
Pozzallo, 05 Marzo 2026 – Una fase di crescita importante e strategica quella che sta vivendo il porto di Pozzallo grazie ad una serie di progetti e investimenti che porteranno lo scalo ibleo ad affrontare le sfide del futuro. Fra gli attori principali di questa nuova fase ci sono da registrare i numeri sempre positivi della Sermi, azienda che opera presso il porto di Pozzallo. Ne abbiamo parlato con Walter Venniro, direttore generale del terminal principale dello scalo siciliano. Il terminal è nato nel 1993 movimentando 30mila tonnellate all’anno, nel 2025 è arrivato a un milione e mezzo, fra container e multipurpose. L’intero scalo ne ha movimentate quasi due milioni. I progetti dell’Adsp per il futuro prevedono una nuova banchina da due chilometri che consentirà di raddoppiare la capacità, ma anche di accogliere navi da crociera.
Dott. Venniro, la Sermi è attiva nella movimentazione delle merci nell’area portuale di Pozzallo dal 1993. Com’è cambiato in questi anni il modus operandi della Sermi?
“Quando abbiamo iniziato, nel 1993, il porto di Pozzallo era molto diverso da quello di oggi. Le operazioni erano più tradizionali ed i volumi decisamente inferiori. Negli anni il settore portuale è cambiato profondamente, spinto dalla globalizzazione, dalla crescita dei traffici internazionali e dalla necessità di maggiore efficienza logistica. Sermi ha accompagnato questa evoluzione investendo costantemente in mezzi, tecnologie e competenze professionali. Oggi operiamo con un approccio molto più integrato rispetto al passato: non solo movimentazione portuale, ma anche gestione logistica, coordinamento operativo con armatori, spedizionieri e operatori internazionali, e capacità di gestire traffici molto diversificati. Pozzallo è ormai a tutti gli effetti un porto multipurpose, capace di operare contemporaneamente su traffici container, break bulk, project cargo e carichi industriali complessi. Il nostro modus operandi oggi si basa soprattutto su rapidità operativa, flessibilità e affidabilità, elementi che per gli armatori rappresentano fattori decisivi nella scelta dei porti”.
I progetti dell’Adsp per il futuro prevedono una nuova banchina da due chilometri e il braccio di sottoflutto. Siete pronti a questa nuova sfida?
“Assolutamente sì. Come operatori portuali guardiamo con grande attenzione e interesse a questi progetti. La realizzazione della nuova banchina e del braccio di sottoflutto rappresenterebbe un salto di qualità fondamentale per il porto di Pozzallo, sia dal punto di vista operativo sia da quello strategico. Come operatori siamo pronti a questa sfida, perché Pozzallo ha dimostrato negli anni di saper crescere quando le condizioni infrastrutturali lo consentono. Noi abbiamo già investito in attrezzature e mezzi specializzati, come gru per carichi pesanti e mezzi per la movimentazione di carichi industriali complessi. Se le infrastrutture cresceranno, anche il sistema delle imprese portuali sarà pronto ad accompagnare questa crescita”.
Il porto di Pozzallo sembra spesso frenato da pochi investimenti. Come si può correggere questo dato?
“Come Sermi Terminal operator, abbiamo investito tanto nel porto di Pozzallo, ma questo deve essere accompagnato anche dalle infrastrutture adeguate alla crescita del porto. Le due cose vanno insieme e di pari passo. La posizione geografica è strategica nel Mediterraneo e il porto ha caratteristiche operative molto interessanti: rapidità delle operazioni e grande flessibilità operativa che però devono essere completate da investimenti continui e da una politica portuale che creda realmente nel suo sviluppo”.
Quali sono gli investimenti che farete per il futuro?
“Come azienda continuiamo a investire in mezzi portuali, tecnologie e formazione del personale, perché il settore logistico richiede standard operativi sempre più elevati. Stiamo valutando investimenti mirati per rafforzare ulteriormente la nostra capacità di gestire Container cargo, una nuova area per containers refrigerati, carichi industriali e traffici legati alle nuove filiere energetiche. Inoltre guardiamo con grande attenzione alle opportunità legate alla transizione energetica e alle nuove attività industriali connesse al porto, che nei prossimi anni potrebbero generare nuovi traffici e nuove opportunità occupazionali”.
C’è sinergia con gli altri porti in Sicilia?
“La sinergia tra porti non è solo possibile, ma è anche necessaria. Ogni porto ha caratteristiche diverse e può specializzarsi in determinate tipologie di traffico. L’importante è sviluppare una visione di sistema, in cui i porti siciliani non si percepiscano come concorrenti diretti ma come parti di una rete logistica regionale. Una maggiore integrazione tra porti, retroporti, interporti e infrastrutture terrestri permetterebbe alla Sicilia di diventare una piattaforma logistica sempre più competitiva nel Mediterraneo”
C’è un progetto che riguarda l’eolico e la Sermi. A che punto è la trattativa?
“Si tratta di un progetto molto importante che potrebbe rappresentare un risultato significativo per il porto di Pozzallo e per il territorio. Parliamo di un investimento industriale di diversi milioni di euro legato alla filiera dell’energia eolica, con potenziali ricadute occupazionali e industriali rilevanti. Le interlocuzioni sono in corso e stiamo lavorando affinché il progetto possa concretizzarsi nel modo più solido possibile. In questa fase è giusto mantenere una certa prudenza, ma posso dire che le prospettive sono interessanti e che il porto di Pozzallo potrebbe diventare un punto di riferimento per questo tipo di attività nel Mediterraneo”.
Quale desiderio vorrebbe che si realizzasse per il porto di Pozzallo nei prossimi anni?
“Il mio desiderio è semplice: vedere il porto di Pozzallo pienamente valorizzato per quello che può diventare. È un porto con enormi potenzialità, e con una posizione strategica nel Mediterraneo. Con i giusti accorgimenti infrastrutturali e una visione di lungo periodo potrebbe diventare un hub logistico sempre più importante per i traffici commerciali e industriali nel panorama dei porti italiani. L’obiettivo è quello di trasformarlo in un porto sempre più dinamico, capace di attrarre nuovi traffici, e nuove opportunità di lavoro per il territorio e le aziende dell’hinterland”.




