Modica. Occupiamoci di…senza lavoro al tempo del Coronavirus

In questi giorni ci sono cittadini che escono sempre meno di casa rispetto agli altri perché la “spesa” non possono proprio farla, sono coloro che prima dell’emergenza sanitaria erano senza un lavoro e non percepivano neppure il reddito di cittadinanza per mancanza dei requisiti richiesti.

I volontari del gruppo Occupiamoci di… durante i Tavoli di lavoro del mercoledì presso il salone della chiesa di San Luca a Modica, dove davano una mano a consultare le ultime offerte di lavoro e a fare dei curriculum ad hoc, hanno conosciuto diverse persone che dicevano di vivere con lavoretti occasionali, adesso le stesse fanno sapere che si trovano in gravissime difficoltà economiche.

Oggi, infatti, chi è disoccupato o inoccupato, viste le limitazioni a spostarsi da casa, un lavoro non può nemmeno cercarselo, di certo questa situazione non durerà poco e saranno in tanti nelle prossime settimane a “rimanere a casa” senza reddito.

Ogni giorno ascoltiamo o leggiamo, accanto ai numeri sui contagi, cifre stratosferiche che governi e banche centrali starebbero mobilitando per andare in soccorso dell’economia nazionale. Ma quanti di questi soldi finiranno nelle mani delle fasce più deboli della popolazione?

Molte famiglie, non possono neanche acquistare beni di prima necessità, né pagare le utenze domestiche, l’affitto di casa, i farmaci, ad oggi, non sono previsti per i disoccupati ammortizzatori e percorsi per il reinserimento specifici. L’unica decisione governativa in merito riguarda l’estensione dei termini, da 68 a 128 giorni, entro i quali presentare la domanda di Naspi o Dis-coll, tuttavia, restano sospesi per due mesi i termini per le misure relative all’assistenza per la ricerca attiva di un impiego.

Occorrerebbero delle azioni immediate per aiutare i meno abbienti magari attivando dei fondi speciali a favore degli enti territoriali, che possano essere utilizzati nell’immediato per rispondere a bisogni essenziali, tra cui anche quelli relativi ai beni educativi, per evitare che i più deboli tagliati fuori dall’utilizzo della rete, privi di pc e di connessione che molti considerano cose scontate al giorno d’oggi, restino di fatto “invisibili” non solo nel circuito economico-sociale ma anche educativo ed informativo.

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