
Palermo, 11 Novembre 2025 – L’indagine che vede coinvolto l’ex governatore siciliano Totò Cuffaro (insieme ad altre 17 persone per associazione a delinquere, corruzione e turbata libertà degli incanti) ha portato a un interessante ritrovamento: il sequestro di 80.000 euro in contanti. E la vera notizia è dove li teneva.
I Carabinieri del ROS, durante le perquisizioni, hanno scoperto che il denaro era diviso: circa 40.000 euro erano custoditi tra le due casseforti del suo studio e un mobile nella sua abitazione di Palermo, il restante era ingegnosamente nascosto in un armadio nella sua tenuta di campagna a San Michele di Ganzaria, nel Catanese.
Cuffaro, che venerdì prossimo affronterà l’interrogatorio preventivo davanti al GIP, dovrà spiegare la provenienza della somma. I suoi legali, gli avvocati Marcello Montalbano e Giovanni Di Benedetto, hanno già provato a smorzare l’impatto: “Fatta eccezione per circa 30mila euro relativi alla vendita di prodotti agricoli regolarmente fatturati, si tratta di banconote oltremodo datate, usurate e inutilizzabili”. Insomma, un tesoro di famiglia… logoro.
Secondo i PM, l’ex segretario nazionale della DC (dimessosi dopo la richiesta d’arresto) era il centro di un “comitato d’affari illegale” che avrebbe pilotato nomine dei vertici delle aziende sanitarie e truccato appalti e concorsi pubblici in mezza Sicilia.
L’unico a non subire la perquisizione dei militari dell’Arma è stato Saverio Romano, parlamentare, che gode (per ora) dell’immunità.
Intanto, sono già in corso gli interrogatori per gli altri indagati, in particolare sul filone dell’appalto per l’affidamento dei servizi di ausiliariato e reception all’ASP di Siracusa.
La presidente della commissione di gara, Giuseppa Di Mauro, ha confermato che l’aggiudicazione (poi andata alla Dussmann Service srl anziché alla Pfe) fu rinviata su pressione dell’allora direttore generale dell’ASP, Alessandro Maria Caltagirone, e che i punteggi delle ditte erano stati modificati.
Per Vito Fazzino, membro della commissione, i PM hanno revocato la richiesta di misura cautelare, ridimensionando il suo ruolo.
Ferdinando Aiello, Sergio Mazzola (imprenditore che ottenne il subappalto, sponsorizzato da Romano, secondo l’accusa), e i rappresentanti della Dussmann hanno tutti negato accordi illeciti. Mazzola, in particolare, ha sostenuto che il subappalto non era economicamente sostenibile. (Quindi si è sacrificato? Domanda aperta).






5 commenti su “80mila euro in contanti sequestrati a Totò Cuffaro: il tesoretto nascosto tra cassaforte e armadio”
Si ma Cuffaro non è stato poi tanto originale a nascondere i soldi. Vuoi mettere la cuccia del cane?
Persone come lui, quando condannate, dovrebbero essere interdette in modo perpetuo dai pubblici uffici perché come saggiamente si dice “il lupo perde il pelo ma non il vizio!”.
Quale sarebbe lo scandalo? Normale amministrazione. Gli altri no?????
Come ha scritto il sig Spinello, qualcuno li nascondeva nella cuccia del cane, e non mi risulta che era esponente della nuova DC. E quelli nella cuccia del cane erano perfettamente utilizzabili.
Questi sono. Però sanno recitare per “intelligenti” come Piero, Jack, anonimo, e marmellata intellettuale al seguito🐑🐑🐑
Ma quelli della cuccia del cane, sono i giusti🤣🤣🤣
Gino, non ci sono migliori o peggiori. Sono tutti indegni. Lei parteggia per i mafiosi di casa sua.
Le persone corrette no.
Questa è la mafia, l’ambiente che protegge i mafiosi, un mafioso non protetto non esiste, esistono solo i mafiosi protetti da gentaglia come lei. Ma costoro non esistono, possono abbaiare quanto vogliono, non avranno un futuro, prima o poi vengono beccati. Almeno Toto’ u curtu ha avuto la dignità di dimettersi, i gregari pagheranno per loro.
Macco
Gentaglia!!!
Sono quelli come lei che parteggiano, e hanno ridotto l’Italia portando al potere gentaglia come lei.
I suoi abiti non mi stanno.