
26 gennaio 2026 – Dato che il tema si presta a critiche feroci, ritengo opportuno chiarire il mio punto di vista attraverso i cardini del diritto processuale penale nei paesi sedicenti democratici.
Il sistema giudiziario si regge su un principio: «l’imputato è considerato innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente provata» (Art. 48 CEDU).
Il Giudice a cui è affidato il compito di decidere deve essere terzo ed imparziale, sottoposto soltanto alla legge e scevro da condizionamenti politici.
Le misure cautelari, tra cui l’arresto, non hanno lo scopo di anticipare la pena ma servono a garantire l’effettività del processo in caso vi sia pericolo di fuga, di inquinamento delle prove o altri motivi tassativi.
È dovere del giudice scegliere la misura cautelare che a parità di risultato comporti una minore compressione della libertà personale dell’imputato/indagato.
Esaurite tali premesse, concedetemene un’ulteriore: ciò che so della vicenda è quanto appreso come tutti dai media; come tutti credo che Jacques Moretti sia colpevole; come tutti desidero che paghi per le sue colpe.
Il 25.01.2026 Jacques Moretti, proprietario del bar Le Constellation è stato scarcerato a seguito del pagamento di una cauzione considerevole.
È comprensibile che l’opinione pubblica si indigni nel vedere il responsabile di così tanto dolore libero di dormire nel proprio letto ma dobbiamo tenere a mente che non è stata ancora emessa sentenza di condanna.
Meno comprensibile invece ritengo sia lo scontro diplomatico dettato dall’ingerenza della politica italiana nell’attività giudiziaria svizzera.
Il nostro governo mostra sempre più di volersi sostituire alla magistratura mosso però più che dal diritto dalle pulsioni dell’opinione popolare.
Il tribunale elvetico però ha ritenuto che il pericolo di fuga possa essere scongiurato con delle misure alternative al carcere e nello specifico dal divieto di espatrio, dall’obbligo di firma, dal ritiro dei documenti ed ovviamente anche dalla cauzione di 200 mila franchi.
Comprendo l’indignazione e comprendo il fastidio ma le garanzie costituzionali sono una livella sociale, vanno applicate a chiunque affronti un processo aldilà del biasimo sociale cui è sottoposto.
Moretti pagherà per le sue terribili colpe ma non subito.






9 commenti su “05. Crans-Montana, nessuno tocchi Jacques Moretti (per ora)”
Condivido tutto. Sono perfettamente d’accordo su tutto. Nulla da aggiungere.
Ma una mia opinione personale la voglio aggiungere, nessuno che parla della negligenza di quei ragazzi, il tetto a fuoco, e loro che continuano a ballare, e addirittura riprendere con gli smartphone. Gli errori dei figli sono il fallimento dei genitori.
Che poi quel locale non era a norma, e che nessuno abbia fatto controlli è anche vero.
Ma fatevi un giro nei nostri locali, e vedrete che non è che siamo messi meglio.
Altra cosa fastidiosa, andare a scavare nel passato del proprietario, che non c’entra nulla con ciò che è successo. Come non c’entra nulla il conto in banca dei proprietari.
Ripeto, per me la maggiore responsabilità è stata la negligenza di quei ragazzi. E non mi si venga a dire che avevano solo 15 anni. Se erano svegli dovevano uscire subito. Ma l’ingerenza delle Istituzioni italiane fanno ridere. Dovrebbero guardare da noi prima.
“Il nostro governo mostra sempre più di volersi sostituire alla magistratura mosso però più che dal diritto dalle pulsioni dell’opinione popolare”
Questo è il motivo perchè voterò NO al referendum.
@Gino con questo intervento hai messo il sigillo alla tua stupidità.
@mariondeimarron:
sei un minus habens multisierato
Solo i figli di Ginu sunu spetti comu o papà!!!
Gino attento che viviamo tutti sotto lo stesso cielo e ri stacqua nunni vivu e meglio non dirlo mai.
A parte che le leggi lasciano il tempo che trovano, penso che un povero disgraziato non avrebbe potuto pagare una cauzione oltretutto da uno sconosciuto. Si è fatto un gran parlare di questo accadimento ma nessuno sa i nomi di questi ragazzi (non italiani) e a chi appartengono.
Ora non voglio entrare nel merito dei fatti, ma tante domande non vengono poste e neppure prese in considerazione. Specie dai media!
Ovviamente “Fino a prova contraria”.
Effettivamente ci sono moto e auto che superano i 300kmh, la colpa non è del costruttore, come neppure dare la colpa alle condizioni meteo, o dell’ asfalto, deve essere chi guida a capire se è il caso di lasciar perdere e rallentare. Effettivamente La colpa è dei genitori che crescono questi figli.
Purtroppo i genitori tendono a difendere i figli. Ma in questo caso sono i veri colpevoli.
E non c’è altro da aggiungere.
Tobia – Gino cambia il nik ma non la sostanza(acida)