A Ragusa “Le vie delle donne. Voci restituite, sguardi nuovi. La memoria affidata alle nuove generazioni”

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Ragusa, 04 giugno 2026 – Ci sono storie che attraversano il tempo in silenzio. Storie che hanno contribuito a costruire comunità, cultura, diritti, ricerca scientifica, partecipazione civile e crescita democratica, ma che troppo spesso sono rimaste ai margini della narrazione ufficiale. Sono le storie di donne che, con il proprio talento, il proprio coraggio e il proprio impegno, hanno lasciato un segno profondo nella società siciliana e italiana.

Da questa esigenza di memoria, riconoscimento e restituzione nasce “Le vie delle donne. Voci restituite, sguardi nuovi. La memoria affidata alle nuove generazioni”, il volume promosso dalla Consulta Femminile del Comune di Ragusa che sarà presentato venerdì 5 giugno 2026 alle ore 11.00 presso l’Auditorium del Liceo Scientifico “Enrico Fermi” di Ragusa.

L’iniziativa rappresenta molto più della pubblicazione di un libro: è un articolato progetto culturale ed educativo che ha coinvolto istituzioni, scuola, studenti e studentesse, mondo editoriale e realtà economiche del territorio attorno a un obiettivo condiviso: restituire centralità alla memoria femminile come strumento di crescita civile, consapevolezza democratica e cittadinanza attiva.

Il progetto nasce dalla volontà della Consulta Femminile di costruire un percorso capace di mettere in dialogo passato e presente, memoria e futuro, affidando alle nuove generazioni il compito di rileggere e reinterpretare figure femminili che hanno contribuito in modo significativo alla trasformazione della società. Determinante è stata la collaborazione con il Liceo Scientifico “Enrico Fermi” di Ragusa, che ha accolto e sostenuto fin dall’inizio il valore educativo dell’iniziativa. La Dirigente Scolastica ha condiviso il progetto riconoscendone la forte valenza culturale e formativa, aprendo la scuola a un’esperienza concreta di ricerca storica, approfondimento e partecipazione attiva. Fondamentale anche il lavoro delle docenti coordinatrici che hanno accompagnato studentesse e studenti in un percorso di studio, analisi e scrittura, trasformando la ricerca in un’esperienza viva di confronto con temi centrali quali memoria, diritti, emancipazione femminile, partecipazione democratica e responsabilità civile.

A sottolineare il valore istituzionale ed educativo del progetto intervengono le rappresentanti dell’Amministrazione Comunale.

«Questo volume raccoglie il lavoro di ricerca di ragazze e ragazzi che hanno affrontato il tema della parità di genere senza pregiudizi, sovrastrutture, preconcetti e con grande curiosità e voglia di conoscere – dichiara l’assessora alle Pari Opportunità, Elvira Adamo – È un buon inizio. Perché le ragazze e i ragazzi che hanno reso possibile questo volume, saranno donne e uomini che renderanno possibili cambiamenti e evoluzioni».

«Le donne sono spina dorsale potentissima della storia siciliana: hanno tenuto e tengono insieme le famiglie, la memoria, il lavoro e la dignità – aggiunge l’assessora alla Pubblica Istruzione, Catia Pasta – Nel futuro le donne rappresenteranno la possibilità di uno vero sviluppo per la società. Non ci può essere crescita senza inclusione, né progresso senza parità, e non potrà esserci una comunità senza un riconoscimento pieno del valore femminile».

Il volume raccoglie infatti gli elaborati e le ricerche realizzate dalla comunità studentesca attorno a undici figure femminili siciliane che, in epoche e ambiti differenti, hanno saputo incidere profondamente nella storia sociale, culturale e civile del territorio e del Paese.

Le pagine del libro restituiscono così voce e spazio a: Giuseppina Agnello, Maria Paternò Arezzo, Margherita Asta, Concetta Castilletti, Anna Maria Ciccone, Mariannina Coffa, Maria Costa, Carmelina Naselli, Maria Occhipinti, Maria Rita Schembari, Franca Viola

Un contributo importante alla realizzazione del progetto è arrivato anche dalla Banca Agricola Popolare di Sicilia, che ha sostenuto concretamente l’iniziativa riconoscendone il valore culturale, educativo e sociale.

“Le vie delle donne” si propone così come un autentico progetto di memoria collettiva. Non soltanto un libro, ma un gesto culturale e politico che invita a rileggere la storia attraverso uno sguardo nuovo, capace di riconoscere il contributo delle donne alla costruzione della società e della democrazia.

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2 commenti su “A Ragusa “Le vie delle donne. Voci restituite, sguardi nuovi. La memoria affidata alle nuove generazioni””

  1. Bella la vignetta. Potrebbe esserci anche una donna con la betoniera, oppure mentre taglia gli alberi nel bosco, o altro ancora. Perché con la valigetta?

    Tanta tanta confusione. La parità fra uomo e donna sarà sempre di diritti, mai di ruoli o di aspirazioni, siamo programmati in modo assai diverso.
    Voler imitare l’uomo ed assoggettare l’uomo alla donna, metterli in competizione, mascolinizzarla e femminilizzare l’uomo come sta avvenendo, è controproducente, e questa è una delle cause dei problemi sociologici ai quali assistiamo.
    Si ammette il ruolo fondamentale della donna per la tenuta della famiglia ed il suo prezioso contributo. Ciò sottintende che levarla dalla famiglia comporta delle conseguenze. Un bel cortocircuito logico.

  2. Credo sia inutile dirle che Lei non capisce che per la donna essere il caposaldo della famiglia deve essere una scelta, non può essere una costrizione.

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