Coronavirus: i fatti, la situazione e le incomprensioni

Sembra concludersi l’incubo per i circa 3700 passeggeri della nave da crociera, Diamond Princess, tra cui anche 35 italiani. Due persone, ultraottantenni, contagiate dal coronavirus sono morti in ospedale ad Yokohama, così come ha riferito il ministero della salute giapponese. L’incubo della quarantena volge al termine, per gran parte dei passeggeri, sulla nave in questione si è registrato il maggior numero di casi di persone positive ai test, al di fuori della Cina, circa 621 passeggeri.

3700 passeggeri, tra cui 35 italiani (una ventina di turisti e 15 membri dell’equipaggio compreso il comandante), cinque di questi sono cittadini pozzalesi. L’incubo sembra concludersi, i passeggeri iniziano a vedere la luce in fondo al tunnel, dopo essere rimasti imprigionati per due settimane sulla nave. Uno spazio che è divenuta una trappola galleggiante, da scene da film, dove i contagi da Covid-19 sono continuati ad aumentare durante la quarantena, il problema secondo gli esperti è dovuto alle misure di precauzione insufficienti.

Martedì sera è partito da Ciampino l’areo Falcon, che ieri sera è atterrato a Tokyo. L’areo è partito con a bordo il team medico incaricato, dal governo italiano, di sottoporre gli italiani ai test per escludere eventuali infezione. All’interno dello staff medico sono presenti anche due medici dello Spallanzani di Roma, un’anestesista e un’infettivologa.
Chi risulterà negativo ai controlli potrà sbarcare dalla nave, e così rientrare a casa con un secondo aereo, un Boeing dell’Aeronautica militare partito il 19 febbraio dall’Italia. Il volo dovrebbe riportare in Patria, quasi tutti i cittadini italiani e anche 27 cittadini di altri Paesi dell’Unione europea.

Una volta rientrati in Italia, gli evacuati della Diamond Princess saranno sottoposti alla quarantena di 14 giorni, secondo il periodo ritenuto necessario dai medici per escludere la presenza della malattia. La quarantena per i primi giorni è prevista presso la struttura militare di Pomezia, per poi essere trasferiti presso il centro olimpico della Cecchignola, dopo che sarà bonificata la struttura.

È previsto anche un terzo volo in biocontenimento per l’italiano a bordo della Diamond Princess, che è risultato positivo al virus, lo stesso avverrà se qualcuno tra gli altri connazionali risulterà positivo ai test. Il comandante e altri 4 membri dell’equipaggio, tutti italiani, rimarranno sulla nave fino a quando non saranno completate le operazioni di sbarco, e saranno rimpatriati successivamente.

Il coronavirus sembrerebbe in una fase di stasi, i contagiati di ieri sono risultati 349, mentre il giorno precedente erano stati 1.749. Sono segnali positivi e di speranza, ciononostante il virus continua a registrare nuove vittime, il cui numero è salito a 2.118, mentre i casi accertati si attestano intorno ai 74.576. Questi sono i numeri reali di coloro che combattono contro questa epidemia globale e dilagante, ma ben più grande è il numero delle vittime virtuali, a causa di fake news, della cattiva informazione, del pregiudizio, del razzismo e della stupidità.

I leoni da tastiera hanno aggravato la situazione del Covid-19, diffondendo notizie false su internet, in particolare su come si è originato il virus, su cosa lo causa e su come si diffonde.
Un altro problema, non indifferente, è anche la lettura della malattia in chiave religiosa, che qualcuno interpreta in maniera catastrofica, e che porta a una comprensione sbagliata della realtà.

In merito a questa difficoltà di lettura del Coronavirus, è intervenuto il Vescovo di Noto, Mons. Antonio Staglianò, durante l’omelia in onore di San Corrado il 19 febbraio scorso.
Il presule durante l’omelia, ha parlato delle difficoltà che vive un vero cristiano immerso nella realtà, e di come c’è bisogno di saper distinguere tra «spazzatura religiosa e cibo vero», inoltre Mons. Staglianò ha continuato dicendo che «i cattolici convenzionali sono religiosi atei, non credono nel Dio di Gesù Cristo, credono in un dio costruito a loro immagine e somiglianza, magari promosso anche da una catechesi trasmessa nelle Chiese Cattoliche. E la dimostrazione di questo atteggiamento è il Coronavirus, e il loro grande impegno a trasformare la fede in magismo, e attribuire a Dio la causa di questa malattia».

I cattolici convenzionali, vivono una fede fatta di esteriorità e mediocrità, vedono in questa epidemia la mano di Dio e pensano che l’unica soluzione è pregare, «perché – continua il Vescovo – in questo modo pensano di commuovere il cuore di Dio. Ma non è così perché Dio è solo e sempre amore, non castiga, non flagella, non si vendica, non manda il dolore e la sofferenza a nessun essere umano. Dio non ha mai castigato esseri umani».

Dunque, questa malattia, come tante altre difficoltà che l’uomo di oggi vive sono frutto della corruzione dilagante, e non di certo di una volontà divina. Il Vescovo ha invitato a pregare per il dilagare del Coronavirus, ma a farlo in maniera veramente cristiana e non in modo “convenzionale”, avendo bene chiaro che questa malattia non è un castigo di Dio, e che la preghiera non è fatta per placare l’ira divina, ma serve a chiedere un suo intervento «nei nostri cuori, perché – spiega Mons. Staglianò – li renda più sensibili, più aperti all’amore, alla giustizia, alla fraternità, al rispetto del Creato».

Intanto proseguono i lavori per contrastare il dilagare l’epidemia. È pronta, infatti, la mappa 3D del virus, si tratta della struttura molecolare di una delle armi che il virus usa per entrare nelle cellule, questa può aiutare per mettere a punto farmaci e vaccino.

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