
Ragusa, 16 marzo 2026 – “Si intitola “Istituzione dell’Unità regionale di pedagogia scolastica per lo sviluppo della comunità educante e la promozione del diritto all’educazione” ed è il ddl regionale sulla presenza del pedagogista e dell’educatore a scuola – spiega il sindaco Peppe Cassì – necessari per una crescita scolastica sempre vicina ai bisogni educativi specifici di ciascuno studente.
Ragusa è tra le città più attente al tema con specifiche unità socio-psico-pedagogiche. Il nostro gruppo ha anche presentato un atto di indirizzo, approvato dal Consiglio comunale, per sollecitare la Regione sull’adozione di questo ddl.
Sabato 28 marzo se ne dibatterà in un evento organizzato dall’APEI e realizzato con la collaborazione dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione”.
“L’appuntamento – prosegue l’assessora alla Pubblica Istruzione, Catia Pasta – è dalle 09:00 alle 13:00 nell’ Auditorium del Centro Commerciale Culturale. Sarà un appuntamento aperto a educatori, pedagogisti, docenti, studenti e a chiunque abbia a cuore la scuola e l’educazione, ma soprattutto sarà un’occasione preziosa per approfondire il valore della pedagogia nei contesti scolastici, ascoltare esperienze e prospettive professionali, contribuire al dibattito sul futuro dell’educazione in Sicilia. Vi aspettiamo, l’ingresso è libero ma con prenotazione tramite QR code in locandina oppure link: https://forms.gle/u7rTEehUeH3Pbyy27 ”






2 commenti su “Ragusa. Unità di pedagogia scolastica”
Ormai essendo nell’era delle maestrine, bisogna avere anche un’assessorato per educare i ragazzini.
La cosa importante è trasmettere ai ragazzi che non sono i genitori il perno principale sulla loro educazione e crescita, ma la scuola che insegna come diventare un cittadino 4.0.
D’altronde la Boldrini ha detto che i figli non sono dei genitori ma dello Stato. Immagino che si riferisce al suo Stato mentale, perchè lo Stato Italiano quello che non esiste da molto molto tempo.
“La pedagogia è la scienza umana che studia l’educazione e la formazione dell’uomo nell’intero ciclo di vita, non limitandosi all’infanzia. Il termine deriva dal greco paidagogós (guidare/accompagnare i bambini), evolvendosi da pratica educativa a disciplina teorica e metodologica. Analizza obiettivi, metodi e problemi educativi, distinguendosi come “filosofia dell’educazione” o, in chiave moderna, come scienza dell’istruzione e dello sviluppo personale”.
Secondo voi questa pedagogia è utile ed essenziale per i ragazzi o è utile per le tante maestrine che avranno uno stipendio fisso devastando il cervello dei ragazzi con le loro ideologie inculcando il gender e il woke nelle scuole?
Da dovere dei genitori si arriva al comune cheoffre (o impone velatamente?), il diritto educativo. E quali sono i parametri educativi? Quelli del comune, dello stato, dell’ideologia, quali sarebbero?