Sanità a Ragusa. Prevenzione o presa in giro? Il caso limite e l’appello per la rimozione dei vertici ASP

Precisazione ASP Ragusa alla nota del Comitato Civico Articolo 32
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RAGUSA, 12 Aprile 2026 – Un sistema che si vanta di eccellere nella prevenzione, ma che inciampa rovinosamente proprio nel momento del bisogno, mettendo a rischio la vita dei cittadini. È questo il quadro desolante che emerge dall’ultima denuncia della Rete Civica Articolo 32, firmata dal presidente Rosario Gugliotta.
La vicenda riguarda il signor A.G., un cittadino pozzallese che ha seguito diligentemente il percorso di screening per il tumore al colon-retto promosso dall’ASP di Ragusa. Dopo tre prelievi, il 17 marzo scorso riceve la conferma: presenza di sangue occulto.
In medicina, questo è un segnale d’allarme rosso: la procedura standard prevede una colonscopia immediata per escludere o confermare la presenza di una neoplasia. Eppure, qui il sistema si è inceppato:
• 18 marzo: Il medico curante emette un’impegnativa con priorità per esecuzione entro 10 giorni.
• La risposta del CUP: Nonostante l’urgenza e l’esito dello screening, la prenotazione viene fissata a 11 mesi di distanza.
A cosa servono i protocolli di screening, le campagne pubblicitarie e gli uffici dedicati se, una volta individuato un potenziale malato, lo si abbandona a una lista d’attesa infinita?
“È lecito chiedersi a cosa servano queste sbandierate, e ben retribuite, campagne di prevenzione se gli utenti a rischio vengono abbandonati a se stessi,” attacca Gugliotta.
Il ritardo negli accertamenti strumentali non è solo un disservizio burocratico: è un fattore che compromette irrimediabilmente l’efficacia delle cure, trasformando una diagnosi precoce in una sentenza tardiva.
Secondo la Rete Civica Articolo 32, il problema non è tecnico, ma di gestione. La critica punta dritto ai vertici aziendali, accusati di essere “concentrati in tutt’altre faccende e non sempre trasparenti”.
L’appello finale è rivolto direttamente al Governo Regionale e ai referenti politici locali: si richiede la rimozione immediata di chi guida l’ASP di Ragusa. La gestione attuale viene definita “infarcita di abusi e disservizi”, incapace di garantire il diritto fondamentale alla salute sancito dalla Costituzione.
In una provincia che paga regolarmente le tasse per il servizio sanitario, ricevere una prenotazione a un anno di distanza per un sospetto tumore non è un errore di sistema: è un fallimento politico e umano che richiede decisioni drastiche e immediate.

Le verifiche eseguite dall’ASP di Ragusa escludono, però, che il caso descritto sia riconducibile al programma di screening oncologico aziendale per il colon retto.
Nell’ambito di tale percorso, il campione processato è uno, mentre nella vicenda riportata si fa riferimento a tre prelievi: elemento che conferma come l’accertamento sia stato effettuato al di fuori delle procedure standard promosse dall’Azienda. Va inoltre precisato che, in presenza di un esito positivo maturato all’interno del programma di screening aziendale, il paziente viene preso in carico direttamente dai servizi competenti e richiamato per i successivi approfondimenti, senza necessità di rivolgersi al medico prescrittore per l’emissione di una ricetta di colonscopia.
L’ASP ricorda, inoltre, che, nei casi in cui il medico prescrittore indichi per il primo accesso una precisa classe di priorità, il cittadino può richiedere l’attivazione dei percorsi di tutela previsti dalla normativa vigente, così da consentire l’esecuzione della prestazione entro i tempi istituzionali. Nel caso di specie, che prevedeva una classe di priorità “breve”, tale procedura avrebbe potuto essere richiesta e attivata secondo le modalità previste.
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1 commento su “Sanità a Ragusa. Prevenzione o presa in giro? Il caso limite e l’appello per la rimozione dei vertici ASP”

  1. Una presa per i fondelli, il Medico mi ha prescritto una gastroscopia 1 accesso entro 10 GG., ebbene mi è stata prenotata per il 22. 10. 26. Mia moglie addirittura per il mese di aprile 2027. Nessuno controlla nessuno, allo sbando più completo la sanità pubblica.

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