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Accorpamento scolastico: “Modica dice no”! Riceviamo

Tempo di lettura: 2 minuti

Da circa una settimana la nostra giunta comunale ha emanato una delibera (delibera n.143 del 6 novembre 2023) che prevede lo scorporamento del plesso S.Elena dall’Istituto comprensivo “S.Marta- E. Ciaceri” di Modica e la sua aggregazione all’Istituto “Carlo Amore”, così come altre modifiche con cui non stiamo qui a tediarvi (essendo indicate in tale documento per chi fosse interessato), ma che sicuramente non seguono la logica dei bisogni degli alunni, delle loro famiglie e del senso di appartenenza di tanti cittadini alle loro istituzioni scolastiche, bensì spezzettano scuole per poi rimescolarne plessi a discapito di tutti gli istituti coinvolti, dei loro utenti e dei loro docenti, denotando la mancanza di competenza in materia. Per la giunta comunale è solo una questione di piccoli assestamenti, dietro ai quali però ci sono le storie di tanti allievi, genitori e docenti che in questi anni hanno fatto del plesso S.Elena un’eccellenza del territorio, formandovi tanti futuri cittadini modicani grazie alla passione e all’impegno di chi sentendosi parte integrante di questa zona di Modica ha voluto spendere la sua professionalità per guidare questi
ragazzi dai primi anni di scuola dell’infanzia fino alla conclusione del primo ciclo di scuola secondaria di primo grado. Vederli avere difficoltà nello staccarsi dalle proprie madri nei primi anni di vita e poi riuscire a camminare sulle proprie gambe come piccoli adulti l’ultimo della scuola media vi assicuriamo che non è cosa da poco, e probabilmente per noi docenti che ci impegniamo a coltivare queste relazioni educative da decenni fra qualche mese non sarà più possibile.
Sarebbe stato molto più sensato per il bene di tutti i cittadini e degli alunni in particolare, quindi, sentire le parti interessate, che non sono state minimamente incluse e coinvolte, né tramite utenti, né tramite docenti, né tramite organi collegiali, nonostante nella stessa delibera si riportino testualmente le seguenti parole: “Oltre che nel rispetto delle disposizioni normative in materia, anche in ossequio a tutte le indicazioni acquisite dagli Stakeholder coinvolti e interessati, attraverso un processo partecipativo ed inclusivo, che ne determina il valore aggiunto e la massima apprezzabilità”. L’evidente antidemocraticità della delibera suddetta emerge dal fatto che nei termini in cui è scritta non presuppone alcuna modifica o proposta di rimodulazione atta a leggere adeguatamente il territorio, le diversificate esigenze delle famiglie degli alunni, le professionalità docenti coinvolte, in dispregio dei principi democratici sanciti dalla nostra Costituzione.
A nostro avviso tale delibera viola i diritti dei principali protagonisti della nostra istituzione scolastica e cioè gli allievi, non garantendogli il principio della “continuità didattica” nel loro percorso di crescita e di apprendimento e la possibilità di concludere serenamente il proprio percorso scolastico in un plesso che li ha sempre accompagnati dall’infanzia alla scuola secondaria di I grado, grazie al lavoro di squadra degli insegnanti curriculari di tutti i gradi scolastici, i quali vedono così vanificati gli sforzi di un impegno educativo che dura da anni; tale effetto inoltre si ripercuoterà con effetto domino su tutti gli alunni degli altri plessi del nostro istituto, che a cascata verranno interessati dallo spostamento degli insegnanti. In particolare, non si tiene conto dei soggetti più fragili, che perderebbero la continuità con i loro insegnanti curriculari e di sostegno, una continuità frutto di relazioni educative costruite con un impegno capace di superare gli
ostacoli comportati dalle importanti problematiche di questi alunni; tutto questo nonostante l’esistenza di deroghe sul dimensionamento degli istituti del Sud e clausole di salvaguardia che consentono di tutelare i bisogni dei loro utenti al di là delle ottemperanze amministrative del caso.
Tale delibera non tiene conto neanche del principio di “territorialità”, visto che all’Istituto Compremsivo S. Marta – E. Ciaceri viene tolto il plesso di S. Elena per sostituirlo con due plessi ubicati nella zona Sorda, lontani dalla sede centrale sia come ubicazione che come utenza e caratteristiche logistiche e organizzative.
Gravissima la decisione di togliere alla nostra istituzione scolastica un intero corso di scuola secondaria di I grado in un plesso che conta quattro classi, senza proporre una alternativa. Infatti, la delibera non prevede NESSUNA sostituzione o cambio, assegnando al nostro istituto plessi che hanno solo la scuola dell’infanzia e la primaria, danneggiando di fatto e fortemente il nostro istituto, portandolo a perdere tantissime ore di insegnamento e di conseguenza numerosi posti di lavoro.
In ultimo tale delibera non tiene conto in generale della violazione dei diritti lavorativi di tanti docenti che perderebbero la titolarità di cattedra risultando perdenti posto ed essendo costretti a
presentare domanda di trasferimento, per cui nel caso in cui non trovino nuova collocazione negli istituti del comune di Modica sarebbero costretti a migrare negli altri istituti della provincia, essendo così privati della possibilità di mettere la loro professionalità al servizio dei giovani alunni della propria città, dato che gli insegnanti vengono collocati in base alle graduatorie interne del proprio istituto, frutto di norme e indicazioni emesse dal Ministero dell’Istruzione, e non in base alle decisioni di una giunta comunale.
Il nostro istituto, il più antico della città e ubicato nel centro storico di Modica, zona a forte decremento demografico e con caratteristiche logistiche particolari, dovrebbe essere, al contrario,
maggiormente tutelato da una amministrazione comunale sensibile alla valorizzazione dei quartieri a rischio di abbandono e spopolamento. Tale delibera si mostra in forte opposizione a tutte le proposte culturali che giungono dalla amministrazione stessa e alle quali la nostra scuola si è sempre mostrata sensibile e disponibile.
Come alternativa alla delibera suddetta proponiamo quindi un tavolo tecnico di confronto che tenga conto del punto di vista delle famiglie degli alunni coinvolti e dei docenti e a supporto di tale impugnazione alleghiamo le firme del personale docente e non docente aderente a tale impugnazione.
Il personale docente dell’Istituto Comprensivo “S. Marta – E. Ciaceri” di Modica

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© Riproduzione riservata

3 commenti su “Accorpamento scolastico: “Modica dice no”! Riceviamo”

  1. Si spera chi abbia la questione a cuore possa capire che a soffrire saranno le famiglie . E che i politici possano pensare ai bambini per primi che si troveranno sballottati da una scelta politica e non dai bisogni dei piccoli.

  2. Giusy Rinzivillo

    Siamo stufi di essere maltrattati da movimenti politici di governo e dal non rispetto per le leggi costituzionali…….la pazienza ha poi un certo limite……qui nessuno è fesso

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