La Nato non ha abbaiato alle porte della Russia…l’opinione di Rita Faletti

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Chi pensa di costringere Putin al dialogo è ingenuo o in malafede. L’unico caso in cui il dittatore russo potrebbe accettare un confronto, che non assomigliasse però a un cedimento, sarebbe una sconfitta sul campo di battaglia. Nel Donbas lo scontro è furibondo e le truppe russe ce la stanno mettendo tutta per prendere quella regione palmo dopo palmo. Ma gli ucraini resistono. Tre mesi di guerra, l’efferatezza delle violenze subite dai civili, le morti, le fosse comuni, gli stupri, le deportazioni, le distruzioni a tappeto, non possono che aver aumentato la rabbia contro l’aggressore, carburante indispensabile per non mollare. Per coloro che credono nei valori della libertà e della democrazia, l’Ucraina ha già vinto. Ha vinto in Polonia, nei Paesi baltici, in Romania e Moldavia, nella Repubblica ceca, in Svezia e in Finlandia, nel Regno Unito e negli Stati Uniti. I governi dell’Europa occidentale, malgrado gli sforzi di von der Leyen, sono più cauti, preoccupati a salvare le proprie economie (Germania) e ricucire le relazioni con Putin dopo la guerra (Francia). L’atteggiamento di appeasement nei confronti di Mosca non è una novità dell’asse franco-tedesco.  Eppure, da posizioni opposte, Francia e Germania non dovrebbero aver dimenticato il loro non commendevole contributo al trionfo di Hitler in Europa prima della catastrofica caduta determinata dagli anglo-americani. La Germania si fidò di un dittatore che avrebbe portato il Paese alla rovina e la Francia, con la Repubblica di Vichy, collaborò con il Terzo Reich. Si riteneva che concedendo qualcosa, il dittatore si sarebbe fermato. Pensano la stessa cosa coloro che oggi vorrebbero regalare a Putin ciò che appartiene agli ucraini. Come dire: gli ucraini, che combattono anche per la nostra libertà e ci mettono i loro morti, dovrebbero cedere una parte dei loro territori perché noi potessimo continuare a vivere in pace e fare affari con il carnefice russo. Tra le tante fesserie che circolano, ne ho sentita una colossale che supera in stupidità tutte le altre e fa parte della solita melassa:  dobbiamo sforzarci di capire Putin. Cosa ci sarebbe da capire, di grazia? Per chi ancora nutrisse qualche curiosità sulla natura dei dittatori, sappia che sono tutti uguali, non sono abituati allo scambio di punti di vista che non siano con i loro simili, non prendono ordini e non avvertono dei loro piani che perseguono fino alla fine con ostinazione. Nel 1938, dopo qualche ultimatum, Hitler realizzò l’Anschluss, poi, senza chiedere permesso, occupò i Sudeti  e l’anno successivo invase la Cecoslovacchia. A capire con chi si aveva a che fare fu Churchill, che dichiarò guerra a Hitler sostenuto da F.D.Roosevelt. Nella Storia certe combinazioni si ripetono, perché è l’indole dell’uomo a fare la Storia. Oggi come allora, Gran Bretagna e Stati Uniti sono dalla stessa parte senza tentennamenti. Cinquantacinque anni dopo la fine della WW2, l’Europa ci ricasca: siamo nel 2000 e Putin rade al suolo Grozny, nel 2008 si prende l’Ossezia, nel 2014 annette la Crimea e mette una zampa sul Donbas. “Quei rammolliti degli europei non diranno niente” fu l’osservazione del presidente russo. Non sbagliò. L’Europa tacque, la Nato non aveva abbaiato alle porte della Russia. Putin agì di propria iniziativa, secondo un piano che aveva in mente da tempo. Forse Bergoglio dovrebbe rivedere le proprie convinzioni che nascono con tutta probabilità dalle sue origini argentine, quindi viziate dal pregiudizio antiamericano. Dovrebbe anche sapere che la Nato è un’organizzazione internazionale costituita nel 1949 con finalità difensive e che nessun Paese fu spinto con la forza ad aderirvi. La missione di un pontefice non consiste solo nel predicare la pace come valore teorico quando c’è una guerra in corso scatenata da uno solo dei due contendenti, consiste soprattutto nel guidare il giudizio e aiutare a distinguere il bene dal male e il giusto dall’ingiusto. L’equidistanza del Vaticano mi pare una strategia messa in campo per sottolineare la distanza dagli Stati Uniti piuttosto che per evitare di colpire la Russia, che sfido chiunque a rappresentare come parte lesa. “I russi,  disse Putin, sanno esattamente dove stanno andando e non dubitano della loro scelta”. Nella confusione generale di un mondo che sta perdendo la bussola, il Papa dovrebbe essere un baluardo per la tenuta morale e mentale dell’umanità.

 

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