
MARINA DI MODICA — Dura critita del professore Uccio Barone, docente universitario e storico, nei confronti dello spettacolo dei comici siciliani Toti e Totino, andato in scena sabato sera a Marina di Modica. Barone ha espresso profondo sdegno per i contenuti del monologo, definendolo intriso di “falsità storiche” e privo di qualsiasi forma di ironia o satira.
Nel suo intervento, il prof. Barone ha focalizzato l’attenzione non sulla qualità artistica dell’esibizione — liquidata come caratterizzata “da testi insulsi che non avrebbero strappato risate” — quanto piuttosto sui contenuti ritenuti offensivi nei confronti della storia d’Italia. Nel corso dello spettacolo sarebbero state rivolte battute gratuite e calunniose contro l’Unità d’Italia e i protagonisti del Risorgimento nazionale: Garibaldi e Cavour definiti “cornuti”, Re Vittorio Emanuele bollato come “assassino e traditore”, e i “Mille” ridotti a semplici “spioni e ubriaconi”.
Barone ha definito il monologo come un concentrato del “peggior sicilianismo”, criticando in particolare l’invito rivolto dal palco agli insegnanti affinché raccontino agli studenti la cosiddetta “grande truffa” della Nazione italiana. Lo storico ha concluso la sua riflessione evidenziando la totale assenza di contenuti culturali o satirici all’interno della performance, ridotta a una mera dimostrazione di povertà di testi e di idee.
“Non c’era ironia, non c’era satira, ma solo povertà di testi e di idee. Peccato. Ho provato noia e vergogna”, ha scritto il prof. Barone in chiusura del suo duro intervento.



19 commenti su “Duri attacchi del prof. Uccio Barone contro lo spettacolo di Toti e Totino a Marina di Modica: “Battute calunniose sul Risorgimento, ho provato noia e vergogna””
Chi non riconosce i fatti storici documentati dell’invasione di uno stato sovrano da parte di massoni, mercenari, protestanti con lo scopo di depredare, distruggere l’economia e l’industria, e conquistare un controllo inglese nel mediterraneo, con persecuzioni contro la chiesa ed i meridionali, è da considerarsi traditore della terra natia.
“Il nord non lascerà ai meridionali nemmeno gli occhi per piangere.”
Plebiscito truffa, il massone albert pike che incitava alla prima pulizia etnica della storia ed alla persecuzione contro i cattolici, guerre senza quartiere sparando a donne e bambini indifesi, la legge pica, lager, fucilazione di contadini (900.000 morti su 9 milioni in 10 anni), 250.000 deportati al 1899 nelle miniere in condizioni di schiavitu, finanziamenti inglesi per la legione britannica o Garibaldi Excursionist.
443.200.000 di valore in lire rubati, quanto tutti gli stati preinvasione ne avevano assieme 225 milioni, e i savoia a malapena 27 milioni. Senza contare saccheggi, espropriazioni di proprieta e furti di ogni tipo.
Quando era il nord ad emigrare al sud.
Quando nel meridione ogni abitante pagava 55 centesimi all’anno per gli interessi del debito di stato, uno del settentrione 11 lire ed ogni piemontese 20 volte di piu.
I savoia indebitati di 75 milioni per aver perso contro il regno austriaco, entrarono nella trappola dei rotschild, arrivando a debiti per 552 milioni, assorbiti poi dall’invasione.
La nascita della mafia per come la conosciamo oggi, la tassa sul macinato, il razzismo.
Si puo discutere se fosse meglio il Regno di Sicilia o i Borbone, ma NON si puo discutere di storia di invasione del regno senza parlare di pirateria, sciacallaggio e vergogna rendendo onore a personaggi che hanno distrutto e sottomesso questa terra.
Morti che gridano ancora vendetta e verita storica.
Chi non lo riconosce, chi ancora propugna falsita su Garibaldi, mazzini, bixio, cavour e compagnia bella, è complice e traditore.
Paolo ma lei è informato su tutto. Peccato però che le sue sono grandissime balle.
@Paolo
Complimenti per il tuo commento da me ben condiviso e già oggetto di approfondimento con il mio ex professore di storia, non di parte e profondamente erudito.
Sig. Paolo, il Prof. Barone invece di indignarsi avrebbe potuto cantargli un Bella Ciao e i due comici avrebbero capito il messaggio. Quando Garibaldi dopo avere capito come lo avevano usato e si ritirò a Caprera disse:
“Se ci fosse un esercito di satana, non esiterei ad arruolarmi”.
Ma storia, cultura, etica e morale appartiene agli intellettuali che hanno scritto la storia e imposto un determinato insegnamento ai posteri. Un pò come i vangeli apocrifi della Chiesa.
Alcuni non si sono precipitati a vederli, toti e Totino brutta copia sbiadita di Fanco e Ciccio, i finanziamenti per questi spettacoli sono soldi buttati al vento, spettacoli che non suscitano nessuno interesse, basta vederli in TV locali ,deprimenti le loro battute. Un conto sono spettacoli con Pippo Pattavino o Tuccio Musumeci ,attori di altra caratura teatrale e piacevoli a vedersi ..non si improvvisano comici o attori teatrali dall’oggi al domani..ci vuole classe e scuola del teatro…
Ma non è noia ! È profonda tristezza per tanto decadimento morale,sociale,culturale ! È solo grande ignoranza che oltraggia comunque ! Povertà e miseria….non comicità.Anche chi organizza è correo , perché dovrebbe conoscere il contenuto di ciò che si dice spettacolo.
Sig. Tonino, cio che non comprendo è come si possano rinnegare eventi che tanto male hanno fatto al posto in cui si è nati ed alle persone morte per questo.
I dettagli di certi resoconti, ordini militari, assedi sono paragonabili a quanto accade oggi in Palestina.
E ne emerge la forza di un popolo che ha lottato contro questo, non solo all’inizio per molti, ma per tutti quando hanno compreso l’inganno. Ed ancora si parla di eroi, patrioti, sogni risorgimentali, quando sparavano ai bambini, a donne ed anziani.
Sui vangeli apocrifi dissento, se non ho compreso male cio che scrive, non me ne voglia, non solo perché non riconosciuti dalla chiesa ed usciti successivamente, ma anche perche alcuni sono nati in ambienti giudaico-cristiani per proporre una teologia parallela, un po’ come accade oggi con il cvii, generando appositamente confusione, inserendo adattamenti terreni e personalizzati ed anche insegnamenti diversi.
Personalmente, ragionando al di fuori della fede, non credo che gli apostoli avessero qualcosa da nascondere o occultare. Il messaggio del Vangelo era già rivoluzionario per l’epoca, forte e pieno di motivazioni per essere cancellato da parte ebraica. La resurrezione, la mancanza del corpo di Cristo è la parte che piu dovrebbe far riflettere, e piu ha scatenato i giudei del tempo. Con elementi piu terreni come gli apocrifi inseriscono, il cristianesimo avrebbe avuto meno difficolta e persecuzioni.
Il cristianesimo, agli inizi, razionalmente ed in ambiente giudaico, aveva tutte le premesse per essere distrutto sul nascere, fra cio che insegnava Gesù e la Resurrezione, e le persecuzioni ed i martiri dei primi cristiani.
Un credente sa che la Chiesa primitiva veniva guidata dallo Spirito Santo, perché pura, e che i suoi insegnamenti e cio che è stato tramandato sono fedeli. Dio non avrebbe permesso il diffondersi della Sua parola nel mondo o di ciò che conosciamo in modo sbagliato.
Per questo dubito, perche oggi come 2.000 anni fa il tentativo è di distruggere il cristianesimo.
Oggi, avrei molto da dire anch’io, con quanto sta accadendo.
Sig.Paolo quello che Lei dice può o non essere condivisibile ! Qui si parla di una comicità che tale non è, perché irriverente e infima ai limiti di querela.Puttroppo pagati con soldi pubblici !
Paghiamo tutti la tari prima, poi iniziamo a indignarci.
È una comicità compatibile al livello medio dei modicani.
Sig.ra Rosalba, io non commento lo spettacolo, ma la difesa di personaggi storici di un’invasione che nulla di patriottico aveva, ma copriva scopi geopolitici ed economici, con le conseguenze che oggi viviamo.
Bronte, castellammare del golfo, palermo sono solo pochi esempi di quanto è successo.
Garibaldi, autodefinitosi dittatore delle due sicilie, era un predone ed un corsaro in sudamerica ben prima dell’invasione finanziata all’estero e coperta dalle navi britanniche. I mille erano mercenari, in realta 3.000 quando si unirono bande di picciotti di personaggi locali. Sciascia, pirandello, ne hanno scritto.
Sulle reti nazionali, pagate anche senza vederle, sono state trasmesse narrative dove nessuno si è mai indignato, per non parlare di propaganda di ogni tipo politica, sanitaria e geopolitica.
Pino Aprile docet.
E fa proseliti.
La vera domanda è un’altra che nessuno ha colto: che ci fa il Prof. Uccio Barone allo spettacolo di Toti e Totino?
è come vedere Riccardo Muti a un concerto di Gigi D’Alessio.
@Paolo…
“Il nord non lascerà ai meridionali nemmeno gli occhi per piangere.”
c’è molto da eccepire:
C’è una narrazione che, da anni, descrive il Mezzogiorno come una terra incapace di difendersi da sola, quasi che i meridionali fossero eternamente in attesa del salvatore di turno, del leader populista che promette di fare giustizia contro i presunti nemici del Sud. È una rappresentazione tanto comoda quanto fuorviante.
La vera questione è un’altra: il Mezzogiorno non è stato penalizzato soltanto da decisioni esterne, ma anche da un sistema di potere interno che, troppo spesso, ha trovato consenso e legittimazione. Per decenni, una parte della società ha continuato ad affidarsi ai mediatori, ai clientelismi, ai “furbastri” di turno, a chi prometteva favori anziché diritti, scorciatoie anziché regole. E, nei contesti più estremi, perfino alle organizzazioni mafiose, che si sono presentate come garanti di protezione e di opportunità, salvo poi diventare il principale ostacolo allo sviluppo economico, civile e culturale del territorio.
È proprio questo il grande paradosso: si invocano giustizia, legalità e sviluppo, ma troppo spesso si continua a sostenere o a tollerare quei meccanismi che li impediscono. La mafia, il clientelismo e l’opportunismo non sono mai stati la soluzione ai problemi del Sud; ne sono stati, piuttosto, una delle cause principali. Hanno soffocato il merito, scoraggiato gli investimenti, alimentato l’emigrazione dei giovani migliori e consolidato una cultura della dipendenza dal potente di turno.
Per questo motivo, pensare che basti un nuovo populista per risolvere i problemi del Mezzogiorno significa ignorarne le vere radici. Nessun leader carismatico potrà sostituire la responsabilità civica, il rispetto delle regole e la capacità di costruire istituzioni credibili. Il riscatto del Sud non passerà mai dall’uomo della provvidenza, ma dalla progressiva sconfitta di quelle logiche di favore, di complicità e di convenienza che, per troppo tempo, ne hanno frenato la crescita.
Concetto, condivido ogni singola parola.
Preciso però che, storicamente, quanto lei afferma, non esisteva prima del 1861, è un sistema donatoci direttamente dai piemontesi.
La burocrazia, il clientelismo, la corruzione e quant’altro, non esistevano prima, era il modo preciso di amministrare del regno di sardegna. La mafia ha avuto potere perché gli e stato dato, per ben due volte, prima dagli anglogaribaldini per garantirsi l’appoggio per l’invasione e per amministrare i comuni, poi dagli americani per lo sbarco.
Nel dopoguerra, quando i siciliani per l’ennesima volta stavano rialzando la testa per riconquistare la propria indipendenza, sono dovuti intervenire nuovamente gli americani con i servizi e con tutto quello che sappiamo.
Hanno “concesso” lo statuto siciliano, che dovrebbe garantire un’autonomia quasi a livello di indipendenza. E nessun politico lo fa rispettare. Perche?
Per lo stesso motivo di cui sopra.
E ciò che fa rabbia, è che a suon di mazzate fisiche ed economiche prese in Sicilia, sono riusciti a levare dignita al popolo in qualche decennio, hanno creato divario culturale, hanno instillato sensi di colpa e complessi di inferiorita che smorzano qualsiasi tentativo per avere cio che spetta di diritto, perche tanto e colpa dei siciliani e di cio che accetta o supinamente, non di cio che ebstato creato artificialmente.
Industrie, parlamento, universita, quasi 1.000 anni di regno, radici storiche impressionanti, retaggio culturale che pochissimi popoli possono vantare nel mondo. Hanno levato tutto, hanno sottomesso e la cosa piu preziosa, l’orgoglio ed il senso di appartenenza, non esiste piu.
In pochi decenni.
E dissento, un popolo non potra mai autogovernarsi, mai è successo e mai succedera. Ribadisco, esiste la gerarchia in tutte le cose, in natura, nella religione, nel lavoro, a scuola.
Utilizzare terminologie politiche moderne per sminuire il ruolo storico di politici carismatici, statisti, re o chiunque abbia guidato le nazioni sottomesso a valori morali eterni e principi non negoziabili, con tutti i benefici che i popoli nei secoli hanno avuto, significa distorcere la storia a proprio comodo.
La fase attuale è solo momentanea, e la logica del popolo che suppone di avere conoscenza di ciò che e bene o male, con i risultati scontati ai quali assistiamo, finirà.
Sig. Paolo, al popolo gli hanno venduto la storia che hanno scritto gli intellettuali e i “vincitori” dell’epoca.
In tutto questo erudire di storici e intellettuali nessuno dice che il Sud in tutta Europa è stato sempre il più ricco e prosperoso da sempre, infatti in Spagna, Francia, Germania ecc… il Sud anche a tutt’oggi è rimasto più ricco e prosperoso rispetto al Nord. Solo in Italia sono riusciti ad invertire le cose rubando e saccheggiando le ricchezze che aveva il Regno delle due Sicilie. Non è un caso che i più belli e maestosi monumenti, chiese e palazzi si trovano a Sud e sono lì a raccontarci la storia e la prosperità che aveva il Sud. Oltre l’arte e la letteratura.
Per capire quello che dico, basta fare il confronto col l’UE. L’Unione Europea ci ha rubato tutte le ricchezze che aveva l’Italia (sud dell’Europa) e oggi ci troviamo poveri di risorse perchè defraudati di tutte le risorse che avevamo costruito con tanto sacrificio e ingegno.
Ma guai a discriminare o mettere in discussione i mangiapolenta prima e i mangia crauti dopo.
Leggo molte ricostruzioni che dipingono il Mezzogiorno come una vittima esclusiva delle responsabilità altrui, quasi fosse stato soltanto depredato dal Nord. È una narrazione che, a mio avviso, rischia di essere incompleta e poco utile.
Il Sud è ricco di persone oneste, laboriose e capaci, ma sarebbe un errore ignorare le responsabilità che una parte della sua classe dirigente ha avuto nel corso della storia. Per decenni, il Mezzogiorno ha beneficiato di strumenti straordinari di sostegno economico, come la Cassa per il Mezzogiorno, che ha mobilitato ingenti risorse pubbliche. Una parte di quei finanziamenti ha certamente contribuito alla crescita, ma un’altra è stata dispersa tra sprechi, opere incompiute, le cosiddette “cattedrali nel deserto”, clientelismo e fenomeni corruttivi.
Per questo faccio fatica ad accettare una lettura che attribuisce ogni responsabilità a fattori esterni. Dire che “la storia è stata scritta dai vincitori” può contenere un fondo di verità in alcuni contesti, ma non può diventare un alibi per evitare un serio esame di coscienza.
Il vittimismo, infatti, non rende giustizia a una terra straordinaria, favorita da un patrimonio paesaggistico, culturale e umano unico, celebrato anche da Salvatore Quasimodo. Proprio perché il Mezzogiorno possiede enormi potenzialità, dovrebbe emanciparsi dalla cultura della dipendenza e dell’assistenzialismo, valorizzando invece il merito, la responsabilità e la buona amministrazione.
Troppo spesso, nella storia del Sud, consenso e potere sono stati affidati a sistemi clientelari, alla criminalità organizzata o a leadership che hanno privilegiato il tornaconto immediato rispetto all’interesse collettivo. In epoche diverse questi fenomeni hanno assunto forme differenti, ma il risultato è rimasto lo stesso: lo sviluppo è stato frenato e le energie migliori sono state costrette a emigrare.
Se vogliamo davvero cambiare il destino del Mezzogiorno, è necessario abbandonare la ricerca di colpevoli esterni come unica spiegazione dei suoi problemi. Riconoscere anche le responsabilità interne non significa denigrare il Sud, ma dimostrare di credere nelle sue capacità e nel suo futuro. Solo una cultura fondata sulla legalità, sulla competenza e sul senso civico potrà consentire a questa terra di esprimere pienamente il proprio straordinario potenziale.
Sig. Tonino, e la storia si ripete, fra l’altro. Il regno era alleato della Russia, ed ieri come oggi gli inglesi li volevano annientare per vie traverse, conto terzi, e mai direttamente.
A proposito di mangiacrauti, leggevo poco fa che la Russia li ha superati ed ora è salita al 4 posto nella lista delle maggiori economie mondiali per pil.
Sarà stato l’effetto dell’ultimo pacchetto di sanzioni ue, spero non ne facciano più altrimenti arriva al primo posto.
Piero, come per Concetto, do ragione anche a lei. Ma tutto ciò che ben scrive, è posteriore al 1861 e non è colpa dei siciliani perche ogni volta che hanno provato a rialzare la testa, le hanno prese.
Prima hanno rubato i soldi, poi hanno fatto chiudere le industrie, poi hanno introdotto la leva obbligatoria levando i figli dalle campagne, poi con la televisione facevano documentari sui meridionali che emigravano che erano semplicemente vergognosi per come venivano dipinti, poi quando in modo armato si cercava nuovamentr l’indipendenza sono intervenuti gli americani. Nessuno sviluppo di infrastrutture, strade, ferrovie, nulla. Come puo essere colpa dei siciliani dopo avergli levato tutto, speranza compresa, se non in posti lontani.
Semmai la colpa è dei politici siciliani.
E lo statuto, 7-10 miliardi di euro all’anno, dove sono?
È colpa dei siciliani?
Lei parla di cose giuste, ma tutto questo non esisteva prima, la storia di cui parla è storia degli ultimi 60 anni.
La Sicilia è sempre stata ricca perche orientata al Mediterraneo, è il suo ruolo ovvio e naturale, non a Bruxelles.
Quindi, qui, c’è poco da guardare al nord europa, perche nulla si ricavera mai, né economicamente né culturalmente.
Questo sarebbe da capire, che a nessuno frega nulla di questa meravigliosa isola, altrimenti l’economia sarebbe florida.