglianò avesse cercato fin da subito di confrontarsi con questo fatto e spiegare perché atti giuridici – e, nella sfera interna della ‘Santa Sede’, istituzionali – come i decreti vescovili (certamente il secondo, il primo vara una commissione) siano ancora oggi lettera morta: dieci anni e mezzo, e oltre nove anni, dopo la rispettiva emanazione. Senza dire che quando compie il primo dei due atti, peraltro di mera indagine, Staglianò è vescovo da quasi sette anni.
Peraltro proprio lui ha – correttamente – spiegato che il vescovo è autorità nettamente sovraordinata e superiore rispetto ad un parroco: quindi, ancora una volta, perché in così tanto tempo, 14 anni, soggiace o soccombe alle pratiche che lui contesta, lasciando inattuati i propri atti?
Staglianò ancora oggi non sa dire dove siano i soldi ma, almeno, ci dice dove non siano o dove – nei 14 anni di suo episcopato – non siano mai stati. Bene, è un piccolo passo avanti. Ma dobbiamo fermarci qui? Cosa impedisce la verità, tutta?
2 – Se Staglianò anziché attaccare la libera stampa che riferisce fatti veri e pone domande si fosse concentrato sulle responsabilità della più che discutibile gestione di quei soldi – magari spiegando perché in 14 anni non lo abbia saputo impedire: degli altri 10 complessivamente rispondono tre vescovi – magari avrebbe dato subito un contributo utile alla comunità, ecclesiale e civica, indignata e frastornata dinanzi ad una vicenda gravissima, in atto da quasi un quarto di secolo, di opacità, malagestio, distrazione, appropriazione indebita, malversazione di fondi, incamerati dalla Chiesa Madre di Avola e intrinsecamente vincolati, nella misura del 100%, alla realizzazione di opere sociali. Con il suo attacco ha finito invece per oscurare il fatto principale: dove sono i soldi? Chi li ha maneggiati e fatti sparire? (Che siano spariti non c’è dubbio alcuno, se nessuno riesce a dire dove siano o dove siano stati spesi).
3 – Tutt’altra cosa – secondaria e irrilevante nel primo piano di questo scandalo – è il dibattito sul dove realizzare tali opere.
In proposito rimane intatto il mistero della lontananza quale espediente di lavacro purificatore dell’eredità insanguinata. Si potrebbe obiettare che proprio la vicinanza avrebbe potuto consentire piena trasparenza e verifica pubblica della realizzazione delle opere sociali, mentre la sola catarsi della lontananza (“occhio che non vede …”) sarebbe quella della dimenticanza, facile e veloce, con sicuro pregiudizio del controllo sociale della comunità, a vantaggio di furboni e approfittatori che, come l’uso dei soldi descritto da Staglianò rivela, sicuramente non mancano nel clero.
Ma su questo tema – le opere sociali ‘il più lontano possibile’ – siamo solo nel campo delle opinioni e tutte sono legittime. I fatti invece, tutti quelli ricostruiti già nel primo articolo, sono macigni che nessuno ha smentito, né può farlo.
Perciò credo sia utile rileggere l’articolo del 27 maggio scorso, in tutte le sue parti, comprese quelle su cui nè Staglianò nè altri, almeno finora, abbiano avuto nulla da ridire.



10 commenti su “Eredità insanguinata: “Ancora nessuna risposta, né smentita, sui fatti. Dove sono finiti i soldi e perché nessuna opera sociale”? Pubblichiamo”
Sarebbe utile alla comunità avere giornalisti che utilizzino la polemica, la provocazione, le lettere aperte ed altro, per scavare a fondo su questioni ben più rilevanti quali mancato rispetto dello statuto siciliano, corruzione e tangenti legate al periodo pandeminkia, obblighi illegittimi ed anticostituzionali, privazioni di libertà, diritti e ricatto dietro puntura, mancanza di basi scientifiche, scandali a Bruxelles, parchi eolici o ecomostri che dir si voglia nei nostri mari, russofobia dilagante, reti di sfruttamento dell’immigrazione, corruzione e volontà popolare per il ponte di Messina ed implicazioni sulla caduta di condizione di insularita con le relative conseguenze, rischi legati alla colonizzazione sionista in Albania e scenari ipotetici, corruzione Ucraina e traffico di contanti alle frontiere, laboratori biologici, scie chimiche in Italia, pericolosità 5g supportata da studi scientifici, vaccinazione pollame e rischi derivati per gli italiani e comprensione della motivazione allarmante del divieto di vendita all’estero di tali prodotti. Ce ne sarebbero…
Niente vero? Dedichiamoci a questioni secondarie non rilevanti, anticlericali e polemiche.
Servirà un’altra controreplica per raggiungere 92 minuti di applausi per la capacità di sintesi.
Per il resto, inviterei il giornalista a occuparsi di nodi di vero interesse pubblico da tutelare, come le tristi vicende connesse alla pantomima covid hanno dimostrato.
Nell’articolo citato, il giornalista scrive: “invece sul sito istituzionale si trova solo il rendiconto delle somme percepite dalla Cei, la Conferenza episcopale italiana, per l’anno 2024. Niente che somigli ad un bilancio, tanto meno ‘consolidato’, come è obbligo secondo la legge civile per ogni ente, piccolo o grande, e perfino per private associazioni che utilizzino fondi pubblici: figurarsi una diocesi!”
Nessun obbligo, la Chiesa ha obblighi solo ed esclusivamente in caso di attività commerciali, ha obblighi fiscali ma nessun obbligo di rendicontazione e bilancio. Ci si scorda allegramente il concordato, e lunica alla quale rendere conto e la santa sede. Ci si meraviglia che non si sappia o non si arrivi anche a porsi la questione.
A chiunque basta questo, oltre ai pesanti excursus storici, a dettagli e puntigli folkloristici, anagrafici, chiacchieristici ed opinionistici per valutare tutto sto casino messo fuori per chissà quale motivo.
un vescovo ibleo che nasconde i pedofili, un altro che nasconde soldi, poi però ci lamentiamo tutti perché le chiese sono sempre più vuote… meditate, gente, meditate….
Vannacciano, le chiese sono vuote a causa del cvii, ovunque vi sia VO le chiese sono strapiene. Non spari a casaccio.
Sul fattore pedofilia, le consiglio di indagare sui numeri di altre confessioni, a partire quelle protestanti, testimoni di Geova, buddhisti etc. Il problema è che in primis non fanno notizia, ed in secundis non hanno sistemi di indagine come quella cattolica oppure hanno motivi e stereotipi culturali, o tabù.
La chiesa è l’unica al mondo che da decenni ha commissioni che indagano. Quando si analizza con la stessa serietà anche il panorama delle altre confessioni (tutte, nessuna esclusa), i numeri sono identici. Si legga le varie indagini svolte.
In sostanza, la Chiesa fa numero solo perché fa notizia, e svolge più indagini e con sistema. Gli altri nascondono, sono frammentati, hanno problemi culturali.
Inoltre, altro fattore molto rilevante ma che non fa notizia (perché la Chiesa è sempre il capro espiatorio comodo), è che le ricerche internazionali mostrano che insegnanti, educatori ed allenatori laici abusano di bambini al pari dei sacerdoti o dei pastori. Nessuno ne parla.
Questo è il livello del giornalismo, parlare in modo anticlericale ma nascondere ed insabbiare su tutto il resto, in modo che si screditi solo e sempre la Chiesa.
Il problema pedofilia è umano, non dottrinale. Poi, un’altra volta, parliamo di infiltrazioni e del perché e da quando nasce questo problema.
C’è molto da riflettere in merito, e c’è sempre da mettere in dubbio tutto quando si legge un articolo, qualsiasi possa essere.
Vannacciano,
L’ultimo pedofilo è laico in una scuola pubblica.
Cosa suggerisce?
Articolo pubblicato 30 maggio 2026, potrebbe erudirsi anche il chilometrico giornalista.
https://www.milanotoday.it/cronaca/maestro-pedofilo-arrestato-abusi-bambini-scuola-elementare.html
Presidente del Consiglio che ha già rovinato l’Italia per ben due legislature, ha comminato i domiciliari alla Nazione coi suoi incostituzionali Dcpm, genuflettendosi ai piedi dei cosiddetti Paesi frugali e dell’ex Premier dei Paesi Bassi e oggi Segreterio generale della Nato (chiedetevi perché adesso tanto inviso a Trump), per ottenere i fondi del PNRR, “Piano nazionale di ripresa e resilienza”, soldi già dilapidati in iniziative discutibili, laddove non perniciose, che però le future generazioni – dall’attuale Z all’Omega che forse non vedrà mai la vita – dovranno ripagare con interessi da usuraio all’Unione Europea. Non pago, ha poi cavalcato il malcontento di chi è rimasto sprovvisto dal reddito di cittadinanza – null’altro che un voto di scambio camuffato -, sabotando in tal modo l’esito referendario e preservando alla magistratura quegli illimitati poteri e quell’impunità di cui già godeva per almeno altri quarant’anni.
La “via della seta” – il porto di Taranto è stato “regalato” ai cinesi in piena pandemia -, ci condurrebbe con un biglietto di sola andata nelle mani della dittatura comunista.
… ha poi fatto un ignobile decreto “ad personam” per il quasi suocero, facendogli risparmiare un tesoretto di oltre 27 milioni di euro…
… rappresenterebbe per la Patria una piaga pari forse soltanto a quella biblica delle cavallette…
Su tutto ciò e altro avrà maturato una sua prolissa idea, tanto attesa con la stessa solerzia.
Andrà tutto bene, vero?
Non capisco cosa c’entra il covid con questo articolo, forse a qualcuno brucia ancora il tampone.
@Azeglio Vicini io parlo solo del covid e lo inserisco in qualsiasi discorso perché come dice il mio nik essendo ignorante e solo perché ho visto in tv la pandemia e altro non so ‘ porto avanti questo argomento anche facendo la figura dello scemino ma credetemi neanche del covid so tanto è infatti copio e incollo articoli che trovo in giro e che neanche leggo e poi devo trovare un modo per passare la giornata.
Lui copia e incolla il testo. Tu hai copiato e incollato nel sedere tutto quanto preparato con amore per te e tuoi cari e per salvare il pianeta.
Purtroppo ti rode, perché dice la verità