Modica e il futuro del centro storico. Confcommercio provinciale Ragusa: “Crisi demografica e funzionale”

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Modica, 20 aprile 2026 – Confcommercio provinciale Ragusa interviene sul dibattito aperto a Modica dopo la seduta del Consiglio comunale del 15 aprile dedicata al futuro del centro storico. Una seduta partecipata, intensa, che ha visto la presenza di centinaia di cittadini e che, secondo il presidente provinciale Gianluca Manenti, rappresenta «un segnale positivo, perché quando un’aula consiliare torna a riempirsi di persone significa che la comunità sente il tema come proprio e vuole essere parte attiva delle scelte».
Confcommercio provinciale Ragusa ha partecipato con il presidente sezionale di Modica, Giorgio Moncada, portando un documento articolato, frutto di un lavoro di analisi e di confronto interno. «Non siamo andati in Consiglio per lamentarci, ma per proporre un modello operativo», spiega Manenti. «La crisi del centro storico non è innanzitutto commerciale: è demografica e funzionale. Le vetrine vuote sono un sintomo, non la causa. Oggi solo il 13,5% dei modicani vive nel centro storico e circa il 40% degli immobili è vuoto. Se non si riparte da qui, nessuna rigenerazione sarà possibile».
Il modello proposto da Confcommercio si fonda su alcuni assi strategici: mappatura digitale costante degli immobili e dei flussi, incentivi per il ritorno alla residenza, trasferimento di uffici pubblici nel cuore della città, standard di qualità urbana, una cabina di regia permanente tra Comune e associazioni di categoria e una presenza universitaria stabile come infrastruttura di rigenerazione.
Accanto al merito, Manenti pone però una questione di metodo istituzionale. «È giusto, e lo dico senza spirito polemico, che un’amministrazione ascolti tutti, ma esiste una differenza tra chi porta un’opinione personale e chi porta la sintesi strutturata di migliaia di imprese, lavoratori e famiglie. Le associazioni di categoria non sono una voce tra le tante: sono corpi intermedi riconosciuti dallo Stato, strumenti di continuità e competenza che garantiscono memoria, dati e capacità di proposta».
Il riferimento è all’ordine degli interventi durante la seduta, che ha visto parlare prima numerosi cittadini singoli e solo successivamente le associazioni. «Non è una questione di precedenza formale», chiarisce Manenti, «ma di efficacia. Se si ascoltano solo le voci più rumorose del momento e non chi porta analisi, esperienza e responsabilità, si rischia di privarsi dello strumento più prezioso: la continuità della conoscenza. Gli amministratori passano, ed è naturale che sia così. Le associazioni restano, e con esse la responsabilità di garantire che ciò che si è imparato in decenni di lavoro non vada disperso».
Manenti ricorda che Confcommercio «esiste dal 1945 e ha attraversato ogni stagione economica del Paese, dalla ricostruzione postbellica al Covid. Non siamo spettatori: siamo parte attiva dei processi economici e istituzionali. La rappresentanza non è un privilegio, è un servizio che offriamo al territorio». Per questo, il presidente provinciale auspica che quanto accaduto a Modica diventi un metodo stabile. «La partecipazione è fondamentale, ma deve andare di pari passo con l’ascolto consapevole di chi porta proposte operative e una visione che non si esaurisce nel ciclo elettorale. Confcommercio continuerà a esserci, con o senza inviti formali, perché la rappresentanza autentica non cerca palchi: cerca risultati. E i risultati si ottengono sedendosi al tavolo prima che un problema diventi emergenza». Manenti conclude con un messaggio chiaro: «Siamo qui, come sempre. Disponibili, competenti, presenti. Il centro storico di Modica può rinascere, ma solo se si costruisce un percorso condiviso e se si riconosce il ruolo di chi, da ottant’anni, lavora per il bene dell’economia e della comunità».

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10 commenti su “Modica e il futuro del centro storico. Confcommercio provinciale Ragusa: “Crisi demografica e funzionale””

  1. Un individuo simile prima di aprire bocca, avrebbe dovuto comunicare pubblicamente il male fatto a terzi ( per fini personali ) e chiederne scuse pubbliche o meglio perdono.
    Ancor meglio risarcire i danni causati.

    Viceversa querelare il giornalista, che lo addita di fatti certi.

    Nella Grecia antica, soggetti simili venivano allontanati dalla comunità, dopo avergli rasato a meta barba e capelli.

  2. É proprio vero gli amministratori passano … ma passano non solo per la politica ma anche per le associazioni..( per fortuna ) !
    Per quando riguarda le persone ,i modicani i commercianti del centro storico restano e
    hanno voglia di restare per decenni! Pertanto la partecipazione viva e numerosa all incontro è sintomo che la gente , il popolo, è stanco di intermediari, associazioni e vecchi politici che non ascoltano e prendono meriti quando qualcosa va bene e spariscono quando tutto va male! Avanti con elementi nuovi che portino esperienza reale di attività economiche , residenti .. giovani che possono esprimere anche la loro opinione , giovani amministratori con L ambizione di fare qualcosa per Modica!
    Quindi avanti con tavoli tecnici composti da persone vere e preparate … che hanno interesse che modica cresca , avanti anche progetti a medio a lungo termine come avanzato dal Dottore Moncada ( persona di grande esperienza )che dovrebbe far parte sicuramente a questi tavoli tecnici.
    Solo una cortesia vecchi politici burocrati e associazioni … state fuori da questa nuova proposta portata avanti da questa amministrazzione, fatelo per i commercianti … fatelo per Modica!

  3. Giuseppe Iemmolo

    Ha ragione CITTADINO.
    Dopo tutto quello che ho vissuto sulla mia pelle e quello che ho appreso di recente, a mio avviso non siete credibili.
    Prima le pubbliche scuse al sottoscritto e al Dott Giovanni Minardo da parte di tutti i soggetti e istituzioni coinvolti a vario titolo in fatti che, solo a pensarci, viene il voltastomaco ( le ex vittime: Di Stefano Carmelo, Marco Giacobbe, Maria Catena Pitino – per quanto mi riguarda -; le autorità inquirenti, la P.G.,il Pubblico Ministero, il GIP e il GUP, il CTU) e dopo, ripeto dal mio punto di vista, diventerete tutti credibili.

  4. Concordo con Benny e aggiungo la preghiera che nel tavolo tecnico stiano fuori non solo vecchi tromboni ma anche quelle proposte formulate solo per affascinare, come in effetti hanno nel passato affascinato, ma che oggi sono solo un modo maldestro e offensivo per accaparrarsi facile consenso. Mi riferisco a chi propone una legge su ibla anche su modica. Siamo seri!!!!

  5. Allaluce di quanto esposto dallo Iemmolo, aspettiamo le dimissioni o le querele del Manenti.
    Quanto alle scuse pubbliche non credo ne abbia il coraggio.
    Ma la Prefettura e la Questura che ne pensan?

  6. In riferimento alle recenti dichiarazioni di Confcommercio provinciale sul futuro del centro storico di Modica, riteniamo necessario intervenire per ristabilire alcuni elementi di chiarezza.

    Il Comitato Centro Storico Modica nasce da un percorso spontaneo e partecipato che ha coinvolto, in poche settimane, decine di residenti e operatori economici. Non rappresenta interessi di parte né risponde a logiche associative o di categoria, ma esprime un bisogno reale e diffuso: quello di affrontare in modo serio, condiviso e strutturato la crisi profonda che il centro storico sta vivendo.

    Per questo motivo, osserviamo con rammarico come il recente intervento di Confcommercio sembri andare in una direzione diversa: non quella del confronto aperto e costruttivo, ma piuttosto quella della delegittimazione di un’iniziativa civica che ha il solo obiettivo di contribuire al bene della città.

    Non entriamo nel merito delle dinamiche interne ad altre organizzazioni, ma non possiamo non rilevare come proposte e documenti che riguardano il futuro del centro storico dovrebbero nascere da un reale coinvolgimento della base e non essere percepiti come decisioni calate dall’alto.

    Il centro storico di Modica non ha bisogno di divisioni né di sovrapposizioni, ma di un lavoro comune, serio e continuativo. Il Comitato ha già indicato con chiarezza una strada: partire dalle urgenze concrete – decoro, sicurezza, legalità, servizi – e costruire, attraverso un tavolo permanente, un percorso condiviso con istituzioni, associazioni e cittadini.

    Ribadiamo con forza che il nostro impegno non è contro qualcuno, ma per qualcosa: per il recupero di un centro storico che rischia ogni giorno di perdere ulteriormente residenti, attività e identità.

    Siamo disponibili al confronto con chiunque voglia contribuire in modo leale e trasparente. Allo stesso tempo, non possiamo accettare che si continui a procedere lungo percorsi che non tengono conto di quanto emerso con chiarezza nel dibattito pubblico e nella partecipazione dei cittadini.

    Il tempo delle analisi è finito. Serve coerenza, metodo e responsabilità.

    Il Comitato continuerà, con determinazione, a portare avanti il proprio lavoro.

  7. Magari alcuni i commercianti sono rimasti nostalgici della certificazione darwiniana.
    Bisogna mettersi d’accordo se basta pagare “le” 15 euro oppure il doppio perché si sta lottando per il tampone rettale. E pazienza il cotton fiocc è più grande e costa di più.
    P.s: al decerebrato invincibile, lo so sono sempre io con un nuovo nick. Qualcuno l’hai sbagliato, ma hai solo e soltanto ragione tu. Intelligentone che hai salvato il mondo dalla peste. Manco il padre eterno. Bravo

  8. Io ho optato da subito per il tampone in quanto mi da grandi soddisfazioni e spendo volentieri le 15 euro perché io sono e sarò sempre SARO-MARION

  9. Non ho capito niente , a cosa servono le pubbliche scuse ? Piuttosto lumi ai comuni cittadini sulla vicenda giudiziaria e sulle “conclusioni” . Per il diritto a un quadro chiaro del funzionamento generale delle cose .

  10. Aprire centri per gli anziani nel centro storico , con badanti puntualmente retribuite e dimoranti in loco o in caso di ritardo dei pagamenti , chiamare il compagno dare il dovuto e ….

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