Il Paese del NO: trionfo dell’immobilismo…l’opinione di Rita Faletti

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Avrei votato SI con le mani e coi piedi se non fossi altrove, ma, fin dall’inizio, non avevo dubbi che il NO avrebbe vinto. In Italia le riforme non può mica farle la destra e il motivo non è oscuro: l’accusa di fascismo prevale su tutto, sul buonsenso, sulla necessità di cambiamento non purchessia ma ragionato, sulla resistenza di una parte di paese di fronte al nuovo visto con sospetto e paura da chi non avrebbe nulla da perdere non avendo privilegi di sorta, moltissimo da chi ne ha e non intende rinunciarvi. La cultura liberale non ha mai trovato terreno fertile in un paese di democristiani, indifferentemente di destra e di sinistra, affetto da pregiudizi, in alcune aree feudale e ossequioso verso i “potenti”, in generale poco incline ad affrontare i problemi con la volontà di risolverli, ma portato a metterci una pezza sopra, anche con poca convinzione, aspettando “tempi migliori” che non verranno. La riforma bocciata non avrebbe certo risolto tutte le disfunzioni della giustizia, ma sarebbe servita a mettere un punto su una questione fondamentale: la divisione dei poteri in un conflitto parasudamericano ormai trentennale tra politica e magistratura. La politica ha perso, destra e sinistra in egual misura, pur essendo la sinistra di Schlein e Conte ad esultare vedendo nella vittoria del NO un gustoso antipasto delle politiche e preparandosi alla contesa per il premierato. Chi ha vinto davvero sono le correnti di sinistra della magistratura da cui è partito l’inno liberatorio di “Bella ciao” contro il 46% di “italiani-fascisti”. Il segno di una discriminazione che non fa onore ai “giusti per eccellenza”. Ma come si poteva pensare che il referendum non sarebbe stato squisitamente politico? Uno schiaffo a Giorgia Meloni e al suo governo “liberticida”? Un soccorso per la difesa della Costituzione più bella del mondo? Come non pensare che alla chiamata alle armi non avrebbero risposto un po’ tutti gli eredi veri e fasulli della Resistenza, i centri sociali, i pacifisti a senso unico, gli antisionisti dal fiume al mare, gli anti-Trump del lunedì e i filo-Trump del martedì, i filo-ayatollah di tutti i giorni della settimana? Abbiamo perso, ma siamo sempre il 46 per cento e il mondo è grande.

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5 commenti su “Il Paese del NO: trionfo dell’immobilismo…l’opinione di Rita Faletti”

  1. Signora Faletti ma lei era sicura di quello che avrebbe votato? Tutti i commi e sottocommi li aveva studiati nel dettaglio? Sapeva perfettamente cosa avrebbe votato? Non mi sembra che gli italiani abbiano passato il tempo a studiare gli articoli. Cordialmente

  2. Ovunque viene riportato che la causa di questo è l’operato del governo. Io guarderei tutta la politica fatta e farei un bellvesame di coscienza.
    L’elenco di tartassamenti e politiche contrarie al volere delle persone, se non della sua stessa base elettorale, è bello lungo.
    Poi, sul si, non ne farei una questione da stadio. Se proprio si volesse, basta fare degli aggiustamenti per decomunistizzare. E le priorità, al momento, credo non siano sicuramente queste, nella situazione in cui siamo soprattutto grazie a questo governo.

  3. Cara dottoressa Faletti.
    Penso che i giudici in maggior parte sono delle persone per bene , hanno studiato, lavorano in un posto tetro dove i cittadini si scannano fra di loro per tanti motivi (pare che al sud le liti siano molto di più del nord )
    Quindi vedo nella maggioranza di loro persone equilibrate , persone preparate.
    Penso che tutte queste persone che ogni giorno devono giudicare i loro concittadini sono gravati dalla preoccupazione di sbagliare.
    Sono convinto che nella loro categoria sono entrate due cavalli all’inizio innocui , poi trasformatisi in cavalli di troja , piano piano si sono impossessati della loro corporazione , le correnti, e l’ANM ,
    L’ANM , la possa capire un’associazione privata , un sindacato alla fine , ma le correnti perché? Perché i giudici devono avere al suo interno questi listini ? Servono alla giustizia?
    Quando in una associazione si comincia a comandare contrapponendosi , la ragione viene messa da parte , subentrano gli interessi.
    La separazione delle carriere avrebbe fatto bene , al Pm e al giudice, fare il proprio dovere senza calcoli .
    Spero solo che nessun sprovveduto in futuro creda di poter risolvere i problemi italiani con il referendum,
    Il popolo ben sobillato vota sempre BARABBA!!

  4. Da una massa che ha subìto violazioni costituzionali, seguendo le indicazioni del ducetto durante il pandemonio, non ci saremmo potuti aspettare altro che l’immobilità di una modifica volta a un ordinamento liberale.

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