Lettera aperta dell’Associazione Portatori di San Giorgio di Modica al Vescovo della Diocesi di Noto

Tempo di lettura: 2 minuti

Eccellenza Reverendissima,

come membri del direttivo dell’Associazione Portatori di San Giorgio, riteniamo doveroso rivolgerLe questa lettera aperta per esporre alcune considerazioni relative alla recente festa del nostro Santo Patrono. Siamo certi che quanto Le scriviamo rifletta fedelmente anche il sentire dell’intera comunità parrocchiale.

Nell’intervista rilasciata all’emittente locale Video Mediterraneo, Lei ha messo in evidenza alcune criticità che caratterizzano la processione di San Giorgio, la quale, per antica consuetudine, attraversa le strade principali e i vicoli del centro storico di Modica. In particolare, ha fatto notare che non sono mancate manifestazioni di eccessivo fervore, non del tutto consone a una processione religiosa: un entusiasmo che ha rischiato di trasformare la stessa in una sorta di corteo profano.

Il fatto è che i nostri padri ci hanno trasmesso un sentimento religioso profondo, che ancora oggi si esprime in forme di tripudio collettivo, come se il Santo Martire suscitasse una gioia irrefrenabile non solo in noi portatori, ma in tutto il popolo fedele. Le confidiamo, Eccellenza, che queste modalità rispecchiano in ogni caso il nostro viscerale attaccamento a San Giorgio e, anche se a volte possono apparire eclatanti, sono l’espressione genuina della nostra sincera devozione.

Tuttavia, accogliamo il Suo rilievo circa la necessità di rivedere alcuni aspetti. Le dichiariamo fin d’ora la nostra piena disponibilità a farci guidare da Lei e dal nostro parroco, Don Michele Fidone, nell’individuare le modalità più adeguate affinché la festa si svolga sempre nel più profondo rispetto dello spirito religioso.

Quanto ai momenti di preghiera, possiamo unanimemente attestare che sono e dovranno restare intoccabili, poiché ci sono stati inculcati dai sacerdoti di ieri e di oggi come i veri punti fermi della festa. Le tappe in cui è prevista la sosta del simulacro fanno ormai parte della tradizione e noi ci impegniamo a osservarle rigorosamente, poiché donano alla processione quella dimensione spirituale di cui la gente sente il bisogno. Come di consueto, tali soste si svolgono davanti alla chiesa di Sant’Antonio, presso la casa di Nino Baglieri, all’interno dell’oratorio dei Salesiani e della chiesa di Santa Teresa, davanti alla chiesa di Santa Margherita e ai piedi della scalinata del Duomo di San Pietro, senza contare i brevi momenti di preghiera spontanei richiesti dai residenti dei vari quartieri.

Non Le nascondiamo che, subito dopo la diffusione della Sua intervista durante la processione, abbiamo avvertito il peso del Suo richiamo. Al rientro del Santo in Duomo, abbiamo avuto una reazione impulsiva, dettata dallo stato d’animo di quel momento concitato: abbiamo poggiato il simulacro a terra e il nostro presidente ha espresso a nome di tutti parole di forte disappunto. A distanza di giorni, comprendiamo che si è trattato di gesti estemporanei e certamente inopportuni, che volevano unicamente esprimere la nostra iniziale difficoltà ad accettare i toni e la tempistica del Suo intervento.

Il 5 maggio scorso, il direttivo della nostra Associazione è stato convocato presso la Curia Vescovile di Noto dal Vicario Generale, Mons. Ignazio Petriglieri, alla presenza del parroco Don Michele Fidone. È stato un incontro chiarificatore e fecondo, durante il quale abbiamo potuto esporre le nostre ragioni, accogliendo al contempo la fruttuosa disponibilità al dialogo del Vicario e le sue giuste osservazioni sui fatti accaduti.

Come già manifestato in quella sede, è nostro profondo desiderio incontrarLa di persona, e abbiamo appreso con sincera gioia dal Vicario Generale che è anzitutto Suo desiderio ricevere noi.

Nel frattempo, Le esprimiamo la nostra gratitudine per le parole che ha voluto spendere nella successiva intervista televisiva. Vi abbiamo colto un chiaro segno di apertura e di paterna comprensione nei nostri confronti; per questo motivo restiamo in fiduciosa attesa di essere ricevuti.

In attesa di Sue paterne indicazioni, Le formuliamo i nostri più deferenti e filiali saluti.

Il Presidente e il Direttivo

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5 commenti su “Lettera aperta dell’Associazione Portatori di San Giorgio di Modica al Vescovo della Diocesi di Noto”

  1. Ma come tutti tranti i portatori di san giuoggi e ora avete dato un colpo di freno a mano e magari avete messo un cigno alle ruote! Niente niente che u reverendo fidone vi ha detto fate i buoni che poi il vescovo si arrabbia e l onorevole non ci manda più soldi dalla regione e io reverendo mi arrabbio di più e chiudo la chiesa 🤣

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  2. Meglio fare un passo indietro da ambe le parti, altrimenti finisce il business. Perché di business e folklore si tratta. Di preghiera e devozione non c’è nulla.

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  3. “Il fatto è che i nostri padri ci hanno trasmesso un sentimento religioso profondo, … … …” : aràààà, a finiemu ri scriviri zun…ti? Addivintasru i patruni ri sangioggi, l’onorevoli proi e vi sintiti i patruni ri sangioggi a ruminica adduoppu u 23 aprile, adduoppu bye bye sangioggi, bye bye religione, aràààà a finitaccilla!

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  4. I commenti di amogioggiu e gino sono stati utilissimi… per loro stessi, visto che si tratti di fenomeno ripetuto nel tempo da centinaia di anni.

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  5. “espressione genuina della nostra sincera devozione”. Si tratta di capire il significato di devozione per voi. Non sono cattivo, ma capisco che non vi rendete conto che siete semplicemente ridicoli. Fate circolare un giocattolo che chiamate San Giorgio. Fossi il vescovo vi regalerei la statua di San Giorgio che han valore simbolico e basta, così che la possiate venerare quando e come vi pare, fuori dalla chiesa ovviamente

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