Nuova Zelanda: strage di musulmani……………..l’opinione di Rita Faletti

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A Christchurch, in Nuova Zelanda, un attentatore australiano che si è definito “eroe suprematista bianco”, è entrato in una moschea e ha fatto fuoco con un fucile automatico, è salito in macchina, è entrato in un’altra moschea e ha replicato la carneficina. 49 morti. Catturato dalla polizia, Brenton Tarrant, così si chiama l’autore della strage, ha fatto il noto gesto condiviso su Facebook dai suprematisti. Come dopo ogni strage, che sia di matrice religiosa o politica, è iniziata la discussione, finita in gazzarra politica, sui possibili ispiratori e mandanti morali. Lo spunto è stato offerto da uno dei nomi impressi sui caricatori delle armi usate dallo stragista: Luca Traini. E’ il militante leghista che a Macerata sparò contro cittadini stranieri di colore. Il collegamento con Salvini è stato immediato. Il ministro dell’Interno “gode” da tempo di fama fascista e xenofoba per certe esternazioni sugli immigrati, le ruspe e l’episodio della Diciotti. Dunque, additarlo come ispiratore della violenza xenofoba è un’operazione scontata quanto grossière. Fa parte della retorica che affossa qualsiasi discussione e disperde in rivoli di marginale importanza tematiche che andrebbero affrontate con serietà e lucidità. Invece, a mano a mano che la conversazione deraglia, le divisioni si accentuano e sfociano in un parapiglia da talk show all’italiana. Salvini non mi piace, ma questo non mi vieta di riconoscere che viene spesso tirato in ballo per mero opportunismo politico. Nel caso dell’attentato di Christchurch contro i musulmani, il ministro non c’entra affatto. Attribuirgli qualche responsabilità, non fa che sviare l’attenzione dall’attentatore e dal clima di odio che pervade il mondo, scatena conflitti politici e sociali e risveglia fantasmi del passato. Il terrorista australiano ha assorbito quel clima e ha trovato nell’ideologia del suprematismo la soluzione al problema dell’immigrazione, ma da estremista e da criminale. Di lui scopriamo che ha scritto un manifesto di 75 pagine, postato su internet e archiviato su molti siti prima che venisse cancellato, consentendo, a molti, di scaricarlo e diffonderlo. Il ventottenne australiano si definisce europeo, per sangue, storia, cultura, idee filosofiche e politiche. Premessa con cui intende giustificare le sue preoccupazioni per le sorti dell’Europa, stando alle sue parole, vittima dell’immigrazione di massa. Ci sarà una sostituzione completa, razziale e culturale, del popolo europeo, perché, spiega, i figli li fanno gli immigrati. Onde evitare che ciò accada, il suggerimento è di rimuovere dal suolo europeo gli invasori. Tra i sovranisti, quello dell’invasione è un concetto molto popolare assieme a quello delle alleanze tra i paesi per combatterla. L’idea di una internazionale sovranista è, infatti, alla base di “The Movement” di Steve Bannon, l’esperimento europeo del sovranista americano che non pare stia riscuotendo molto successo. Come ogni terrorista che si rispetti, Tarrant ha filmato e trasmesso la strage in diretta su Facebook. Non è la prima volta che questo avviene. I gruppi terroristici jiihadisti utilizzavano video, scritte minacciose e musica per rendere virali sgozzamenti e decapitazioni, e ottenere un effetto di amplificazione che, oltre a celebrare i loro efferati crimini, creava l’effetto della prossimità e della diffusione di un potere inarrestabile. Che il terrorismo si muova e agisca con modalità affini per distruggere l’oggetto dell’odio ed estendere l’area del proselitismo non stupisce. Ma il punto non è solo colpire il terrorismo alle radici dopo averne analizzato e riconosciuto le cause, ma contrastare i sentimenti di rancore e odio che lo originano e lo alimentano. Islamici contro cristiani e ebrei, bianchi contro neri, nazionalisti e populisti contro globalisti, antieuropeisti contro europeisti, popolo contro élite, incarnano la cultura dell’odio mainstream che si scatena di fronte alla diversità, anche di opinione, vista come minaccia. Però, pensare che il sovranismo possa prevalere e dominare il mondo, mi pare irrealistico e una punta capzioso.

1 commento

  1. Quello che sappiamo per certo è che la lega è la filiale italiana del suprematismo bianco il cui leader e ispiratore è il consigliere di Trump, Steve Bannon.
    Salvini ha mai preso le distanze da quel coglione leghista che ha tentato una strage di neri a Macerata? mai..!
    anzi ha anche cavalcato l’onda per ottenere facile consenso.
    Salvini non è mandante morale, ma la succursale suprematista in Italia sì…
    i leghisti sono razzisti? Sì !!!

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