
RAGUSA, 04 Giugno 2026 – Si surriscalda il clima sindacale all’interno dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa. La Funzione Pubblica CGIL ha espresso una dura posizione critica nei confronti della Direzione Generale dell’ente di Piazza Igea, contestando apertamente le ultime modalità di gestione delle relazioni sindacali e lamentando un blocco di fatto sulle riforme strutturali necessarie per il futuro della sanità locale.
L’atto di accusa muove da recenti notizie di stampa, secondo cui la Direzione Generale avrebbe ricevuto – tra un’inaugurazione e l’altra – un paio di sigle sindacali, tra cui una non firmataria dell’ultimo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Un incontro che avrebbe portato alla concessione di presunte conquiste a vantaggio del personale del comparto. Se da un lato il sindacato si dice felice per ogni potenziale beneficio destinato ai lavoratori, dall’altro registra con forte preoccupazione come i tavoli tecnici ufficiali di concertazione vengano sistematicamente disertati da alcune organizzazioni. Questo assenteismo, secondo la CGIL, mina la pluralità della delegazione trattante e allunga inevitabilmente i tempi per la nascita del nuovo assetto organizzativo aziendale, l’unico strumento in grado di rendere i servizi sanitari più moderni ed efficienti.
Il sindacato evidenzia un contrasto stridente nella gestione dell’ASP. Da una parte si assiste alla promessa di diritti certi che verrebbero elargiti con forte ritardo e sotto forma di benevole concessioni, dall’altra si accumulano lungaggini burocratiche che ritardano le riforme interne. La frustrazione della FP CGIL è amplificata dal fatto che, dallo scorso gennaio, sono rimaste senza risposta le richieste di interlocuzione avanzate congiuntamente dalle sigle confederali, metalmeccaniche e del commercio su temi strutturali ed economici di grande rilevanza. Tra i nodi irrisolti figurano le tutele per i dipendenti delle ditte appaltatrici esterne, per le quali l’ASP spende ingenti quantità di denaro pubblico, e la necessità di portare a trentasei ore l’orario del personale part-time.
A preoccupare maggiormente i vertici sindacali è anche il mancato potenziamento degli organici, attualmente ritenuti del tutto inadeguati. Senza un netto incremento del personale, il rischio concreto evidenziato dalla CGIL è che i cospicui investimenti del PNRR sul territorio finiscano per trasformarsi in inutili cattedrali nel deserto, anziché dare vita a un’efficiente e moderna rete sanitaria territoriale.
La nota, firmata dal Segretario Generale della FP CGIL Ragusa, Nunzio Fernandez, e dal Coordinatore Provinciale della FP CGIL Sanità, Duilio Assennato, rivendica un agire improntato alla massima responsabilità, lontano da logiche clientelari o di mero proselitismo. L’obiettivo dichiarato resta quello di ridare dignità e ossigeno a un bacino di professionisti e operatori sanitari benemeriti che, pur non essendo più celebrati come angeli ed eroi, garantiscono ogni giorno la tenuta dei servizi. L’auspicio finale dei sindacalisti è rivolto ai vertici dell’ASP, affinché con un moto d’orgoglio dettato da principi etici sappiano smarcarsi da suggerimenti esterni dettati dall’opportunismo della politica e da logiche pseudo-sindacali.



1 commento su “Sanità iblea, affondo della CGIL sui vertici ASP: “Basta passerelle e logiche clientelari, servono riforme vere””
Ma alla fine concretamente la CGIL cosa contesta all’ASP?
Cosa sta denunciando di preciso? Un ingorgo di parole per recriminare cosa?
Ho intuito delle velate minacce ma non è chiaro se il vero interesse è il lavoratore in quanto tale o il posto a tavola fisso della FP CGIL..