Grande festa a Modica, da domenica via alle celebrazioni in onore di San Giorgio martire Patrono della città

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“La festa di San Giorgio nella II domenica di Pasqua vuole riportarci al centro della nostra fede che non è un generico credere che Dio esiste ma una appartenenza: mio Signore e mio Dio. San Giorgio è il testimone di Colui che è il Primo e l’Ultimo, il Vivente che ha sconfitto la morte e ci dona la forza del suo spirito per vivere nella fedeltà al Vangelo e spezzare i vincoli di tutti i mali presenti nella società di oggi e nella vita di ogni uomo. L’intercessione di San Giorgio martire, patrono della nostra città, ci aiuti a vivere come creature nuove sempre rinnovati dalla Divina misericordia e testimoni concreti di Gesù risorto per camminare sulla via della verità e della pace, liberi da ogni inganno e da ogni violenza nei nostri rapporti quotidiani. San Giorgio ci aiuti con il suo esempio a vivere la gioia della vittoria sul male”. Così il preposto parroco della chiesa Madre dedicata al santo cavaliere, il sacerdote Giovanni Stracquadanio, nel messaggio ai fedeli scelto per l’edizione 2019 di una festa che nella città di Modica può contare su una tradizione secolare e che, ogni anno, richiama turisti e visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Il programma religioso, che vivrà il suo momento più significativo domenica 28 aprile con la processione del simulacro, prenderà il via domenica 21 aprile, il giorno di Pasqua. Non è un caso che proprio domenica, alle 21, sul sagrato del Duomo di San Giorgio, ci sarà l’accoglienza dei simulacri del Cristo risorto e della Madonna “Vasa vasa” che animeranno il tradizionale “bacio” e poi entreranno in chiesa per un momento di preghiera. Nel frattempo, nel pomeriggio di domenica, alle 18,30, ci sarà la celebrazione della santa messa. Sempre domenica, inoltre, alle 19, è prevista l’accensione delle artistiche luminarie a cura della ditta “Arte Luce” di Raffaele Pinelli in Modica. Martedì 23 aprile sarà celebrata, invece, la festa liturgica del santo cavaliere. Le sante messe sono in programma alle 9 e alle 10,30. Alle 9,30 è in programma la visita ai reparti dell’ospedale Maggiore di Modica con la riproduzione ridotta del simulacro di San Giorgio. Alle 18,30 è fissata un’altra santa messa e la processione con la riproduzione ridotta del simulacro di San Giorgio, per tutti i bambini, lungo le seguenti vie: corso San Giorgio, via Napoli, corso Umberto, piazza Monumento, corso Umberto, via Garibaldi, corso San Giorgio. In questa stessa giornata, alle 8, ben 23 colpi a cannone annunceranno il giorno di festa. Alle 10 ci sarà l’inaugurazione della pesca di beneficenza il cui ricavato sarà destinato alla parrocchia gemellata di Lubero in Congo. Al rientro della processione, prevista per le 20,30, ci sarà uno spettacolo pirotecnico. Il Comune di Modica ha patrocinato i festeggiamenti. La comunicazione esterna è a cura, invece, di Confcommercio provinciale Ragusa con la collaborazione della sezione Ascom di Modica. “I festeggiamenti in onore di San Giorgio martire nella città della Contea – sottolineano il presidente provinciale Gianluca Manenti e il presidente sezionale Giorgio Moncada – al di là dell’aspetto prettamente religioso che merita per i fedeli di ricevere grande attenzione, costituisce un momento di crescita e di valorizzazione del territorio che ha così la possibilità di essere posto costantemente in vetrina. Un evento speciale e straordinario che consente di richiamare in città turisti e visitatori provenienti da ogni parte”.

5 Commenti

  1. “Modica può contare su una tradizione secolare e che, ogni anno, richiama turisti e visitatori provenienti da ogni parte del mondo.” :”Non è un caso che proprio domenica, alle 21, sul sagrato del Duomo di San Giorgio, ci sarà l’accoglienza dei simulacri del Cristo risorto e della Madonna “Vasa vasa” che animeranno il tradizionale “bacio” e poi entreranno in chiesa per un momento di preghiera.” ( Non burattinata!!!)costituisce un momento di crescita e di valorizzazione del territorio che ha così la possibilità di essere posto costantemente in vetrina.” Un evento speciale e straordinario che consente di richiamare in città turisti e visitatori provenienti da ogni parte”. Scusatemi se sbaglio, ma se le premesse sono queste, queste belle parole che seguono rischiano un subdolo compromesso con la vetrina e la fiera delle vanità : “La festa di San Giorgio nella II domenica di Pasqua vuole riportarci al centro della nostra fede che non è un generico credere che Dio esiste ma una appartenenza: mio Signore e mio Dio. San Giorgio è il testimone di Colui che è il Primo e l’Ultimo, il Vivente che ha sconfitto la morte e ci dona la forza del suo spirito per vivere nella fedeltà al Vangelo e spezzare i vincoli di tutti i mali presenti nella società di oggi e nella vita di ogni uomo. L’intercessione di San Giorgio martire, patrono della nostra città, ci aiuti a vivere come creature nuove sempre rinnovati dalla Divina misericordia e testimoni concreti di Gesù risorto per camminare sulla via della verità e della pace, liberi da ogni inganno e da ogni violenza nei nostri rapporti quotidiani. San Giorgio ci aiuti con il suo esempio a vivere la gioia della vittoria sul male”. Ma che scherziamo!!!!!!

  2. Carissimo Pinuccio , tu sbagli se credi che i turisti accorreranno a Modica solo per gustare le bellezze urbanistiche e antropiche del territorio,dalla prospettiva folk o antropologico-culturale, ossia come svago al quotidiano. Essi, da cattolici, vivranno momenti di scoppi pirotecnici e di fede.

  3. Spero che il rave party di San Giorgio lo facciate a Modica Alta che in centro é bastato quello di Pasqua

  4. @cittadino , no a Modica Alta no!!!Lasciamo volentieri agli abitanti della città bassa il privilegio di usufruire di queste memorabili performances .

  5. Aituatemi a capire: si tratta di storia,di leggenda.di narrativa o cos’altro !

    In mancanza di notizie biografiche certe su san Giorgio, le principali informazioni provengono dalla Passio sancti Georgii, che però già il Decretum Gelasianum del 496 classificava tra le opere apocrife. Secondo questa fonte, Giorgio era originario della Cappadocia (regione dell’odierna Turchia), figlio di Geronzio, persiano, e Policromia, cappadoce, nato verso l’anno 280. I genitori lo educarono alla religione cristiana. Trasferitosi in Palestina, si arruolò nell’esercito dell’imperatore Diocleziano, comportandosi da valoroso soldato, fino al punto di giungere a far parte della guardia del corpo dello stesso Diocleziano, divenendo ufficiale delle milizie.

    Il martirio sarebbe avvenuto sotto Diocleziano stesso (che però in molte versioni è sostituito da Daciano, imperatore dei Persiani), il quale avrebbe convocato settantadue re per decidere quali misure prendere contro i cristiani.

    Giorgio donò ai poveri tutti i suoi averi e, davanti alla corte, si confessò cristiano; all’invito dell’imperatore di sacrificare agli dei, si rifiutò: secondo la leggenda, venne battuto, sospeso, lacerato e gettato in carcere, dove ebbe una visione di Dio che gli predisse sei anni di tormenti, tre volte la morte e tre la resurrezione.

    Tagliato in due con una ruota piena di chiodi e spade, Giorgio resuscitò, operando la conversione del magister militum Anatolio con tutti i suoi soldati, che vennero uccisi a fil di spada; entrò in un tempio pagano e con un soffio abbatté gli idoli di pietra; convertì l’imperatrice Alessandra, che venne martirizzata.

    A richiesta del re Tranquillino, Giorgio risuscitò due persone morte da quattrocentosessant’anni, le battezzò e le fece sparire. L’imperatore Diocleziano lo condannò nuovamente a morte e il santo, prima di essere decapitato, implorò Dio che l’imperatore e i settantadue re fossero inceneriti; esaudita la sua preghiera, Giorgio si lasciò decapitare, promettendo protezione a chi avesse onorato le sue reliquie, le quali sono conservate in una cripta sotto la chiesa cristiana (di rito greco-ortodosso) a Lydda (l’odierna Lod, in Israele).

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