Ragusa, va in Questura per chiedere protezione internazionale ma è un ricercato per spaccio: arrestato

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RAGUSA, 08 Giugno 2026 – Si è presentato presso gli uffici della Questura di Ragusa con l’intento di richiedere la protezione internazionale, ma ad attenderlo ha trovato le manette. Un giovane straniero è stato arrestato dagli agenti della Polizia di Stato dopo che i controlli di rito hanno fatto emergere un ordine di carcerazione a suo carico per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti.

L’uomo si era rivolto allo sportello dell’Ufficio Immigrazione per avviare l’iter di asilo. Tuttavia, la procedura prevede accertamenti approfonditi sull’identità dei richiedenti. Durante i rilievi, il personale della Polizia ha scoperto che lo straniero era solito utilizzare diversi alias, avendo fornito in passato numerose generalità differenti nel tentativo di sfuggire ai radar della giustizia.

L’incrocio dei dati e l’interrogazione delle banche dati in uso alle Forze dell’Ordine hanno permesso di fare piena luce sul suo passato. Gli approfondimenti investigativi hanno rivelato che sul giovane pendeva un provvedimento restrittivo emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano: l’uomo era stato infatti condannato più volte in via definitiva per spaccio di droga e doveva ancora espiare una pena residua di un anno e 16 giorni di reclusione.

A quel punto sono entrati in azione gli investigatori della Squadra Mobile che, in stretta collaborazione con i colleghi dell’Ufficio Immigrazione, hanno bloccato lo straniero e fatto scattare l’arresto in esecuzione dell’ordine di carcerazione. Dopo le formalità di rito negli uffici della Questura, l’uomo è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Ragusa, dove sconterà la sua pena.

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5 commenti su “Ragusa, va in Questura per chiedere protezione internazionale ma è un ricercato per spaccio: arrestato”

  1. Questa volta gli è andata male. Forse, se avesse trovato i soliti paladini dell’accoglienza a tutti i costi, l’avrebbe fatta franca. Ora mi raccomando, diamolo in affido a qualche struttura dedita al business dell’accoglienza, pronta a garantirgli cibo personalizzato, smartphone di ultima generazione, monopattino (magari con tanto di casco e targa) e cancello aperto 24 ore su 24. E se dovesse commettere un altro reato, la scusa è già pronta, Poverino, non sapeva che in Italia ci sono delle leggi da rispettare. Ma io mi chiedo, come si fa a tenere ancora in circolazione elementi del genere?

  2. Il fatto è diverso ma è sempre lo stesso , ma fino a ora per una strana e proverbiale pazienza non sono cominciati a girare .

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