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Fermi lavori per il canale di scolo a Raganzino. È protesta

Tempo di lettura: 2 minuti

POZZALLO. È andato via pure l’escavatore che era rimasto fermo da fine settembre e che rappresentava la flebile speranza di un ritorno al lavoro per la ditta che aveva in appalto i lavori. Tutto tace sul lungomare Raganzino. I lavori per il collettore di acque bianche e la realizzazione dell’intera rete fognaria in largo dei Vespri Siciliani dovevano essere consegnati dalla ditta Stratos di Regalbuto entro sei mesi, come da comunicato ufficiale diffuso da palazzo La Pira lo scorso febbraio. I sei mesi sono trascorsi, i lavori sono stati stoppati, e tutto sembra abbandonato al proprio destino.
Lo scorso 24 luglio c’è stata la consegna del primo tratto stradale fino a via Follerau, salvo poi promettere di asfaltare il resto della carreggiata entro la fine di ottobre, con annessi lavori conclusi. Dal palazzo comunale fanno sapere che manca una firma su un documento per il ripristino dei lavori, forse con un’altra ditta, e che, a giorni, si potrebbe tornare ad essere operativi.
Le lamentele, però, fioccano. I commercianti che hanno un’attività in loco hanno perso tempo, clienti, soldi e lavoro. Gli stessi sono andati più volte ad interloquire con le autorità cittadine salvo poi andare via a mani vuote. Alcuni hanno chiesto un parere legale al fine di essere tutelati ma pare che poca cosa si possa fare, tranne che aspettare che si muovano le acque. Altri non alzano la saracinesca da diverse settimane, perdendo la clientela fidelizzata e la pazienza. E chissà se avranno perso la pazienza anche i carabinieri, i quali, proprio sul lungomare Raganzino, hanno uffici e luogo di lavoro. Disagi per tutti, insomma, senza guardare in faccia commercianti o uomini in divisa, senza uno straccio di comunicato dove si possa capire cosa accadrà nell’immediato futuro.
Stridono, ad onor del vero, anche le parole del sindaco Roberto Ammatuna nel comunicato di luglio scorso dove evocava scenari apocalittici senza, però, aver fatto i conti con l’attualità dei giorni nostri. “Le immagini drammatiche degli episodi meteorici – scriveva il primo cittadino a luglio – che hanno colpito tantissime località italiane nelle ultime settimane, provocando anche morti e distruzioni di interi territori, ci impongono di andare avanti per la realizzazione di queste opere di mitigazione ambientale”. Tutto giusto, fanno sapere i commercianti del quartiere Raganzino, ma allora perché lasciare tutto all’abbandono? Perché non fare seguire i fatti alle parole? Per la cronaca, il tratto del canale di scolo da ultimare è solo di pochi metri.

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