65 neolaureati in Medicina e Chirurgia a Messina, tra questi una modicana

A causa dell’emergenza COVID-19, che ha colpito tutto il territorio nazionale, le Università italiane hanno attivato diverse modalità a distanza sia per le sedute di laurea, per le lezioni e per gli esami, al fine di non pregiudicare le carriere degli studenti. Diverse Università grazie agli accordi siglati con Microsoft, usufruiscono della piattaforma TEAMS, che permette di realizzare video conferenze con l’interazione di docenti e studenti.

L’Università degli Studi di Messina si è attivata già dal 28 febbraio. Il Rettore, prof. Salvatore Cuzzocrea, durante la prima seduta di laurea a distanza, l’11 marzo ha affermato: «è un modo per dare ai ragazzi un momento di serenità, evitando loro di uscire e andare in giro, perché purtroppo non è il momento di fare queste cose».

Nel corso di queste settimane, i servizi informatici dell’ateneo hanno lavorato ininterrottamente per garantire il corretto funzionamento di tutta la macchina organizzativa, in particolar modo garantire le sedute di laurea della sessione primaverile. Con qualche settimana di ritardo, rispetto a quanto programmato, si è entrato a pieno regime a partire dall’11 di marzo.

I docenti di diversi corsi di laurea hanno proclamato Dottori, in diretta streaming, studentesse e studenti. L’Università di Messina ha preferito mantenere, seppure a distanza, la discussione della tesi. Tra questi corsi di laurea vi è stato anche quello di Medicina e Chirurgia, che ha proclamato ben 65 giovani dottori e dottoresse.

Tra gli studenti neo laureati in Medicina e Chirurgia, vi è anche una studentessa modicana, la dott.ssa Roberta Puglisi. L’abbiamo contatta per sapere come è andata la discussione della sua tesi e questo momento vissuto comodamente da casa. «Essendo una seduta in modalità telematica – afferma la neolaureata – hanno deciso di fare quattro commissioni separate, facendoci laureare tutti nello stesso giorno. Nonostante qualche piccolo problema di connessione all’inizio, risolto in extremis, diciamo che fino all’ultimo ho dovuto sudare tra ansie e preoccupazioni. Nella mia seduta di laurea inizialmente ci hanno fatto discutere a ciascuno la propria tesi, per poi essere proclamati tutti insieme alla fine. All’inizio ero un po’ agitata, visto lo stravolgimento degli schemi, è stato tutto una sorpresa. Quando mi hanno proclamata dottoressa c’è stata la stessa emozione e magia, che si può provare dal vivo. È stata una bella emozione, non solo per me ma anche per la mia famiglia. Dopo anni di sacrifici e rinunce raggiungere questo traguardo è un emozione unica».

La neolaureata ha presentato una tesi molto interessante riguardante i trattamenti oncologici, dal titolo: “Reazioni avverse da farmaci biologici in oncologia: un’analisi della Rete Nazionale di Farmacovigilanza”. «Si tratta – spiega la dott.ssa Puglisi – di una tesi basata sull’immunoterapia, in particolare sugli inibitori del checkpoint immunitario. In pratica è una terapia innovativa, nei confronti di molti tumori, soprattutto di quelli in stato avanzato».

I neo laureati in medicina, come ci ha spiegato la dott.ssa Roberta, conseguono una laurea abilitante. Prima di essere stati proclamati dottori, il presidente di commissione ha tenuto un discorso sui tirocini abilitanti, a cui sono tenuti i neolaureati. «La laurea è abilitante previo giudizio dei tirocini. – continua Roberta – Ad aprile dovremmo iniziare tre mesi di tirocini: uno dal medico di famiglia, uno in area medica e uno in area chirurgica. L’unica novità è che non ci sarà l’Esame di stato, al termine dei tre mesi, previo giudizio positivo dei professori, siamo direttamente abilitati». Visto lo stato di emergenza devono però ancora chiarire diversi aspetti tecnici su come dovranno essere svolti.
Alla neodottoressa e ai suoi colleghi vanno i migliori auguri per il traguardo raggiunto e per una buona missione nel campo sanitario, che ha sempre bisogno di forze nuove e giovani, così come questo momento di emergenza ci fa comprendere. Ad Maiora!

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