Dalla Gruber fuoco di fila contro Renzi…l’opinione di Rita Faletti

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Le fatiche di Travaglio andate in fumo. Esordio di Berlusconi in Politica: il grande analista politico decide di distruggerlo ma gli allunga la vita. Berlusconi durerà più o meno vent’anni al governo e altri dieci all’opposizione. Nel 2018 il pronostico dell’ispiratore/suggeritore del Movimento di Grillo è: Di Maio mai con Salvini. I due si mettono assieme e nasce il governo peggiore della Repubblica. Scoppia la pandemia e lui assegna alla Gismondo il ruolo di scienziata competente: il Covid-19 è un’influenza. 130 mila morti solo  in Italia. Si diffonde la convinzione che la prescrizione di Bonafede sia un’indecenza e il grande stratega consiglia Conte di non mollare. Conte perde prescrizione e Bonafede in un colpo solo. Il governo è periclitante e Conte rischia forte. Comincia a serpeggiare il nome di Draghi. Chi è costui? Draghi va a Palazzo Chigi. Cartabia sostituisce Bonafede alla Giustizia e Travaglio si precipita a dire la sua: la Cartabia confonde un phon con il diritto. Se avesse letto nei fondi del caffè piuttosto che affidarsi al proprio acume politico, forse, qualche cosa l’avrebbe azzeccata. Invece è proprio Travaglio, sempre uguale a se stesso, l’uomo dalla cattiveria volgare che gli fa coniare per Giorgio Gori, il sindaco di Bergamo, la città che vide passare le file interminabili di bare dei caduti per Covid, l’infame appellativo di Giorgio Covid;  il livoroso difensore del pueblo che recentemente ha detto che Draghi è “un figlio di papà”. Il presidente del Consiglio ha perso il padre a quindici anni e la madre cinque anni dopo. Travaglio è “un disperato, un diffamatore seriale”  l’ha magistralmente definito Matteo Renzi dalla Gruber,  in quella puntata che ha messo in chiara luce il patrimonio umano e caratteriale dei partecipanti. Spettacolo degradante offerto da un terzetto che si era accordato per colpire e affondare il leader di Italia viva che con i suoi 43 voti potrebbe essere decisivo nell’elezione del presidente della Repubblica. Nonché colui che ha stampato la parola fine sul governo giallo-rosso e mandato a casa il bellimbusto con pochette. “Sei una vedova di Conte” ha detto Renzi a Travaglio, e, rivolto alla Gruber, corsa in difesa dell’alleato: “Lei paga Travaglio”, con riferimento alla piaggeria ridicola della conduttrice/femmina Alfa nei confronti del direttore del Fatto. L’argomento soldi stana Giannini che ricorda a Renzi i compensi ricevuti da Bin Salman. Non l’avesse fatto. Renzi rintuzza: “ Hai risarcito Carrai per una causa”. Il direttore della Stampa non ricorda e Renzi incalza: “ E’ forse successo a tua insaputa” e legge da sotto un documento: “Mi auguro che la presente valga a risolvere ogni possibile malinteso”, con allegata copia di un assegno di 3mila euro a firma Massimo Giannini. Sulla 7 è andata in onda la spettacolarizzazione del processo che avrebbe dovuto condannare senza appello il senatore fiorentino sul quale alcune procure indagano alla ricerca disperata di prove che ne stronchino la carriera. L’ultimo sforzo è concentrato sulla fondazione Open, chiusa nel 2018, che per gli inquisitori sarebbe una “vera e propria articolazione di partito”, impiegata come strumento di finanziamento illecito. Di cosa si è occupata la fondazione renziana? Di organizzare le varie edizioni della Leopolda, non l’evento di una corrente di partito, bensì una manifestazione culturale dedicata alla discussione di argomenti di rilevanza pubblica e politica. Senza bandiere, tant’è che Epifani si lamentò che quella del Pd non fosse mai comparsa. La verità è che alla base della guerra a Renzi, combattuta con l’intervento a gamba tesa di una parte della magistratura e dei media, vecchia consuetudine, non c’è nulla di penalmente rilevante, solo un profondo odio che unisce tutti i perdenti.  Il problema però, non riguarda esclusivamente il destino di uno, ma la democrazia del Paese e la sua resa al populismo penale, oltre che al principio dei due pesi. Motivo per cui solo pochissimi hanno parlato del legame tra una parte dei servizi segreti e Conte e delle pressioni perché nascesse il Conte ter, oppure dei 3,5 milioni arrivati in una  valigetta ai Cinque stelle direttamente da Maduro. Cosa c’è sotto?

 

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