Modica, il teatro della politica tra propaganda e dissesto: “Sindaco e Ruffino…ma smettetela”!

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MODICA, 20 Maggio 2026 – A Palazzo San Domenico va in scena un confronto che definire surreale è poco. Mentre la città si interroga con angoscia sul proprio futuro economico e sociale, l’aula e il dibattito pubblico si infiammano per il botta e risposta tra il Sindaco e il consigliere comunale Alessio Ruffino. Uno scontro sterile, fatto di accuse reciproche, che appare drammaticamente distante dalle reali e urgenti esigenze della comunità modicana.

Al di là delle polemiche di giornata, è necessario ristabilire la realtà dei fatti, spogliandola della narrazione propagandistica.

Nelle ultime settimane si è assistito a un racconto fin troppo ottimistico. Ci sembra corretto sottolineare che il bilancio stabilmente riequilibrato non rappresenta l’automatica soluzione di tutti i mali finanziari del Comune. È semplicemente un primo, obbligato passo verso un risanamento che resta ancora lontano, complesso e tutt’altro che scontato.

La realtà del dissesto economico è fatta di numeri pesanti e di sacrifici reali che ricadono sulla pelle dei cittadini: a causa del dissesto, molti creditori del Comune subiranno una perdita del 40% delle somme dovute. Per alcune famiglie e imprese locali, quella percentuale non è una cifra astratta, ma la differenza tra la sopravvivenza economica e il baratro.

Lo stato di dissesto impedisce per legge di ridurre le aliquote delle entrate e dei tributi locali, mantenendo la pressione fiscale al massimo consentito.

L’Ente ha le mani legate e non può contrarre nuovi prestiti per realizzare investimenti strutturali sulla città.

“Su un tema così delicato, che tocca il presente e il futuro di Modica – attacca Antonio Ruta, del Comitato L’Alternativa Socialista – la cittadinanza gradirebbe molta meno propaganda e molta più “prudenza”. Non si può, d’altronde, ignorare la genesi di questo disastro. Questo dissesto economico è politicamente imputabile a una buona parte dell’attuale classe dirigente cittadina. Parliamo della stessa classe politica che oggi – spesso muovendosi “su mandato” – porta avanti una costante attività di logoramento e delegittimazione istituzionale nei confronti dell’amministrazione. Una guerra di posizione dettata da mere ritorsioni politiche tra ex alleati, consumata mentre la città soffre e rischia di perdere non solo i servizi essenziali, ma la speranza stessa. Chiediamo agli amministratori e ai consiglieri di onorare la propria funzione, agendo nell’esclusivo interesse dei cittadini e dimostrandosi all’altezza della storia — se non illustre, sicuramente dignitosa — di Modica.”

L’invito rivolto a tutte le forze in campo è chiaro: si cambi passo. È il momento di agire con maturità, responsabilità e un reale senso della comunità.

“Se l’unica offerta politica continuerà a essere lo scontro personale e il tifo da stadio, il distacco dei cittadini diventerà definitivo. Il rischio concreto è che alle prossime elezioni amministrative si registrerà un’affluenza talmente esigua da ricordare un’assemblea condominiale. Modica e i modicani meritano molto di più”.

 

 

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3 commenti su “Modica, il teatro della politica tra propaganda e dissesto: “Sindaco e Ruffino…ma smettetela”!”

  1. Rosario ex Saru

    Resto invece sinceramente basito dalla posizione assunta da Alternativa Socialista di Modica, che arriva addirittura a collocare sullo stesso piano l’amministrazione e il consigliere che “mendica” trasparenza e mi rivolgo a lui. No, “presidente o segretario di Alternativa Socialista di Modica”, la trasparenza non è una concessione benevola del potere, ma un diritto sacrosanto dei cittadini.
    Ognuno, certo, interpreta il proprio ruolo come ritiene opportuno. Ma proprio per questo la vostra “non posizione” appare una scelta politica ben precisa, e francamente deludente, non si litiga come se si trattasse di bambini, si discuta animatamente per affermare alcuni chiari principi, ma sono sicuro che lei ha capito.
    Comprendo il desiderio di non inimicarsi nessuno; comprendo persino che dentro questa amministrazione vi siano rapporti personali o amicizie. Tuttavia i fatti hanno un peso che supera le convenienze e perfino le sottigliezze giuridiche: la cittadinanza ha il diritto di sapere come stanno realmente le cose; ha il diritto di comprendere come si possa pensare di riequilibrare entro il 2027 un bilancio travolto da oltre 100 milioni di euro di dissesto; ha il diritto di conoscere responsabilità, prospettive e conseguenze.
    E allora non c’è nulla di “surreale”. Surreale sarebbe il silenzio. Surreale sarebbe accettare che si continui a nascondere tutto dietro formule burocratiche e schermaglie politiche. Qui c’è semplicemente una richiesta di chiarezza rivolta ad un’amministrazione che, nei fatti, continua a sottrarsi al confronto.
    Non a caso la Sindaca ha reagito contro il consigliere Ruffino con toni durissimi: toni che si sono alzati non per l’azione legittima del consigliere, ma per la reazione stizzita di chi evidentemente considera la trasparenza un fastidio.
    E mi permetta un’ultima riflessione. La situazione economica del Comune di Modica, dopo queste ultime amministrazioni, è precipitata in maniera drammatica. Non siamo davanti ad una normale difficoltà amministrativa, né ad una fase complicata ma governabile come quelle affrontate, con ben altro equilibrio istituzionale, da suo padre negli anni della sua sindacatura. Lei questo lo sa perfettamente.
    Ed è proprio per questo che la domanda diventa inevitabile: perché un’alternativa politica che si richiama al partito socialista, e che potrebbe legittimamente proporsi come forza di cambiamento nella prossima competizione elettorale, continua a non prendere una netta distanza da queste amministrazioni cuffaro-democristiane semplicemente traslocate sotto simboli forzisti?
    Perché, davanti ad un dissesto storico, scegliere l’equidistanza significa inevitabilmente finire per proteggere chi governa.
    E questa è la restaurazione del peggio che Modica ha avuto fin’ora.

  2. Ritengo i punti sollevati da Ruta assolutamente condivisibili e aderenti alla realtà.
    Ciò che invece non riesco a condividere sono le sue conclusioni: quelle definizioni rassicuranti, quasi terapeutiche, di un problema che a Modica non è episodico ma strutturale. Il vero male cronico della città è l’irresponsabilità elevata a metodo amministrativo: quel vivere alla giornata come se il domani fosse un dettaglio fastidioso, quel rincorrere il proclama quotidiano dimenticando che sotto il tappeto ci sono macerie ormai da oltre vent’anni.
    E così i problemi strutturali, ignorati per decenni, riemergono e riemergeranno puntualmente “all’improvviso”, con la stessa sorpresa di chi trova l’acqua bagnata: caos rifiuti per strada, impianti idrici che collassano in estate lasciando la città senz’acqua, viabilità inesistente, parcheggi insufficienti, strade dissestate, sicurezza precaria, polizia locale ridotta ai minimi termini. Problemi antichi, eternamente annunciati e mai affrontati, perché a Modica si inaugura tutto, tranne le soluzioni.
    Lei scrive: “Modica e i modicani meritano molto di più.”
    Ed è qui che dissento profondamente.
    Dopo la caduta… pardon, la “fuoriuscita strategica” di Torchi per tentare la corsa alle regionali, Modica si ritrovò con oltre 60 milioni di euro di debiti.
    Quando arrivò Buscema, ebbe settimane e mesi di dubbi sul dichiarare il dissesto. Anche allora molti dicevano le stesse cose che oggi sostiene lei avv. Ruta: prudenza, equilibrio, evitare il trauma, non spaventare la città. Buscema si fece convincere, non dichiarò il dissesto, andò avanti con una politica di austerità e responsabilità, riuscendo perfino ad ottenere un prestito statale ventennale per tentare di rimettere in piedi i conti del Comune.
    E come fu premiato dai modicani?
    Con una sonora bocciatura politica.
    I modicani disprezzarono quella linea di rigore e si consegnarono entusiasticamente alla stagione del consenso permanente targata Abbate: propaganda, spesa allegra, eventi, inaugurazioni, selfie e pacche sulle spalle. Nessuna riforma strutturale, nessuna visione di lungo periodo, ma una straordinaria capacità di trasformare il debito in folklore amministrativo.
    Il risultato? Quel debito esplose ulteriormente. Eppure il premio arrivò ugualmente: prima la rielezione, poi addirittura la promozione alla Regione. Una parabola politica che, a voler essere cattivi, sembrerebbe il manuale pratico del “come essere premiati mentre si affonda il Comune”.
    Quindi la domanda è inevitabile: cosa meritano davvero Modica e i modicani?
    Lei pensa davvero che Buscema fece la cosa giusta a non far saltare il banco dichiarando il dissesto?
    Crede che la politica non debba avere anche una FUNZIONE PEDAGOGICA verso i cittadini?
    Ritiene davvero che ripetere oggi lo stesso errore, nascondere la polvere sotto il tappeto sperando che il tappeto regga, possa fare bene alla città?
    Perché il punto è questo: Modica non è cambiata affatto.
    Anzi.
    Molti non vedono l’ora di tornare alla politica frivola, alle manifestazioni goderecce, al luna park permanente dell’epoca abbatiana, dove bastava una sagra, una luminaria e qualche concerto per dimenticare i milioni di euro di debiti.
    Vede, avvocato Ruta, Modica e i modicani devono finalmente comprendere il danno prodotto in tutti questi anni, dai tempi successivi alla sindacatura di Carmelo Ruta fino ad oggi. Continuare a ripetere gli stessi errori sperando in risultati diversi non è ottimismo: è accanimento amministrativo.
    Non a caso qualcuno, sempre più spesso, sostiene che servirebbe un’amministrazione esterna, un COMMISSARIO PREFETTIZIO realmente indipendente, lontano dai partiti e dalle storiche consorterie politico-amicali modicane, capace di fare quella dolorosa ma necessaria operazione di catarsi che la politica locale non ha mai avuto il coraggio di affrontare.
    Perché Modica non può restare per sempre il Paese dei Balocchi, il luna park dove amministratori rampanti giocano con i conti pubblici mentre i cittadini applaudono i fuoco d’artificio senza accorgersi che sta bruciando la casa.
    Cordialità avv. Ruta, spero in una sua replica.

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  3. La Politica (quella con la p maiuscola di cui voi non fate parte), l’etica, l’onestà (non nel senso di onestà e/o disonestà, quella forse si vedràin seguito), l’amore per la propria città ( e non per la poltrona) impone, anzi imponeva a suo tempo, le dimissioni di tutti i consiglieri di maggioranza, della giunta, del Sindaco, degli Assessori … Le dimissioni di tutti dando voce ai cittadini di Modica perché chi ha governato questa città negli ultimi 13 anni è responsabile della totale distruzione economica, sociale e culturale della città.
    E invece siete ancora qui a giocare come il gatto col topo a fare a gara a chi è più incapace di prendere le giuste decisioni. Siete tutti responsabili quanto meno politicamente ed amministrativamente. Per le responsabilità civili e/o penali spero venga fatta giustizia, anche se ci credo poco e, a tal proposito, quasi quasi, verrebbe voglia di tornare indietro ai tempi delle rivoluzioni!

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