Pozzallo si ribella alla criminalità

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Manifestazione molto partecipata quella organizzata ieri a Pozzallo per sensibilizzare le competenti autorità contro la serie di furti consumati a danno di alcuni operatori commerciali con la tecnica selvaggia dello scasso con auto-ariete lanciate contro vetrine e ingressi principali dei negozi.
Chiaro e univoco, nel corso degli interventi, il messaggio per un maggiore controllo del territorio con una presenza costante delle forze dell’ordine soprattutto di notte.
“Si tratta – aveva imprudentemente dichiarato nei giorni scorsi il sindaco Roberto Ammatuna nel corso di una trasmissione televisiva – di atti dimostrativi portati a termine, in vista dell’estate, nell’ambito di un pericoloso progetto di racket”.
Affermazione grave, allarmistica e fuori da ogni logica, certamente non in linea con le indagini portate avanti dagli inquirenti, finita ovviamente nel calderone delle solite boutade sparate artatamente.
Le parole hanno un senso se riempite di contenuti. Diversamente, seppure belle e roboanti, sono destinate a franare miseramente a livello di chiacchiere, di cui, per la verità, l’italico popolo è stanco. Quasi sfinito.
Pozzallo, città di frontiera, ha dato anche troppo, al di là di leggi, carte scritte e convenzioni.
Chi immagina, ad usum delphini, di recitare a soggetto per sollecitare un qualche intervento da parte dello Stato in favore del territorio, è fuori dal tempo e dalla storia. Il vecchio, nonostante certi patologici rigurgiti, è definitivamente andato.
La manifestazione per la sicurezza ha un senso se ad essa seguono ora proposte valide e forti come il potenziamento dell’organico della stazione carabinieri e l’istituzione di un commissariato di Polizia.
Michele Giardina

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