Le tre madonne e la mezzaluna nell’iconografia sacra modicana. Una confusione comune tra Apocalisse, Immacolata Concezione e Assunzione… di Carmelo Cataldi

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Conoscevo da qualche tempo l’esistenza a Modica di due rappresentazioni pittoriche di Maria che poggia i piedi su una mezzaluna e sulla testa di un serpente, quest’ultima particolarità molto conosciuta nell’immaginario collettivo religioso perché da sempre collegata al dogma dell’Immacolata Concezione, mentre la prima molto meno nota e di criptica interpretazione poichè costituita ad arte nei secoli.

Qualche giorno fa, mentre mi trovavo in una chiesa modicana, per ascoltare delle dissertazioni storiche da parte di autorevoli professori modicani, mi sono imbattuto in una terza Maria che poggia i piedi sulla mezzaluna crescente e sulla testa di un serpente, quasi attorcigliato e contiguo alla mezzaluna, il tutto su un globo che dovrebbe rappresentare la terra.

Proprio mentre contemplavo questa immagine, la cui Maria deve necessariamente e volutamente rappresentare l’Immacolata Concezione, ad una signora, che non sapeva di cosa si trattasse, mi sono permesso di avanzare l’ipotesi di una particolarità modicana, ovvero della provincia Ragusana, retaggio di un passato storico collegato alla dominazione spagnola, facendole rilevare che la mezzaluna crescente, così rivolta verso l’alto, quasi soccombente, e con un piede di Maria sopra, immagine che segnalavo essere presente in altre ben due immagini sacre poste in due distinte chiese modicane, poteva essere un manifesto religioso-politico dalla evidente natura!

Interveniva immediatamente e scompostamente, in maniera decisamente alterata, una seconda signora che, con piglio acceso, mi faceva osservare che non si poteva comprendere quel quadro dell’Immacolata Concezione senza conoscere il capitolo dell’Apocalisse di Giovanni.

Alla stessa facevo presente che ben poco aveva a che fare, nel caso di specie, la visione dell’Apocalisse di Giovanni con il dogma dell’Immacolata Concezione ed alla stessa chiedevo se il dogma dell’Immacolata Concezione era un elemento evangelico, cioè presente nei vangeli e se sapeva quando era stato ufficializzato il Dogma dell’Immacolata Concezione.

La stessa sempre con “piglio” e maggiormente accalorata cercava di confortare la propria tesi e non sapendo rispondere alla prima mia domanda rispondeva solo alla seconda, asserendo che il Dogma dell’immacolata Concezione era stato ufficializzato dalla Chiesa il 13 dicembre 1954. Alla accalorata signora lasciavo credere quello che voleva, anche se avrei voluto dirle che il Dogma dell’Immacolata Concezione era un dogma formatosi teologicamente nell’alto medioevo e ufficializzato da papa Pio IX solo l’8 dicembre 1854(sic!). Probabilmente aveva confuso la data (ma anche il secolo) dell’8 con il 13, a causa della santa nella cui chiesa ci trovavamo!

La signora tentava di portare la discussione esclusivamente su un piano dialettico, sfociato poi nella pura polemica per cui, poco dopo, più arrabbiata di prima lasciava la chiesa.

Ho voluto così rispolverare alcune reminiscenze teologiche e soprattutto storico artistiche, per confortare quello che era solo una supposizione a seguito di questa frequenza, sul territorio ragusano, di immagini di Maria con ai piedi una mezzaluna crescente rivolta verso l’alto, che la si può trovare anche a Scicli, per esempio, in una delle chiese principali della città.

Perchè si possa appieno comprendere il senso dell’intuizione che mi ha assalito sin dal primo momento, occorre illustrare brevemente alcuni concetti, peraltro poco noti ai molti, perchè attinenti alla stretta osservanza religiosa cattolica ed al suo simbolismo e cioè quelli attinenti i Dogmi dell’Immacolata Concezione, dell’Assunzione, questo in funzione del fatto che nell’iconografia mariana esistono rappresentazioni dell’Assunzione con la mezzaluna crescente ai piedi di Maria, al simbolismo afferente il contenuto del capitolo 12 dell’Apocalisse di Giovanni e soprattutto a quello della mezzaluna crescente.

Il dogma dell’Immacolata Concezione è un dogma prettamente cattolico,  in parte disconosciuto da altre confessioni religiose cristiane, proclamato l’8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, da papa Pio IX e che riconosce che la Vergine Maria è stata da Dio preservata immune dal peccato originale fin dal suo concepimento. In molti confondono tale dogma con il concepimento di Gesù da parte di Maria in quanto vergine.

L’Assunzione di Maria in Cielo è stata riconosciuta come dogma della fede cattolica il 1º novembre 1950, da papa Pio XII, con la costituzione apostolica Munificentissimus Deus e per cui la Vergine Maria, terminata la sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste con l’anima, ma soprattutto con il corpo senza definire se l’Assunzione di Maria sia stata preceduta da un sonno profondo (Dormitio Virginis) oppure dalla morte fisica. Esisteva già nel lontano passato, si pensa già dal V sec. d.C. la credenza, per alcune chiese cristiane o protocristiane, secondo cui la madre di Gesù vivesse in cielo non solo con l’anima ma anche con il corpo.

Il Capitolo 12 recita quanto segue: “1 Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. 2 Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. 3 Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; 4 la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra.”.

Il simbolo della luna crescente, come pochi sapranno, ha un’origine pagana e molto antecedente all’apparizione stessa dell’Islam, infatti, a partire dal VII secolo a.C. la città di Bisanzio (poi Costantinopoli, capitale dell’Impero d’Oriente)) fu dedicata alla dea greca della caccia Artemide (Diana cacciatrice per i Romani), il cui simbolo era proprio una luna crescente, simbolo utilizzato dalla città per quasi mille anni e cioè fino all’arrivo di Costantino “il Grande”. Con Costantino la città di Bisanzio, nel 330, diventa Costantinopoli e così una stella venne accantonata alla luna crescente pagana di Artemide, come simbolo attribuito della Vergine Maria (Stella Maris). Nel 1453, i Turchi conquistarono Costantinopoli e mutuarono la bandiera tradizionale di Costantinopoli come loro e poiché quella città divenne il centro politico dell’impero ottomano, il simbolo della luna crescente divenne lo stesso dell’Islam o quantomeno così venne percepito, maggiormente da coloro che non erano musulmani. Occorre però sottolineare che l’uso della mezzaluna, quale simbolo islamico, nelle bandiere e negli stemmi, era già riportato sulle carte nautiche europee a partire da quella dell’inizio del Trecento dal genovese Giovanni da Carignano.

Detto questo, come accennato, se si fa una carrellata dell’iconografia mariana, dalla fine del XVI secolo ai nostri giorni, si ha una panoplia, alquanto confusa, di simbolismi e in particolar modo del simbolismo mariano, da lasciare un pò sconcertato anche il più benevolo dei critici!

Infatti, maggiormente per un determinato periodo storico, ma anche fino ai nostri giorni, si hanno madonne che schiacciano serpenti e mezzelune, o solo mezzelune (Bernardo Bitti XVI, Cristóbal Gómez XVI, Francisco Pacheco 1625, Bartolomé Esteban Murillo 1660-65 El Escorial, Diego Vera Gómez 2000, Gary J Hernández 2000), mezzelune poste anche al rovescio, cioè con le punte verso il basso (classico per eccellenza la Madonna di Guadalupe, per esempio, Francisco de Zurbarán 1598-64, Anonimo XVII Thyssen Málaga, Charles Mellin 1630, Baltasar de Echave Ibia 1620, Bartolomé Esteban Murillo 1645-55), oppure lune anche intere (Diego Rodríguez de Silva y Velázquez 1619, Francisco de Zurbarán 1656, Bartolomé Esteban Murillo 1650 La Colosal, Bartolomé Esteban Murillo 1670, Juan de Valdés Leal 1661, Juan de Espinal 1778) o solo serpenti (Antón Raphael Mengs 1770-90, Vicente López 1806).

Nel caso prettamente modicano, ma anche nel caso di Scicli, tutte e tre le Marie poggiano uno o entrambi i piedi sulla mezzaluna, posta su un globo e con il serpente accostato alla mezzaluna o anche schiacciato.

In alcuni casi la rappresentazione è di una Maria Assunta al cielo, in altre di una Immacolata Concezione, in altre è una rappresentazione esatta del passo di Giovanni, Apocalisse, 12.

In buona sostanza gli artisti nei secoli si sono sbizzarriti, nella rappresentazione mariana, con una serie di commistioni evangeliche e bibliche che hanno costruito poi un immaginario popolano veramente intricato.

Ma l’autore, che può dare un significato a quella che è stata una mia ’intuizione” e cioè che in un determinato periodo si è volutamente, soprattutto nell’area geografica in cui insisteva il dominio spagnolo di Filippo II il cattolicissimo e dei suoi discendenti, altrettanto “cattolicissimi” resa necessaria una propaganda sottile ma significativa di avversione all’Islam, di cui la Spagna fu per più secoli acerrima nemica nel mediterraneo e in parte d’Europa, tesi avversata ferocemente, da quella sconosciuta signora, è certamente, attraverso alcune suo opere, ovvero la mutazione di alcune sue opere, il Bartolomé Esteban Murillo ma soprattutto il risultato di quel contrasto avuto con il collega Francisco Pacheco del Río, la cui rappresentazione iconografica mariana si originò nella Spagna del XVII secolo e poi divenne popolare in tutta Europa.

Nelle opere della prima metà del XVII secolo il Murillo rappresentava correttamente la luna piena su cui poggiano i piedi di Maria, addirittura vi è un’opera in cui la rappresenta con occhi e naso(!) anticipando pure il Verne in uno dei suoi famosi romanzi, mentre nella seconda metà (tra il 1660 e il 1670) rappresenta la luna come una mezzaluna con le punte rivolte verso l’alto e come quasi calpestata da Maria.

Da ricerche veloci effettuate sembra che il suo avversario e collega, il Francesco Pacheco de Rio, fosse molto vicino ai Domenicani e quindi all’Inquisizione spagnola e per cui, volente o nolente, abbia aderito ad un certo tipo di dottrina, allora prevalente e che mediaticamente poteva essere ripresa solo in un modo, quello a cui fu poi costretto lo stesso Murillo che muta la rappresentazione della luna in mezzaluna, da stallo della madonna ad astro soggetto al tallone mariano, come l’annesso serpente!

E’ inutile dire a quale iconografica mariana poteva allinearsi un territorio come quello del sud est della Sicilia e soprattutto Modica dove la presenza domenicana è stata forte fino al 1862!

Per terminare, la cosa che mi ha sconcertato enormemente non è il messaggio mediatico o subliminale attraverso una mezzaluna ai piedi di Maria, ma il coacervo di rappresentazioni di passaggi evangelici e biblici e dottrina dogmatica, peraltro anche recente, la cui sintesi sta appunto nell’ultima rappresentazione vista qualche giorno fa in questa chiesa modicana.

Carmelo Cataldi

 

2 Commenti

  1. Una operazione di “marketing” simile avvenne nel XVI secolo, quando alla riforma Luterana, dopo qualche timida concessione da parte della Chiesa, venne opposta la controriforma e i decreti dottrinali del Concilio di Trento. A cambiare è la figura del Cristo che, perché destasse nella popolazione il massimo della pietà, viene ritratto estremamente sofferente e insanguinato, come se avesse subito un pestaggio a sangue. Un chiaro esempio di questa nuova iconografia è visibile nella cittadina di Palma di Montechiaro, edificata ex novo in piena controriforma seguendo i nuovi dettami della Chiesa. Il marketing non è un’invenzione di questo secolo, ne di quello precedente.

  2. Interessante l’aspeatto politico, sebbene l’aspetto simbolico della mezzaluna che in alcune raffigurazioni popolari sorge proprio dietro il capo di Maria ad evocazione della dea Diana, Artemide il cui culto in Sicilia era fortissimo. Mentre la dea con il serpente è la versione scomposta di un mito più antico. Di questo racconto però, resta, più che Maria o Filippo o la bandiera di Costantinopoli, protagonista la signora che fa da specchio alla Sua misoginia. Molto divertente

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