
Palermo, 14 aprile 2026 – Si profila finalmente una soluzione definitiva per la complessa galassia dei lavoratori ASU, un bacino eterogeneo che da trent’anni attende certezze contrattuali e che vede impegnati circa mille operatori tra i Beni Culturali, gli enti locali e il privato sociale. Al termine dell’audizione odierna in Commissione Affari Istituzionali all’ARS, il Presidente Ignazio Abbate ha delineato una strategia d’intervento articolata su tre direttrici fondamentali, nate dal confronto diretto con i vertici istituzionali e le rappresentanze sindacali. L’obiettivo dichiarato è quello di superare i numerosi ostacoli burocratici e contabili che, ancora oggi, frenano i processi di assunzione per questo ultimo 20% di lavoratori ancora non equiparati ai colleghi già stabilizzati.
Il primo fronte d’azione riguarda il personale dei Beni Culturali, per il quale Abbate ha annunciato un sollecito formale diretto ai vertici della SAS. La richiesta è perentoria: mettere tutto il personale nelle condizioni di firmare il contratto entro il 30 aprile. Il Presidente della Commissione ha infatti ribadito la ferma volontà di non permettere che le scadenze amministrative legate all’approvazione del nuovo consuntivo e del consolidato possano pregiudicare le procedure, evitando così il rischio concreto di uno slittamento dei termini di un ulteriore anno. Si tratta di una corsa contro il tempo che la Commissione intende monitorare con estrema attenzione per chiudere la partita immediatamente.
Per quanto concerne invece il personale in forza agli Enti Locali, è già stato depositato in Aula un provvedimento che estende i termini per la stabilizzazione e la permanenza nel bacino fino al 31 dicembre 2027, prevedendo inoltre la possibilità di restare in servizio fino al raggiungimento del 67esimo anno di età. Questa misura è stata pensata per offrire una cornice di sicurezza giuridica agli enti locali, permettendo loro di agire con serenità. In parallelo, per i lavoratori del partenariato sociale, si aprirà la strada verso la mobilità: sarà infatti possibile transitare verso altri enti pubblici grazie alla proroga al 2027 del termine per la mobilità, precedentemente scaduto nel 2025.
L’impegno della Commissione si sposta anche sul piano del dialogo istituzionale tra Regione e Stato. Attraverso una risoluzione, il Governo Regionale e il Presidente Schifani verranno impegnati a interloquire con il Governo Nazionale per ottenere una proroga della norma che consente le stabilizzazioni fuori dalla pianta organica, in deroga al PIAO. Questa manovra risulta vitale soprattutto per i Comuni in dissesto finanziario che non hanno ancora approvato il piano stabilmente riequilibrato, consentendo loro di procedere con le assunzioni nonostante le criticità contabili. L’onorevole Abbate ha concluso assicurando tempi rapidi per l’approvazione degli atti in Aula, ribadendo che la salvaguardia di servizi essenziali per la comunità e la tutela del reddito delle famiglie restano la priorità assoluta per superare definitivamente i ritardi amministrativi che ancora pesano su questo comparto.






1 commento su “ASU: In Commissione Affari Istituzionali tracciata la road map per la stabilizzazione definitiva dei rimanenti”
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