
PLAYA GRANDE ( Scicli), 19 Giugno 2026 – Un ecosistema fragile, protetto dalle normative europee, eppure costantemente sotto scacco. Accade a Playa Grande, frazione marinara a due passi dalla Riserva Naturale del Fiume Irminio, in una porzione di territorio ufficialmente classificata come SIC (Sito di Importanza Comunitaria). Negli ultimi giorni, residenti e ambientalisti hanno lanciato l’allarme per una serie di episodi che mettono a rischio l’integrità della flora e della fauna dunale.
Le zone SIC non sono semplici spiagge libere, ma veri e propri scrigni di biodiversità che ospitano specie vegetali pioniere, come il rarissimo giglio di mare, e fauna protetta. Purtroppo, la realtà descritta dalle segnalazioni sul posto parla di tutt’altro. Si registrano, infatti, continue incursioni di mezzi non autorizzati, come quad e fuoristrada, che calpestano il cordone dunale distruggendo la vegetazione che frena l’erosione costiera. A questo si aggiunge l’abbandono sistematico di rifiuti, tra plastica, resti di bivacchi notturni e rifiuti speciali lasciati a pochi metri dalla riva, oltre a interventi invasivi e abusivi volti a spianare le dune per facilitare l’accesso al mare. Il sistema dunale di Playa Grande non è solo un elemento paesaggistico, ma una barriera naturale contro l’avanzamento delle mareggiate; distruggere la duna significa condannare la spiaggia alla scomparsa nei prossimi anni.
Essere inseriti nella rete europea Natura 2000 comporterebbe l’applicazione di Valutazioni di Incidenza Ambientale rigidissime per qualsiasi attività. Tuttavia, la frammentazione delle competenze tra i vari enti crea spesso un vuoto di vigilanza in cui i vandali riescono a muoversi indisturbati. Le associazioni ambientaliste locali stanno già preparando un esposto da presentare alle autorità competenti per chiedere l’installazione di una cartellonistica chiara, il posizionamento di barriere fisiche per impedire l’accesso ai mezzi a motore e un incremento dei controlli e delle sanzioni da parte della Polizia Municipale e della Capitaneria di Porto. Con l’aumento esponenziale del carico antropico, la pressione su Playa Grande rischia di diventare insostenibile. La comunità locale si trova davanti a un bivio: tollerare il lento degrado di un patrimonio collettivo o pretendere il rispetto assoluto delle regole. La palla passa adesso alle istituzioni, chiamate a dare una risposta immediata prima che il danno ambientale diventi irreversibile.


