Personale ASU al Comune di Modica: la nuova deadline del 31 dicembre 2027 e la sfida della stabilizzazione

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MODICA, 20 Aprile 2026 – Il percorso verso la fine del precariato per il personale ASU (Attività Socialmente Utili) in forza al Comune di Modica registra un’importante variazione tattica. Mentre la tensione tra i corridoi di Palazzo San Domenico resta alta, le notizie che giungono da Palermo ridisegnano il calendario di quella che è ormai diventata una battaglia di civiltà lavorativa lunga oltre un quarto di secolo. La politica regionale si sta muovendo in questi giorni per modificare il cronoprogramma delle assunzioni. La scadenza per la stabilizzazione degli ASU, inizialmente fissata per il 30 giugno 2026, è oggetto di un impegno formale per essere prorogata al 31 dicembre 2027.

“Questa estensione temporale non è un semplice rinvio burocratico – spiega Salvatore Terranova, Segretario FP CGIL Modica – ma rappresenta un’opportunità strategica per gli Enti Locali che non sono in dissesto, in quanto consente loro di gestire con maggiore margine le procedure amministrative”. Per quelli in dissesto, tuttavia, tale estensione temporale potrebbe non essere sufficiente: è probabile che molti comuni siciliani in questa condizione difficilmente riusciranno a dotarsi, entro i nuovi margini temporali, dei bilanci stabilmente riequilibrati che, stante la vigente normativa nazionale, costituiscono il presupposto ineliminabile per procedere a effettuare assunzioni di personale.

“Non basta, pertanto, per chiudere il capitolato del precariato in Sicilia, il mero spostamento dei tempi per la stabilizzazione. Si rende necessario un intervento normativo nazionale specifico che permetta agli enti locali in dissesto di poter assumere il personale ASU anche in mancanza dell’obbligo di avere i bilanci approvati e di bypassare l’obbligatorio parere autorizzativo da parte della Commissione Ministeriale competente. Serve una norma che sancisca la facoltà dell’Ente Locale in dissesto di inserire in dotazione organica il personale ASU, considerato che i costi di tali assunzioni vengono coperti con finanziamenti eterodiretti, ovvero provenienti dalla Regione Siciliana.

Preso atto che in Sicilia opera un governo che ha lo stesso colore politico del governo nazionale, viene da chiedersi come mai i nostri parlamentari siciliani non siano ad oggi riusciti a convincere la maggioranza di governo nazionale a varare la norma che consente di superare i limiti imposti dalla normativa statale. Solo questa è la strada che può dare risultati concreti -conclude Terranova – e può, una volta per tutte, chiudere il dramma del precariato in Sicilia, tagliando definitivamente la speculazione elettorale di chi vede il personale ASU come recipiente per la propria carriera politica”.

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