Sicilia, 25 milioni contro il caro carburante: varato il piano Schifani, ma i porti restano bloccati

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO, 14 Aprile 2026 – L’esecutivo regionale siciliano passa all’offensiva contro l’inflazione energetica. È in fase di definizione una manovra economica da 25 milioni di euro, ribattezzata “Pacchetto caro carburante”, pensata per arginare una crisi che rischia di paralizzare l’intero sistema produttivo dell’Isola. L’impennata dei costi energetici e delle materie prime, esasperata dalle tensioni belliche internazionali, ha infatti spinto la Regione a intervenire con una misura d’urgenza a sostegno delle imprese locali.
Un fronte comune: i settori beneficiari
Nato originariamente per dare respiro al comparto dell’autotrasporto merci, il provvedimento è stato progressivamente ampliato per includere altri due pilastri della produzione siciliana:
• Agricoltura: un settore strategico messo a dura prova dall’esplosione dei costi di produzione.
• Pesca: fondamentale per l’occupazione costiera, anch’essa beneficiaria dei nuovi aiuti.
«Il governo regionale è impegnato a dare una risposta concreta e tempestiva alle imprese siciliane che stanno affrontando una fase estremamente complessa», ha sottolineato il presidente della Regione, Renato Schifani, ribadendo la volontà di non lasciare soli i lavoratori in questa fase di fragilità economica.
Alta tensione nei porti: il nodo del Governo Nazionale
Nonostante lo stanziamento di fondi, il clima resta incandescente. Nel pomeriggio di ieri, gli assessori Alessandro Dagnino (Economia) e Alessandro Aricò (Infrastrutture) hanno incontrato i rappresentanti delle sigle di categoria per cercare una mediazione.
Tuttavia, il segnale di apertura non è bastato a placare gli animi. Salvatore Bella, segretario del Comitato trasportatori siciliani, pur riconoscendo la sensibilità istituzionale mostrata dal governatore Schifani e dal presidente dell’Ars Galvagno, ha confermato che la protesta non si fermerà: «Il fermo delle attività nei porti dell’Isola rimane totale e proseguirà a oltranza in mancanza di risposte definitive».
Gli autotrasportatori puntano ora a Roma: la richiesta è quella di un incontro urgente con il ministro Salvini. Le associazioni di categoria ritengono infatti che i problemi strutturali che affliggono il settore necessitino di interventi normativi che solo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti può varare.
Parallelamente, resta sul tavolo la questione del fondo ETS. Su questo fronte, Schifani è stato chiaro: trattandosi di normativa europea, il raggio d’azione della Regione si limita alla “moral suasion” verso il governo nazionale. L’emendamento regionale punta comunque a fungere da scudo per salvaguardare la competitività delle imprese siciliane, garantendo quella continuità produttiva che oggi appare sempre più a rischio.

© Riproduzione riservata
597120

I commenti pubblicati dai lettori su www.radiortm.it riflettono esclusivamente le opinioni dei singoli autori e non rappresentano in alcun modo la posizione della redazione. La redazione di radiortm.it non si assume alcuna responsabilità per il contenuto dei commenti e fornirà, eventualmente, ogni dato in suo possesso all’autorità giudiziaria che ne farà ufficialmente richiesta.

4 commenti su “Sicilia, 25 milioni contro il caro carburante: varato il piano Schifani, ma i porti restano bloccati”

  1. La regione chieda sconti alle compagnie che sfruttano i pozzi siciliani o se ha il potere metta una tassa su ogni barile di petrolio estratto ….

  2. Gugno, guardi che noi siamo in democrazia, anzi democrazia liberale, in democrazia non si può tassare chi comanda, vedi i decantati extraprofitti delle banche e altro. Per tassare gli basta la plebe. Le cose che ha detto e che un governo farebbe, lo può fare solo Putin.
    Oppure se non piace il nome, uno Stato Sovrano….Quello che elegge veramente il popolo!

  3. Non dimentichiamo i pozzi di metano vicino alle coste siciliane , che restano non sfruttati , chissà per quale motivo..

  4. Non esiste nessuna emergenza.
    Da Hormuz importiamo solo il 10% del petrolio in Italia.
    Il 90% del petrolio che importiamo non passa da Hormuz.
    Solo balle per mettere le mani nelle tasche degli italiani.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Articoli correlati

RTM per il cittadino

Hai qualcosa da segnalare? Invia una segnalazione in maniera completamente anonima alla redazione di RTM

UTENTI IN LINEA
Torna in alto