
Ci sono simboli che vanno oltre il semplice valore materiale, diventando parte integrante del paesaggio dell’anima di una comunità. Per Modica, uno di questi simboli è la Croce di Monserrato.
Posta a memoria storica del luogo del miracoloso ritrovamento del quadretto della Madonna delle Grazie, Patrona della nostra città, quella croce ha da sempre un significato profondo.
Tuttavia, da diversi mesi, un’oscurità insolita avvolge il colle: la croce è spenta. Per chiunque si trovi la sera a procedere da Piazza Monumento verso Piazza Corrado Rizzone, lo sguardo si volge istintivamente verso l’alto.
Lì, dove prima si stagliava una luce rassicurante nel buio della notte, oggi c’è solo il vuoto.
Vederla accesa significava ritrovare una guida, un punto fermo, un simbolo capace di unire fede, storia e identità visiva. Quella croce che brillava alta nel buio della notte non è solo un punto di riferimento; ma l’ho sempre vista come una potente metafora della vita stessa.
Rappresenta la certezza che l’oscurità, per quanto densa e spaventosa, non ha l’ultima parola. Ci ricorda che le ingiustizie che subiamo, i periodi di smarrimento e la sofferenza che spesso appesantisce i nostri giorni sono condizioni transitorie, destinate ad avere un tempo limitato.
La luce della croce, stagliata contro il nero della roccia, sussurra a chiunque la guardi che la notte, ogni notte della vita, è fatta per essere attraversata, non per durare per sempre.
Per molti cittadini, guardare quel segno luminoso evocava spontaneamente le parole del salmista:
“Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto?” (Salmo 121,1).
Oggi quel monte è buio, e con esso sembra essersi spento un pezzetto della bellezza notturna della nostra Modica, privandoci di quel richiamo visivo alla speranza di cui tutti, oggi più che mai, abbiamo bisogno. Non conosco le ragioni tecniche o burocratiche che hanno portato a questo prolungato spegnimento, se si tratti di un guasto elettrico, di problemi di manutenzione o di altra natura, ma credo sia giunto il momento di restituire alla città questo “Segno di luce”.
Riaccendere quella croce non è solo un banale intervento di manutenzione urbana. È un atto di cura verso la bellezza di Modica e, soprattutto, un tributo ai sentimenti di quanti, ogni sera, hanno ancora il coraggio di alzare gli occhi al cielo, di non arrendersi e di credere che la luce della speranza possa tornare a vincere sulle ombre del mondo.
Modica, 08/06/2026
Prof. Salvatore Campanella



2 commenti su “Riaccendiamo la Croce di Monserrato, simbolo di luce e speranza per Modica. Riceviamo”
Adesso speriamo solo che non nascano le solite polemiche ideologiche o geopolitiche da parte di chi si professa ‘free Palestine’ o di chi sostiene che il crocifisso possa offendere altre culture. Questo è un simbolo della nostra storia e della nostra identità, e come tale va rispettato.
La solita idolatria modicana