Il poeta tedesco Gino Leineweber …di Domenico Pisana

La silloge poetica “Quando l’amore ci guida”
Tempo di lettura: 2 minuti

Quando l’amore ci guida, la recente raccolta del poeta tedesco buddista Gino Leineweber, tradotta dall’inglese dalla poetessa Claudia Piccinno e pubblicata da Edizioni Il Cuscino di Stelle, 2020, è l’espressione magmatica di un uomo che intride i suoi versi di afflati che provengono dalla filosofia stoica e dal buddismo.
Nativo di Amburgo, Leineweber è poeta di lungo corso, traduttore, scrittore di racconti, biografie, poesie e romanzi di viaggio, nonché di saggi in cui tratta temi legati all’esilio e all’immigrazione.
Dal 2003 al 2008 ha lavorato come redattore per la rivista trimestrale “Buddhistisches Monatsblatt”, pubblicata dalla Buddhist Society Hamburg, ed è stato Presidente dell’Associazione degli Autori di Amburgo (HAV).
Dal 2013 è Presidente dell’Associazione Internazionale “Three Seas Writers and Translators Council” (TSWTC) con sede a Rodi, in Grecia, nonché membro dell’Associazione degli Scrittori Tedeschi e del PEN Center for German-Speaking Authors Abroad (Exil-PEN).
La prima impressione che si coglie leggendo la silloge Quando nasce l’amore, è di trovarsi dentro un percorso connotato dall’immersione nella verità della vita, verità che egli identifica con “l’illuminazione buddista”, secondo cui il Gautama intuì sotto un albero che la vita è dolore, il dolore è causato dal desiderio, il dolore si può estinguere, c’è una via che porta alla cessazione del dolore fino al raggiungimento del Nirvana:

“… Esperto
S’era seduto
Volendo trovare la sua vita
Dentro di se

Sotto l’albero
Ha trovato la verità”
(Verità. Pensando a Gautama Shakyamuni!)

Il poeta, poggiando il suo pensiero sul fatto che il Budda ricevette l’illuminazione mentre si trovava sotto un albero, dà proprio all’albero un valore amicale forte, tant’è che i suoi versi vi attribuiscono la capacità di “proteggere il pianeta dalle radiazioni solari / come una crema solare”, nonché un ruolo importante nel “mantenere la salute umana / e la salute del resto del mondo naturale”; l’albero è, insomma, per il poeta tedesco, un’ icona di vita, richiama l′illuminazione spirituale, che è una weltanschauung, ossia una visione dell’esistenza, un modo di vedere le cose che va al di là delle apparenze e che tende a cercare la verità e a scrutare in modo intelligente la vita di tutti i giorni.
Il titolo della raccolta ha la sua dichiarazione di poetica nel tema dell’amore; l’amore inteso come motore e “guida” dell’esistenza:

Quando l’amore ti guida
Respiri l’essenza della magia
E tutte le tensioni restano fuori
Sei sereno, rilassato, calmo

Quando l’amore ti guida
Tutti i pensieri si svelano
Così è facile ritrovarti
Tranquillo, contemplativo, meditabondo

Quando l’amore ti guida
La tua mente è stimolata dal tuo cuore
Il tuo corpo in serenità è
Accomodante, rilassato, in ascolto

Quando l’amore ti guida
Con ogni respiro che fai
Si scioglie completamente ogni
Dolore, lamento, disperazione

Quando l’amore ti guida
E’ facile sognare il tuo cuore
Perché conduci una vita più semplice
Sveglio, consapevole, attento.
(Quando l’amore ci guida)

Che cos’è l’amore per Gino Leineweber? L’amore è ciò che informa di sé e uniforma tutto l’essere; non dunque un semplice sentimento, ma la coscienza consapevole dell’uomo di essere nel tempo e che indica la strada di senso dell’esistenza. L’amore è “energia”, è come “l’erba morbida / Verde sotto le dita dei piedi /; è trasparenza come “acqua limpida”; è musica simile al “cinguettio degli uccelli” che “ti riempie l’orecchio”; è “viaggio”; è sogno ma anche dolore; è assaporare “Il primo di un milione di baci”, “Il primo bacio nel crepuscolo sognante” di catulliana memoria( “Non puoi immaginare quante volte mi manca / Il tuo amore e i teneri baci dalle tue labbra…; Non puoi immaginare quante volte ho desiderato /che tu fossi qui a fermare il mondo e baciarmi…”, in Se tu potessi, vorresti?); ed ancora, è sentire “la felicità intorno” toto corde e tota mente, anche se a volte le due realtà si separano e l’amore si trasforma in odio:

Affrontare noi stessi come siamo
Come possiamo dirlo?
Col cuore o con la mente?

La mente ci prova
La mente spiega
Ma quale scopo?

Non è per evitare di
Chiedere perché ci odiamo così tanto?

Proviamo col cuore
(Cuore o mente)

Questa silloge presenta senza dubbio forti accentuazioni filosofico-religiose, che evidenziano un’antropologia fondata sulla stessa esperienza spirituale ed umana dell’autore, il quale trova ispirazione in un dettato che affonda le radici nell’amore letto e rivisitato con la mente dello studioso, con il cuore del credente, con l’intelligenza, la sapienza e la saggezza di chi sa guardare alla trascendenza, auspicando una visione dell’amore umano centrata sulla “misericordia” e la “compassione”:

Gli uomini sono cresciuti
Conquistano
Lottano per il successo
Ottengono proprietà
Costruiscono recinzioni

Se fossero
Preparati per la misericordia
E la compassione
Questo sarebbe il tipo
Di uomini che potrebbero essere
(Uomini)

Si tratta di un’antropologia che richiama il concetto di amore presente nella visione buddista, concetto molto diverso da quello presente nella concezione occidentale, atteso che una delle caratteristiche principali dell’amore, secondo, il Buddismo è la capacità di provare compassione per l’altro e per tutti gli esseri viventi, e considerato altresì che – come direbbe Thinley Norbu- “l’essenza dell’amore è la compassione degli esseri sublimi capaci di trasmettere energia.”
Molto significativa è la poesia “Il Nirvana deve aspettare”, dove il senso del poetare di Gino Leineweber è fortemente animato dall’energia dell’amore che egli vive attraverso l’arte: “La mia è l’arte della guarigione”. Egli dice nella chiusa finale della poesia che “Il Nirvana deve aspettare”. Perché? E cos’è il Nirvana. Il Nirvana nel buddismo è uno stato della mente e del cuore, (cfr. AA.VV. Le grandi religioni) uno stato di beatitudine suprema, di pace e di tranquillità interiore, perfetta, accompagnato dalla certezza imperturbabile d’aver ottenuto la liberazione, uno stato che non può essere descritto con le parole e che l’immaginazione della persona tenta invano di raffigurarsi; insomma uno stato che nell’hic et nunc del suo tempo il poeta sa di non poter raggiungere in quanto consapevole delle proprie passioni, dei desideri spesso causa di dolori, del  cammino di vita fatto di luci e ombre, di gioie e turbamenti, di sopportazioni, resistenze e sopravvivenza:

“…Sopporterò
Procederò
Sopravviverò
La mia è l’arte della guarigione
Mio e lo spirito divino
Mio è il centro del mondo

Uno sguardo nell’eternità
io sono innamorato

Il Nirvana deve aspettare”
(Il Nirvana deve aspettare)

Un viaggio dentro l’amore, dunque, è questa raccolta poetica; un viaggio nel quale il poeta propone gli stati della mente e del cuore che caratterizzano l’amore, quali la bontà, la compassione, la gioia, la gentilezza; tutta la versificazione sembra infatti dire che l’amore è come un raggio di luce dal quale gli altri possono trarre beneficio; è una realtà che l’uomo può generare dentro se stesso, e quando ciò accade ne può beneficiare il mondo intero perché è un amore inclusivo.
Alla radice della poesia di Gino Leineweber c’è una rilevante meditazione interiore, c’è un leggere il mistero della vita alla luce dei suoi valori eterni. Egli entra nei suoi versi con forza connotativa, con un linguaggio carico di immediatezza e dispiegato dentro coordinate morfo-semantiche che rispecchiano il cammino compiuto nell’esplorazione delle profonde istanze dell’anima e nella loro trasfigurazione.
La versificazione scorre, dal punto di vista formale, tra terzine, quartine, sestine alternate a strofe libere modulate da cadenze ora descrittive ora allusive ora evocative; i versi si allungano a volte in un prosodia che giunge al lettore come parola necessaria, come testimonianza d’anima, come colore d’alba. Sono versi che ci danno l’esperienza dell’uomo essenzializzata nella metrica delle immagini e nell’armonia dei periodi con cui il poeta dice a se stesso e agli altri i propri stupori e i propri umori, le proprie perplessità e le proprie paure.
Quel che piace di Leineweber è, per concludere, quel tono cordiale e candido della sua scrittura, quella spontaneità adagiata su commisurazioni foniche ed espressive ove il suo sentire ordinatamente si periodizza nell’infusione di tempi lirici e valori etici e nella reiterata consapevolezza che l’amore ha il potere di guidare la vita.

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