La Fiera del Bimbo …l’opinione di Rita Faletti

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Sono 34.481 le Fiere nel mondo, divise in 647 settori. Tra queste, una apprezzatissima ed esclusiva, la Fiera del Bimbo, molto attiva e frequentata da compratori facoltosi e particolari. Identificata come MenHavingBabies, uomini che hanno bambini, la fiera promuove l’incontro tra venditori e compratori del “prodotto bambino”. I prezzi variano a seconda della qualità di ovuli, liquido seminale, sesso, salute e nazionalità della madre gestante o naturale, tra i 90 mila e i 150 mila dollari. L’acquisto prevede pacchetti completi: bambini, assistenza legale e psicologica, fornitura del materiale indispensabile, madre surrogata, voli e hotel nei paesi dove si decide di far partorire la donna. Come uno speciale  pacchetto vacanze dal lusso sibaritico con i servizi più svariati e incredibili, dallo psicologo per il vostro cane a un giro su Lamborghini. Acquirenti le coppie gay che ambiscono a comprarsi uno o più piccoli, ma solo dopo aver sfogliato le pagine patinate di cataloghi di donne che in appena 5 minuti possono essere certificate/abilitate a diventare madri surrogate. Un florido mercato di donne degradate a livello di fattrici a pagamento, che vendono la loro dignità e sacrificano il “manufatto” portato a compimento allo scadere del nono mese. Consegna puntuale, salario sicuro. Va da sé che la nuova forma di impresa individuale e la relativa rete commerciale di aspiranti acquirenti è seguita con grande partecipazione da compassionevoli tartufi che prosperano nei media e da personaggi dal sentimentalismo peloso pronti a scannarti se dissenti da una tale porcheria. Questo è il trend e devi adeguarti. Lo scorso anno, causa pandemia, in Francia la Fiera si è svolta online, e autorevoli esponenti delle istituzioni e dell’informazione hanno proposto di aggiornare la legislazione del paese in materia di maternità surrogata. Il governo, però, ha fatto orecchie da mercante. E ci sono i Paesi Bassi, dove esiste la “maternità altruista”, una di quelle formule che non dicono per dire. Là, dove il libero arbitrio è sovrano, la legalizzazione delle droghe e il sesso libero sono una conquista, nel 2006 è nato il PNVD, acronimo di carità, libertà e diversità, partito noto anche come “schieramento dei pedofili”. Nel 2010 è stato chiuso per la fedina penale del fondatore: abusi sessuali su un undicenne e detenzione di materiale pedopornografico. Che sorpresa! A quella latitudine sono così ingenui da credere che il fondatore fosse un monaco trappista? Si creda ciò che si vuole, la verità è che la biglia, una volta imboccata la china, non può risalire. A Bruxelles, oltre alle sedi istituzionali europee, oltre alla von der Leyen che minaccia Orban di bloccare i 7 miliardi  del Recovery plan destinati al popolo ungherese se non ritira la legge sulla transfobia,  il  vice primo ministro del nuovo governo è la verde Petra De Sutter, primo ministro transgender della storia europea, determinatissima promotrice della legalizzazione della maternità surrogata. Cosa accadrebbe a chi dovesse opporsi?

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