
MODICA, 07 Giugno 2026 – Ha finto di essere un normale cliente, studiando i locali prima di colpire. Poi, con un pretesto, ha distratto le commesse per svuotare i loro portafogli. I Carabinieri della Stazione di Modica hanno arrestato un 27enne modicano, ritenuto responsabile di due furti messi a segno in altrettante librerie della città. Per il giovane si sono aperte le porte del carcere: i colpi, infatti, sono stati messi a segno mentre si trovava già sottoposto agli arresti domiciliari.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, è scattata subito dopo le denunce. I militari dell’Arma hanno analizzato minuziosamente le testimonianze delle vittime e i filmati dei sistemi di videosorveglianza, ricostruendo un identico modus operandi. Il 27enne effettuava prima un sopralluogo nei negozi e, a distanza di pochi giorni, ritornava sul posto. Con una scusa allontanava le addette alla vendita dalla cassa, dove erano custoditi gli effetti personali, e in pochi istanti rubava i contanti dai loro portafogli. Nel primo caso il bottino è stato di 100 euro, nel secondo di circa 1.000 euro.
A rendere ancora più grave la situazione è il fatto che il giovane stesse violando la misura cautelare dei domiciliari, disposta dalla Corte d’Appello di Catania per precedenti furti commessi nel recente passato. L’aggravamento della misura è scaturito proprio dall’attività dei Carabinieri, che hanno evidenziato la costante reiterazione dei reati.
L’ordinanza di custodia in carcere è stata eseguita dai Carabinieri di Modica insieme al personale del locale Commissariato di Polizia di Stato, che aveva già indagato il 27enne per altri furti in esercizi commerciali della zona. Il giovane, che era già stato condannato dalla Corte d’Appello a 2 anni e 8 mesi di reclusione (oltre a una multa di 670 euro) per i reati precedenti, dovrà ora scontare il resto della pena in cella.
Le accuse dovranno trovare conferma nel corso del futuro processo. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato vige il principio di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza di condanna definitiva.


