
Modica, 20 aprile 2026 – Grande partecipazione a Modica per la presentazione del volume “C’era una volta la Rai” di Barbara Floridia, presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, che si è tenuta sabato 20 aprile al Palazzo dei Mercedari in una sala conferenze gremita di persone.
L’appuntamento, promosso dal gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle di Modica e moderato dal giornalista Angelo Di Natale, è stato curato con il coordinamento di Elio Cicero, referente giovani, in sinergia con il gruppo locale e il coordinatore Saro Tribastone.
Ad aprire l’incontro sono stati Stefania Campo, deputata all’Assemblea Regionale Siciliana per il M5S, e Federico Piccitto, coordinatore provinciale M5S Ragusa, che hanno introdotto i temi chiave della serata, soffermandosi sul rapporto tra informazione, politica e società.
Nel suo intervento, la senatrice Floridia ha offerto un’analisi rigorosa dello stato del sistema informativo, pubblico e privato, in Italia, evidenziando le trasformazioni dell’ecosistema mediatico, l’impatto delle piattaforme digitali e il crescente pericolo legato alla circolazione di contenuti distorti o privi di adeguata verifica.
Il dibattito ha evidenziato la crisi del servizio pubblico radiotelevisivo, con un focus sui temi trattati nel libro presentato. Come sottolineato nel volume, la Rai è chiamata a una sfida cruciale per garantire indipendenza, autorevolezza e un accesso a notizie corrette, esaustive e pluraliste.
La serata è proseguita con un vivace momento di confronto con il pubblico, arricchito da interventi e domande che hanno alimentato un dialogo costruttivo sui temi della trasparenza, della libertà di espressione e della responsabilità nell’informazione.
Dalle conclusioni è emersa con forza la necessità di rafforzare gli strumenti a tutela dell’emittente pubblica e di promuovere una cultura mediatica più consapevole, capace di contrastare la disinformazione e le cosiddette “verità alternative”.
L’evento di Modica ha ribadito quanto sia urgente, oggi più che mai, aprire spazi di discussione pubblica sul futuro dei media. Difendere la libertà di informazione non è solo una questione di categoria, ma il presupposto essenziale per mantenere viva la nostra democrazia.





