
Modica, 05 marzo 2026 – Una sala attenta e partecipe, un confronto serrato ma chiaro nei contenuti, un pubblico che ha seguito con grande interesse un dibattito intenso e ricco di spunti. È questo il bilancio dell’incontro pubblico “Le ragioni del No”, svoltosi ieri sera a Modica presso Torre del Sud, promosso dal comitato società civile per il No al referendum costituzionale. L’iniziativa, organizzata in vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026, ha visto la presenza di autorevoli relatori: Bruno Giordano, magistrato di Cassazione, Alfio Mannino, segretario generale della CGIL Sicilia, e Antonio Pianoforte, giudice civile. A moderare il confronto è stata la giornalista Marianna Triberio, che ha guidato il dibattito con una formula dinamica e non convenzionale, scandita da domande dirette e interventi rapidi, particolarmente apprezzata sia dal pubblico sia dagli stessi relatori. L’incontro ha registrato una partecipazione significativa e un pubblico estremamente attento, segno di quanto il tema della riforma della giustizia e delle sue implicazioni istituzionali sia sentito dai cittadini. Nel corso del dibattito sono state illustrate le principali motivazioni che spingono a sostenere il No al referendum. In particolare è stato evidenziato come la riforma proposta non affronti i nodi strutturali che rallentano il funzionamento della giustizia italiana. Dai diversi interventi è emerso con chiarezza che il problema dei tempi della giustizia non dipende da un assetto costituzionale da modificare, ma dalla carenza di risorse, personale e infrastrutture. Senza investimenti concreti negli organici e nei servizi, è stato sottolineato, nessuna modifica istituzionale potrà realmente accelerare i procedimenti. Nel corso degli interventi è stato inoltre evidenziato come la riforma rischi di introdurre nuovi organismi e nuovi costi, stimati in circa 120 milioni di euro annui, risorse che, è stato osservato, potrebbero invece essere destinate al rafforzamento degli uffici giudiziari, all’assunzione di personale e al miglioramento delle condizioni operative dei tribunali. Un altro punto centrale del confronto ha riguardato il tema dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, principi fondamentali dello Stato di diritto. Secondo quanto emerso dal dibattito, la riforma rischierebbe di indebolire questo equilibrio, introducendo meccanismi che potrebbero esporre il sistema giudiziario a maggiori condizionamenti di natura politica.
L’incontro si è quindi configurato come un importante momento di informazione e approfondimento civico, volto a fornire strumenti di comprensione ai cittadini in vista dell’appuntamento referendario. Alla serata hanno partecipato, oltre alla CGIL Ragusa, anche la Scuola di Formazione Virgilio Failla di Modica, il Centro Studi Feliciano Rossitto di Ragusa, la Scuola dei Beni Comuni, Auser Modica, la Scuola Servizi Sociali di Modica, il Movimento Difesa del Cittadino e l’associazione Bedda Ciao.




