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“Il rebus del macello comunale di Modica”

Tempo di lettura: 2 minuti

Il macello comunale di Contrada Michelica a Modica ha i giorni contati! La preoccupazione è di Salvatore Terranova,                                   Segretario generale della Flai Cgil Ragusa. “Questa – spiega – è la considerazione che viene naturale fare. Visto il totale silenzio dell’Ente-Comune su un servizio pubblico che da esso dipendente e che ad esso compete decidere se farlo rimanere pubblico, pur affidandone la gestione mediante gara di appalto.  O, invece, come potrebbe far presagire il silenzio, lo si vorrebbe mettere da parte, a binario morto, per consentire a qualche grosso imprenditore privato di costruire un nuovo macello – una struttura e una gestione totalmente private – cui viene fatto assumere un ruolo di rilevanza nel mercato delle carni?

Sta forse qui il rebus del macello! Il troppo, eccessivo ed inspiegabile silenzio del Comune induce tantissimi cittadini a pensare ad un disegno diverso che non coincide con la pluridecennale esperienza di un macello pubblico al servizio del territorio e di tantissime aziende che rappresentano l’ossatura economica di Modica”. La Flai Cgil ha proposto all’Assessore allo Sviluppo Economico di Modica di mettere attorno ad un tavolo le parti (Asp Ragusa, Azienda e sindacato) per aprire un confronto teso a verificare la disponibilità dell’azienda ad assolvere le prescrizioni obbligate dal provvedimento di sospensione dell’Asp e, quindi, la possibilità di ripristinare il servizio. “L’assessore ha chiaramente detto di non ritenere, in questo contesto, di fare tale scelta – aggiunge Terranova – . Allora sia chiara una cosa una volta per tutte: è competenza del Comune riallacciare dialogo tra le parti e individuare una soluzione alla problematica se ha davvero a cuore le sorti del macello pubblico e dei dipendenti che vi sono impiegati. Poiché l’Assessorato competente non intende assolvere il ruolo che invece gli compete”

La Flai nei giorni scorsi si è rivolta, con apposita lettera, alla Prefettura, chiedendo  di convocare i soggetti interessati ed è in attesa che arrivi una risposta “perché ogni giorno che passa senza alcuna risposta equivale a sbriciolare sempre più le speranze di 20 famiglie”.

“Su questo punto, il Comune deve essere chiaro. Deve dire cosa intende fare, non può lasciare tutto sospeso. Non può fare la scelta di far decantare la crisi e poi uscire l’asso. Perché tutto ciò diverrebbe una scelta inspiegabile ed incomprensibile; perché se il servizio è pubblico ed è del Comune, pensiamo che ad esso competa, se lo vuole ancora gestire secondo coordinate pubbliche, avviare il primo passo e nel più breve tempo possibile risolvere il blocco che sta danneggiando le aziende e i lavoratori del macello comunale.

Il macello comunale pubblico è una attività economica importante. Un servizio da cui dipendono tantissimi allevatori e il modo migliore di tutelarli pensiamo sia quello di una attività sotto il controllo e la gestione pubblica. Al contrario, consentire ad un privato – nel caso dovesse essere questo il recondito obiettivo – di mettere su un macello potrebbe significare favorire una qualche grande azienda, che diventa prevalente sul resto delle altre aziende, magari perché più piccole e meno capaci di determinare il mercato”.

 

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11 commenti su ““Il rebus del macello comunale di Modica””

  1. Prova a risvegliarsi..ma il caldo lo stordisce.
    Il l sindacato dei perdenti. Consultate i professionisti che preferiscono Pozzallo..pisoloni

  2. Chi aveva messo gli occhi sulla carne rossa locale, ora ci ha messo le mani..
    Gli amici degli amici, hanno fatto in modo che il macello venisse chiuso..
    Per poi trovare modo di portare avanti soluzione alternativa..

  3. Vito, a lei il caldo la tiene sveglio e lucido. Complimenti.
    Succede in questa città che il.nulla predice .
    Siamo felici

  4. Tonino Spinello

    Sig. Terranova,
    Condivido la sua esternazione verso l’Amministrazione Comunale sulla questione macello. Mi chiedo soltanto: Ma da cosa è scaturita questa crisi sul macello e perchè? Per chi come me non ha seguito bene la vicenda del macello, mi piacerebbe sapere quale sia il problema e perchè stando alle sue parole non si può risolvere se non col privatizzare.
    PS: Se pensa di rispondermi, non si risparmi con le parole e se può le dica senza riverenze, tanto essendo che loro le riverenze li comunicano col silenzio, almeno noi glieli diciamo a gran voce.

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  5. Sig. Spinello,
    Io non sono per la privatizzazione del macello, credo invece che esso debba rimanere pubblico sotto il controllo del comune. È successo che l’Asp ha fatto dei rilievi All’azienda, che gestiva il macello, che ha ne ha sospeso l’attività . A seguito di ciò il Comune ha provveduto a revocarne ‘affidamento drl servizio.
    Il punto è se sia possibile rimuovere i rilievi fatti dall’asp di Ragusa e far ripartire le attivita di macellazione. Secondo me penso che cio sia possibile, anche perché l’azienda ha manifestato la volontà di assolvere integralmente le richieste imposte dall’asp.
    Questo è il nostro punto di vista. E pensiamo che far ripartire il servizio significhi dare risposte agli allevatori e salvare 20 famiglie.
    A meno che non si voglia procedere con altre idee, che come flai cgil.non condividiamo.

  6. Tonino Spinello

    Grazie della risposta e del riepilogo Sig. Salvatore,
    Mi chiedo: Se i Nas chiudono un’azienda per motivi sanitari o altro, dopo devono chiudere per sempre?
    No, si aggiustano le incongruenze rilevate e dopo un certo periodo e pagato le ammende ove dovute, si ricomincia e magari la lezione ti sarà servita per il futuro. Tuo e dell’azienda. Poi non ci si dimentichi che chi è recidivo è soggetto a controlli più frequenti per constatare se rispetti i parametri sanitari. Ora da quel che capisco dalla sua missiva, penso che qualcuno o qualcosa vuole il macello privatizzato. E la molliccia politica latita?

  7. Ma se la carne 🍖 , per pura ipotesi sanitaria , non “passasse” dal macello al dettaglio costerebbe meno ? Forse il metodo socratico potrebbe risvegliarvi ? O forse è meglio un pisolino?

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  8. Daccordissimo per struttura gestita dall’ente pubblico, anche se ormai la tendenza è quella di privatizzare tutto.
    Una lamentela voglio manifestarla:
    La zona artigianale di Michelica ,è nata per gli artigiani,e per le piccole imprese, esatto?Il macello invece è stato creato lì per comodità solo perché provvisto di rete fognante .
    Vi sembra giusto creare una struttura si,così necessaria, ma adiacente a locali artigianali che tra l’altro preparano anche cibi?(vedi birreria, produzione cioccolato modicano?e poi le villette a ridosso della zona?
    Per me criticabile,perché sono autorizzazioni date solo poco tempo fa e non anni luce fa.

  9. @ Giorgio;
    Ero nel comitato, e feci le tue dimostranze, ma la politica volle realizzare li il macello (ei fu Drago & company)..
    C’era da realizzare un opera gia finanziata..
    Così come ora il “signorotto”, che ha messo le mani sulle campagne.. ha deciso di farsene uno nuovo ( progettato e finanziabile per intero, vedi l’avi macello nella zona industriale), tutto privato, in altro sito..
    Ma per far ciò deve ora chiudere questo..
    Questo è il modus operandi della nuova borghesia mafiosa locale..
    E quarda caso questo permettera, al privato di mettere le mani sulla carne rossa locale, da tanti tanta agognata..
    E guarda caso, il signorotto, ha proferito ad uno dei soci del macello: “oggi la mafia uccide economicamente”..
    Come dire che; ” che il dado è tratto”..

  10. Come si può notare, sono tutti allineati per la chiusura..in prima fila l’amministrazione attuale..
    Non fa nulla se bisognerà passare su 20 famiglie oggi..magari hanno già promesso di impiegarle nella nuova struttura domani..
    Questa È la realtà che offre la nuova borghesia mafiosa al territorio..
    Diciamo che dopo aver messo le mani sulla città, ora si stanno allargando al territorio circostante..
    Pertanto tutti zitti ed allineati, il nuovo avanza..niente e nessuno potra ostacolare il suo avanzare..
    Come potete aver fiducia nelle Istituzioni, che han girato di spalle, per non vedere e sentire..per non intervenire..
    Importante e non spargere “sangue” ma “eliminare” gli ostacoli..soffocandoli economicamente..

  11. Tonino Spinello

    Terrorista,
    L’amministrazione attuale come questa e quella passata e quella futura, non fanno altro che seguire dei protocolli. Come vede questo modo di portare avanti gli affari non è un fenomeno solo locale per cui scandalizzarsi, questo succede con la carne, pensi dove girano i Miliardi cosa non farebbero….
    Proprio oggi i media del mainstream hanno detto che ci servono almeno 10 Mila dottori e 20 Mila infermieri. Molti ormai sono anziani e costretti a turni massacranti oltre ad essere sottopagati. Con questo non voglio insinuare niente, ma se un problema Sanitario Nazionale passa come un qualcosa di accettazione passiva da parte di tutti e sapere che mentono, o avere l’acqua privatizzata, quanto pensiamo ci fregherà del macello?
    Questo lo dovrebbe prevedere e prevenire lo Stato o il Comune, con tutti i politici, ma siccome sono tutti delle marionette a servizio delle lobby finanziarie (che qualcuno confonde con i mafiosi), allora non ci resta che fare il tifo per la destra o per la sinistra e tutte le altre longitudini e latitudini.
    Il protocollo dell’agenda 2030 è questo, annichilire i popoli ed avere il pieno controllo su tutto. Democraticamente s’intende!

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