Diocesi di Noto, il caso dell’eredità contesa: Di Natale replica a Mons. Staglianò. “Solo carte, zero opere e i soldi rimangono spariti”

Tempo di lettura: 2 minuti

Diocesi di Noto, 06 Giugno 2026 – A 24 anni dall’accettazione del controverso e ricco lascito di Giuseppe Guastella alla Chiesa Madre di Avola, lo scontro tra il giornalismo d’inchiesta e i vertici ecclesiastici tocca il punto di massimo attrito. Dopo la replica di Mons. Antonio Staglianò (vescovo di Noto dal 2009 al 2023), intitolata “La verità documentata contro le calunnie”, arriva la contro-replica punto per punto del giornalista Angelo Di Natale.
Il nodo cruciale sollevato dall’inchiesta originaria del professionista modicano rimane tuttavia intatto ed eluso: “Che fine hanno fatto le opere sociali e dove sono finiti i milioni di euro dell’eredità”?
Mons. Staglianò ha difeso vigorosamente il proprio operato rivendicando l’istituzione di una commissione d’indagine nel 2015 e l’emanazione di un decreto nel 2017. Atti che, secondo l’ex presule, avrebbero rotto un “silenzio tombale”.
La risposta di Di Natale è netta: “La verità documentata dal vescovo è fatta solo di parole e scartoffie rimaste nei cassetti della Curia. Nella realtà dei fatti, a distanza di un quarto di secolo, non c’è ombra di opere realizzate né ad Avola né altrove, mentre la Diocesi (oggi guidata dal successore Mons. Salvatore Rumeo) si trincera dietro un silenzio totale”.
Uno dei punti più controversi riguarda la direttiva della CEI del 2017, alla quale Staglianò afferma di aver obbedito ciecamente: “Allontanare il denaro dal territorio per evitare speculazioni e scandali, poiché derivante da contesti di “ingiustizia e peccato” (il donatore si riteneva autore di un triplice omicidio, ndr.)”. Il decreto vescovile imponeva di dividere i fondi (stimati da Staglianò in 2 milioni, contro i 4 ipotizzati dalla stampa) tra Africa (Butembo-Beni), Messico e India-Vietnam.
Di Natale definisce la logica curiale come una “supercazzola” e un paradosso etico: “Se l’eredità è insanguinata, in che modo le opere sociali realizzate lontano avrebbero il potere di lavarla, mentre le stesse ad Avola la lascerebbero sporca?”
Il giornalista sottolinea come l’unica scelta coerente con la tradizione canonica sarebbe stata il rifiuto totale del lascito, anziché l’accettazione e la successiva “delocalizzazione” forzata e mai attuata.
“La replica del vescovo emerito – incalza Angelo Di Natale –  ha confermato, involontariamente, i peggiori sospetti sulla gestione finanziaria interna. Staglianò ha rivelato un duro scontro con la parrocchia di Avola, denunciando l’estinzione abusiva di un mutuo da 360.000 euro prelevati dal conto dell’eredità da un precedente parroco, giustificata solo da “ricevute ridicole”.
Se da un lato Di Natale dà atto a Staglianò di aver tentato di bloccare l’uso improprio di quei fondi per le spese ordinarie della parrocchia, dall’altro ne evidenzia il fallimento gestionale: in 14 anni di episcopato non è stato prodotto un inventario certo, un bilancio preventivo o un consuntivo trasparente. I soldi sarebbero stati amministrati come “cosa propria”, transitando in assenza di tracciabilità contabile.
Staglianò ha accusato il giornalista di “calunnia” (termine usato impropriamente secondo il diritto) e di aver diffuso fake news, citando come prova il presunto “ritiro” di un passaggio critico sull’associazione Meter di Don Fortunato Di Noto dopo una diffida legale.
Di Natale smentisce categoricamente l’ex vescovo: nessun testo è stato cancellato. Il brano è stato semplicemente spostato in un articolo autonomo per garantirne maggiore visibilità e approfondimento, confermando la totale veridicità dei fatti. Il giornalista ribadisce di aver rifiutato qualsiasi richiesta di rimozione o di rettifica legale, dicendosi pronto a difendere il diritto di cronaca e di critica in ogni sede giudiziaria.
L’atto d’accusa finale di Angelo Di Natale si concentra sulla totale assenza di trasparenza pubblica. “La comunità civile ed ecclesiale di Avola è stata sistematicamente esclusa da qualsiasi dibattito o conoscenza dei fatti, privati del “bene comune” della verità”. L’ammissione finale di Staglianò – che conclude augurandosi che il suo decreto venga finalmente “obbedito” – è per il giornalista la prova regina del fallimento: dopo 24 anni, “la Chiesa ha prodotto solo intenzioni sulla carta e zero fatti. I soldi restano spariti, le opere non pervenute”.

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27 commenti su “Diocesi di Noto, il caso dell’eredità contesa: Di Natale replica a Mons. Staglianò. “Solo carte, zero opere e i soldi rimangono spariti””

  1. E che “giornalista”😂
    Già la faccia dice tutto, ha bisogno di affetto e di gente che parli di lui, proprio come le “sue fonti”

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  2. Tonino Spinello

    Se i preti si occupassero del loro Dio e dei fedeli, sarebbe tutto più semplice e sarebbero pure credibili.
    Ci dicono che il loro regno non è in terra, però allungano le mani sulla qualsiasi e fin dover possono, poi se ci sono soldi nel mezzo tutto diventa un mistero.
    Mistero della fede!

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  3. Logorroico giornalismo.
    Su un centinaio di pagine, in mezza avrà formulato qualcosa di illuminante.
    Il resto seghe mentali

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  4. Io sono ignorante

    Al giornalista Di Natale chiederei di occuparsi della pantomima pandemica e del fallimento della nostra società su istruzione.
    Si occupi di cose serie e non di demenzialita come questa, tra l’altro non affatto corroborata.

    OGNI LOTTO DI VACCINO AVEVA UNA FORMULA DIVERSA.
    Non una teoria. Non un’interpretazione. Un set di dati. 12.000 numeri di lotto. Incrociati con i rapporti di eventi avversi del VAERS. La correlazione è assoluta.
    Un team di ricercatori – 4 statistici, 2 farmacologi, 1 ex regolatore della FDA – ha pubblicato i loro risultati su un server decentralizzato mercoledì. Il documento è di 147 pagine. La revisione paritaria era impossibile perché nessuna rivista l’avrebbe accettata. Così l’hanno rilasciato direttamente al pubblico.
    La scoperta: specifici numeri di lotto hanno prodotto eventi avversi 4.000% in più rispetto ad altri. Non variazione casuale. Non incoerenza di produzione. Un modello deliberato e sistematico.

    Numeri di lotto che terminano con 20A fino a 20F: eventi avversi quasi nulli. Soluzione salina. Placebo. Acqua con un’etichetta.
    Numeri di lotto che terminano con 21K fino a 21X: eventi avversi moderati. Stanchezza. Miocardite. Coaguli di sangue. Tassi di ospedalizzazione del 300% sopra la linea di base.
    Numeri di lotto che terminano con 22R fino a 22Z: catastrofici. Ictus. Arresto cardiaco. Danni neurologici. Tassi di mortalità dell’8.100% sopra la norma statistica per qualsiasi prodotto farmaceutico nella storia.
    Tre livelli. Tre formule. Distribuiti in un modello che assicurava che nessun singolo ospedale, nessuna singola città, nessuna singola demografia ricevesse abbastanza dosi catastrofiche da innescare un segnale statistico evidente.
    Hanno definito i danni come “effetti collaterali rari”. Ma non erano rari. Erano mirati.

    Il modello di distribuzione non era casuale. I lotti catastrofici sono stati inviati in modo sproporzionato a specifici codici postali. Codici postali con alte concentrazioni di veterani militari. Primi soccorritori. Proprietari di imprese indipendenti. Comunità con una conformità storicamente bassa ai mandati federali.
    Le persone più propense a resistere hanno ricevuto le dosi più pericolose.
    I lotti moderati sono andati ai centri urbani con un elevato consumo di media – popolazioni che avrebbero segnalato sintomi lievi, avrebbero sentito che era “normale” e sarebbero tornate per i richiami senza esitazioni.
    I lotti placebo sono andati a politici, personaggi dei media e dirigenti farmaceutici. Le persone che lo promuovevano in televisione. Le persone che ti dicevano che era “sicuro ed efficace” mentre ricevevano la soluzione salina.
    Hanno preso lo stesso vaccino in televisione. Non hanno preso la stessa formula.

    I 12.000 numeri di lotto sono ora mappati. Ogni lotto. Ogni destinazione. Ogni risultato. I dati sono sulla blockchain. Non possono essere ritirati. Non possono essere cancellati dalla memoria. Non possono essere verificati fino all’oblio.
    L’ex regolatore della FDA del team ha presentato il set di dati al tribunale militare con una singola dichiarazione: “Questa non è stata negligenza. Questo era un protocollo di dispiegamento di armi mascherato da sanità pubblica.”
    Il tribunale ha accettato come prova giovedì mattina. Numero di caso: GT-2026-0441.
    Ogni numero di lotto è un’impronta digitale. Ogni evento avverso è un testimone. Ogni certificato di morte è un’accusa.
    CODICE: LOT-NUMBERS / 3-TIERS / ZIP-TARGETED / GT-2026-0441
    Non hanno dato a tutti la stessa dose. Hanno dato a tutti la dose assegnata. Ora la lista delle assegnazioni è una prova.
    M-B Technology

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  5. Forse il sig. Andrea ha neuroni sufficienti per mezza pagina e forse, per riuscire a definire il ‘resto’, utilizza ciò che gli rimane di se, invertendo organi e funzioni: comprensibile la sua conclusione …
    Enrico. R.

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  6. Questo attacco mi ricorda molto quello contro mons. Viganò, per una questione di eredità sua insieme al fratello, che non sto a raccontare.

    E mentre la stampa al solito crea la ‘nomina’ della persona screditandola, ed in questo casi danneggiando probabilmente per anticlericalismo ciò che la Chiesa fa, arrivano poi i fatti reali a smentire e nessuno ne parla più, rimanendo nel cervello solo il luogo comune è l’etichetta che qualche giornalista accanito attacca.

    Nel caso di Mons. Viganò, l’eredità era servita per costruire nel silenzio un seminario ed un monastero in Africa. Ma intanto, era stato attaccato e screditato.

    Vedremo come andrà a finire in questo caso, o se sarà come per mons. Viganò, che dopo gli attacchi nessuno ha più riportato la verità, lasciando la sua immagine sporca di menzogne.

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  7. Orazio ispettore privato

    A me interessa un aspetto, l’ aspetto etico morale : i soldi erano insanguinati o meno ? Ma dopo i fatti in questione non potevano essere guadagnati e allora ? Il fatto di una donazione per “espiazione ” (?) anticipata o in vista di , li hanno macchiati ? Ma comunque ci viene detto che sono stati spesi lontano in tre nazioni differenti e destinate a opere sociali , cioè dove , ma il come
    , cioè che cosa è stato fatto e quando e quanto è stato speso per ogni progetto di beneficenza al momento non riesco ad evincere , come il nostro giornalista , che saluto 👋 e vorrei presto leggere un suo dossier sul “adolescentofilo di Modica alta ” e sui ponteggi a norma di prevenzione di infortunio in via catamessana 👋

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  8. Aurelio Selvaggio

    Come sempre mostri la tua assoluta incompetenza , caro ispettore non capisci un tubo .se vuoi avvicinare con il tuo completino vintage, ma dove l hai trovato questo giubbotto, alla fiera delle pulci , avvicina che ti spiego perché il ponteggio non può assolutamente cadere .alle tre sotto il ponteggio, ok 👌

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  9. Nunzio di Maria

    Che zona dici ? Aurelio!!! Se non ci mettono una rete per protezione, finisce che ci può scappare un morto , ora ci parlo io al comune che ho ancora qualche conoscenza, che siamo pazzi , se no mi porto tutto per ferrovecchio, scherzo ahahaha

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  10. Guido Rossi aspirante gris

    Si in effetti , sono passato appena adesso dalla torre- ponteggio , ho preso due dorsi d’acqua alla fontanella comunale , qualcuno senza la rete potrebbe cadere addosso a un passante , ma probabilmente la devono ancora mettere , vi bagnate prima che piove ☔️. E ben fissata la torre secondo me. Ma poi cosa c’entra questo con lo IOR istituto opere religiose o qualcosa del genere , che in passato è stato diretto da Marcincus, che non ospitava denaro unto . Sarebbe come dire che una nota setta pseudoreligiosa guadagna denaro caldo in usura e lo rinveste in imprese edili dove gli operai adepti devono lavorare gratis , Sarebbe come affermare che siamo nel far West dove tutto viene prescritto.

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  11. Grazie, Enrico R.
    Attendo forse da Ella, dotato di neuroni a sufficienza oltre mezza pagina e forse a definire il tutto, un’inarrivabile resa.
    Meno male!
    Perché rispetto a Ella, Dio è una mezza manicola; tanto è vero che si sarà messo in fila per 3 volte pur di ricevere liquame miracolosamente e scientificamente puro e indiscutibile.
    Piuttosto meglio dissentire su becere questioni giusto per screditare… godendo come avvenuto (e qui giustamente ricordato) a Vigano.
    Povero diavolo credulone

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  12. Troppo difficile investigare sulle malefatte dei compagnetti durante quella che fu chiamata pantomima.
    Meglio parlare di chiesa.

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  13. @ANDREA @ IO SONO IGNORANTE e @ADAMO ED Eva sono sempre io il vostro SARO, non potevo mancare a mettere un mio commento sul vaccino che come sempre non ci azzecca nulla con questo articolo ma ognuno ha i suoi difetti e io ho quello di non capire quello che i giornalisti scrivono.

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  14. @SARO: oh, la merdavvia nazista che ripete a pappagallo che non ci azzecca nulla la persecuzione e le violenze esercitate.
    Certo un nazista come te cosa dovrebbe affermare quanto sterco bisogna spalare da te?
    Meglio non investigare i miliardi spesi dei soldi dei contribuenti per liquami inutili e dannosi. Piuttosto è meglio fare cuttigghiu con un non niente screditando prelati, vero sterco merdavvia?
    Nano

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  15. Io sono ignorante

    Come si comporta il vescovo non sarebbe notizia di interesse pubblico.
    Come siano stati spesi i soldi dei contribuenti sarebbe un’operazione tipica del vero giornalismo:
    segnalo al giornalista (e all’utente qui merdavvia) un dato stranamente tecnico, ovvero è stato riconosciuto scientificamente il ruolo del Covid-19 su diverse manifestazioni neurologiche tipiche del long Covid e i meccanismi che le causano. Quali sono i sintomi: https://fanpa.ge/TbLi3
    Praticamente, NON sono stati ritenuti responsabili i liquidi iniettati che ci avrebbero dovuto proteggere,l. Sarebbe stato il virus.
    Segnalo poi che è in corso di svolgimento attività conoscitive su persone che avrebbero ricevuto 450 mila euro, di cui 90 intestati a una tirocinante legale, per avviare procedure di gara pubblica nel maggio 2020 per forniture materiale covid: contratti per un servizio pressoché inesistente, stante quanto stia emergendo dagli approfondimenti.
    Non ha nulla da spulciare il giornalista circa
    L’interesse pubblico tutelabile?

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  16. Orazio ispettore privatoo !!! Finalmente ti ho incontrato !!!! Ma il giubbotto di pelle nera con questo caldo !? Graziiiiieee per l ‘autografo firmato proprio sotto il ponteggio a torre !!! Controllava che nessuno cadendo si facesse male ! Bravoo

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  17. Orazio ispettore privato

    No , aspettavo Aurelio Selvaggio che come spesso è accaduto non si è presentato all ‘appuntamento. Doveva ragguagliarmi sulla sicurezza di tenuta del ponte a torre . Grazie per l importanza tributatomi da richiedere l ‘autografo sono un semplice cittadino , ispettore della vita più che di reati.

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  18. Io sono ignorante

    Giornalista, Le suggerisco quanto segue (sperando non si affatichi troppo con chilometriche considerazioni; sic!):

    Per 11 mesi era stato privato dello stipendio perché non vaccinato contro il Covid.

    la Corte d’Appello di Bologna ha condannato l’Ausl Romagna a risarcire un lavoratore che, pur non operando a stretto contatto con i pazienti, era stato sospeso dal servizio in applicazione dell’obbligo vaccinale.

    Era davvero legittimo negare il diritto al lavoro a persone che non rappresentavano alcun rischio per la collettività? La Corte ha stabilito il contrario.

    Anche su questo la ricerca della verità non può fermarsi, un’emergenza non può cancellare diritti fondamentali come quello al lavoro.

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  19. io sono ignorante

    Giornalista, come mai se il Grano è a 20 centesimi, il pane a 5 euro al kg?
    Salvo non abbia parenti Panettieri, potrebbe essere così loquace e solerte da spiegare le ragioni di questa assurda situazione

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  20. IO SONO IGNORANTE

    Giornalista mi saprebbe spiegare perché faccio tutte queste domande a lei???
    Mi faccia sapere perché io ancora non capisco perché mi rivolgo a lei.

  21. Io sono ignorante

    Ulteriori spunti che trasmetto al giornalista. Magari avrà modo di dire la Sua, sperando in maniera molto succinta ed efficace. Bisogna imparare sempre.

    L’INCREDIBILE STORIA DEL VACCINO “OBBLIGATORIO” (MA ANCHE NO)

    ​Siamo ufficialmente entrati in un loop spazio-temporale meraviglioso. Oggi Conte, Salvini e Vannacci si stringono la mano e dichiarano fieri: “Noi siamo sempre stati contrari al vaccino Covid obbligatorio!”.
    ​Applausi, sipario, lacrime di commozione tra la folla.

    ​La cosa straordinaria, però, non è tanto il tempismo perfetto di questa ritrovata sintonia (giusto un filo elettorale, ma chi siamo noi per giudicare?), quanto il fatto che continuino tutti a blaterare di un “obbligo” che, stringi stringi, non è mai esistito.
    ​Eh già, perché se una cosa è davvero obbligatoria per legge, lo Stato se ne assume la responsabilità tecnica e legale. Invece com’era la storia?

    • ​Ti mettevano davanti il foglietto del consenso informato (ovvero: “Firma qui che sei d’accordo e che se succede qualcosa sono affari tuoi”).
    • ​Se non firmavi, niente lavoro, niente scuola, niente cinema e, tra un po’, non potevi manco portare il cane a fare la pipì.

    Insomma, chiamarlo “obbligo” è stato il capolavoro semantico della politica italiana per coprire il più classico dei ricatti. Altrimenti, se fosse stato davvero un obbligo sovrano, lo avrebbero dovuto fare tutti, senza eccezioni e senza scaricabarile burocratici.
    ​La verità è che, se seguiamo questa logica, alla fine della fiera anche Mario Draghi era contrario all’obbligo! Perché pure lui aveva capito che il “ricatto gentile” (ma non troppo) era infinitamente più efficace sul popolo dei cantanti da balcone.
    ​In sintesi: Un teatro dell’assurdo dove tutti dicono di aver lottato contro un mostro che loro stessi hanno contribuito a nutrire, a colpi di decreti e di silenzi complici. Cambiano i suonatori, ma la musica della disonestà intellettuale resta sempre la stessa.

  22. Io sono ignorante

    A me vengono strane idee ….
    93 Mila euro per due giorni di “lavoro” di una praticante… (e altri 360 mila per un totale di una consulenza di 450 mila)
    Se fosse stata con il berlusca, il giornalista avrebbe trovato il tempo per infilare questa vicenda a quella del vescovo

  23. IO SONO IGNORANTE

    Giornalista da dove veniamo? Perché viviamo? Dove andiamo? Perché mia moglie è scappata con un sierati?

  24. Io sono ignorante

    Giornalista perché mia moglie ha sposato un beota multidosato, nano e senza attributi, come me?

  25. Io sono ignorante

    Giornalista,
    Il popolo bue non vede quanto accaduto all’audizione di una tirocinante durante il coviddi cui è stato offerto un contratto di oltre 90 mila euri (plurale e anche femminili per la merdavvia).
    Potrebbe illuminarci con le sue argomentazioni chilometriche?
    Purtroppo c’è tanta gente, come la merdavvia, a cui piace essere presa per il c..o e vive da serva, tutta gente continuamente con la lingua infilata fra le chiappe del Conte Tacchia.
    Le brucia il peperone, ah il diritto alla salute è costituzionalmente garantito!!!
    Solo la sua di salute.
    Sono convinto che uscirà a breve un nell’articolo sulla gestione della pandeminghia. Anche un centinaio di metri sono buoni.

  26. Di Natale e Vaccarella sono a mio parere gente che ha bisogno di un po di felicità e fortuna nella vita. Capisco che questa non è stata felice con loro, d’altronde uno prova a fare il “giornalista” che ha fottuto in giro e uno il pensionante “prof” di filosofia, anch’esso fottente, ma che si occupassero di cose più interessanti e concrete. No di “caterni” inutili diocesani. Ma pazienza, poveretti qualcosa devono pur farla alzandosi dal letto la mattina.
    Altrimenti le piaghe affosserebbero i corpi, già afflosciati di loro ahah.

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