Nel mirino tutti i miscredenti…l’opinione di Rita Faletti

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A 11 giorni dall’inizio del conflitto, su 3000 tra razzi e missili lanciati da Gaza sul territorio israeliano, 2500 sono stati intercettati e fermati dal sistema antimissilistico Iron Dome. Un bel numero, ma irrisorio se la Difesa israeliana calcola che sia di 30000 l’arsenale missilistico a disposizione di Hamas e del Jihad palestinese. Finora sono una decina le vittime e più colpite l’area di Tel Aviv e le città di Lod e Haifa. A Gaza i raid israeliani hanno provocato 232 morti, 150 miliziani, gli altri sono civili. La diplomazia internazionale sta lavorando per fermare la guerra e Joe Biden ha chiesto a Netanyahu di ridurre progressivamente l’intensità dei bombardamenti in attesa del cessate il fuoco. Il premier israeliano ha risposto che le operazioni proseguiranno fino a quando si renderanno necessarie, intendendo probabilmente la distruzione dell’intricata rete di tunnel sotterranei, la metropolitana, usata per il trasporto di armi e attrezzature militari. Nonostante l’opinione mondiale schierata con i palestinesi condanni Israele paragonandolo a uno stato nazista, Netanyahu non arretra. Il motivo, elementare da comprendere, è uno e inoppugnabile: difendere il suo Paese e il suo popolo dagli attacchi terroristici. Non si può negare a Israele il diritto di difendersi e di esistere, concetto ripetuto per acquietare le coscienze, ma accompagnato da altri due: la difesa deve essere proporzionata e i civili risparmiati. Due condizioni sempre possibili? La proporzionalità tra offesa e difesa non si può misurare con il bilancino, come il buon senso suggerisce: tu lanci un missile a me io uno a te. Quando sciami di proiettili di fuoco ti arrivano sulla testa senza sosta la risposta deve essere immediata. A pochi interessa chiedersi dove quei 3000 razzi sarebbero caduti se non fossero stati intercettati. Sulle case, sulle scuole, sugli ospedali, sulle sinagoghe, sulle piazze e sulle strade e avrebbero fatto morti tra i civili israeliani, ebrei e arabi. Ma per chi ha in odio Israele, la regola che i civili vanno risparmiati vale solo se i civili sono palestinesi. Nessuno però che si chieda come mai tante vittime della Striscia siano civili. Si dà per scontato che responsabile sia sempre e solo Israele. Bisognerebbe invece chiedere a quei criminali dei terroristi perché mai i loro quartieri generali si annidino nel mezzo dei centri abitati, dove si trova gran parte degli obiettivi militari centrati dalle bombe israeliane negli ultimi giorni, come il palazzo di 13 piani sede dell’ “intelligence” di Hamas. Perché il gruppo terrorista non costruisce altrove le proprie sedi? Semplice: intanto perché essendo dedito esclusivamente ad attività terroristiche, ad esse è interessato, in secondo luogo per avere un motivo in più per poter accusare Israele di assassinio. E Israele cosa dovrebbe fare secondo quei falsi moralisti che ripetono che lo Stato ebraico ha diritto all’esistenza? Troppo ipocriti per ammettere che ne vorrebbero la distruzione sperando così di mettere fine al terrorismo islamista. Alcuni intellettuali sono arrivati a un punto tale di abiezione morale da domandarsi perché gli israeliani non si lascino ammazzare. Simpatizzanti di Hamas che nella sua Costituzione ha scritto che il suo obiettivo è cancellare dalle mappe lo Stato di Israele, simpatizzanti della politica criminale dell’Iran che afferma: “Abbiamo il dovere religioso di annichilire Israele”. Dunque non è tanto una questione territoriale, bensì religiosa. L’antisionismo serve a coprire l’antisemitismo. La conferma viene dal fatto che Barak avesse offerto ad Arafat il 98% della Cisgiordania, Gaza più il settore arabo di Gerusalemme come capitale di un nuovo stato palestinese e per tutta risposta partì l’intifada, e che Sharon abbia ceduto Gaza nel 2005 senza contropartite e subito dopo siano partiti migliaia di missili. La soluzione dei due popoli due Stati non interessa, interessa piuttosto la “soluzione finale”, la stessa progettata da Hitler per sterminare gli ebrei. Chi è nazista allora? In Francia settantasei intellettuali hanno firmato un documento in cui si dice che Hamas non mira alla costruzione di uno Stato palestinese, ma alla distruzione dello Stato ebraico e che di fronte a questa aggressione, la maggior parte della copertura mediatica è surreale. Negli Stati Uniti Richtie Torres, deputato dem di New York, 33 anni, gay, nero del Bronx ha detto: “In questo momento anche la verità è sotto assedio. Sui social media circola una bugia feroce secondo la quale il terrorismo di Hamas è legittima difesa e la legittima difesa di Israele è terrorismo”. Se il totalitarismo islamico vincerà in Medio oriente, anche il nostro futuro è in gioco.

 

29 dicembre 2008. I palestinesi di Nazareth protestano nelle piazze dopo l’avvio dell’operazione “Piombo Fuso”

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