Processo “Ecoseib”. Corte d’Appello: “A Scicli non c’è stata mafia”. Condanne solo per estorsione

A Scicli non c’era alcuna associazione mafiosa e non ce n’è mai stata una neppure semplice. Queste, almeno, le conclusioni della Corte d’Appello di Catania che ha assolto tutti gli imputati del processo all’operazione “Eco”, nella quale era stato accusato di essere complice di una sorta di organizzazione mafiosa, l’ex sindaco, Franco Susino, assolto poi con formula piena.
Stavolta è toccata agli altri imputati, assolti dall’associazione per delinquere mentre alcuni già condannati a Ragusa le sentenze sono state riformate giacchè sono rimaste le accuse di estorsione e altri reati minori. Franco Mormina, sciclitano, in primo grado era stato condannato a 11 anni e sei mesi di reclusione, ora la condanna è scesa a sette anni e cinque mesi e 2000 euro di multa. Giacomo Fidone dai nove anni e sei mesi del primo grado è stato ora condannato a otto anni e sei mesi e 1300 euro di multa. Renzo Gazzè è stato condannato a dieci mesi e 180 euro di multa a fronte di un anno e quattro mesi. Ignazio Mormina, già condannato a quattro anni e sei mesi di carcere, in Appello è andato a un anno e due mesi e 300 euro di multa. Prosciolti tutti gli altri tra cui Ugo Lutri, difeso dagli avvocati Carmelo Scarso e Francesco Riccotti, precedentemente condannato a due anni di carcere, Giovanni Mormina, già condannato a cinque anni, Guglielmo Trovato e Vincenzo Tumino. Le accuse originarie variavano dall’associazione mafiosa, anche a titolo di concorso esterno (come nel caso di Susino), alla truffa, estorsione e furto. Il processo è scaturito dall’operazione «Eco», condotta dai carabinieri su un presunto condizionamento criminale vicino ad ambienti mafiosi del servizio di raccolta dei rifiuti a Scicli. Il titolare della «Ecoseib» Giuseppe Busso, che gestiva il servizio di raccolta rifiuti all’epoca dei fatti a Scicli, aveva confermato in aula le pressioni più volte ricevute da Franco Mormina, secondo l’accusa, avrebbe imposto il suo controllo sulla gestione dell’attività dell’azienda. L’Ecoseib si era costituita parte civile nel procedimento assieme all’associazione «Codici onlus», «Obiettivo legalità» e Comune di Scicli, rappresentato dall’avvocato Ignazio Galfo. Annullato il risarcimento fissato dal Tribunale di Ragusa in favore, proprio, del Comune di Scicli.
La vicenda portò alle dimissioni del sindaco Susino e al successivo scioglimento per infiltrazioni mafiose del consiglio comunale di Scicli. Il comune è al momento retto da una triade prefettizia.
Gli imputati sono stati difesi, tra gli altri, dagli avvocati Edoardo Cappello, Rinaldo Occhipinti, Giuseppe Fidone e Giovanni Favaccio.
Franco e Ignazio Mormina sono stati scarcerati.

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