
MODICA, 26 Aprile 2026 – Una presenza inaspettata che ha trasformato un giorno di festa in un momento di profonda riflessione ecclesiale. Mons. Salvatore Rumeo, Vescovo della Diocesi di Noto, ha scelto di partecipare ai festeggiamenti in onore di San Giorgio a Modica con un intervento fuori programma, destinato a far discutere a lungo l’intera comunità iblea.
Intervenendo in diretta televisiva su Video Mediterraneo, il presule ha voluto immediatamente chiarire la gerarchia e il senso della sua presenza con una frase perentoria: «Non sono ospite, ma padrone di casa». Un’affermazione che rivendica con forza il ruolo centrale della Chiesa nella gestione delle celebrazioni religiose, spesso percepite erroneamente come eventi puramente civili o spettacolari.
Mons. Rumeo non ha usato giri di parole per esprimere la propria perplessità sull’evoluzione che la festa ha subito negli ultimi anni. Secondo il Vescovo, l’evento avrebbe progressivamente smarrito la propria identità spirituale:
La manifestazione avrebbe assunto un eccesso di folklore con un carattere più “pagano” che religioso.
C’è mancanza di raccoglimento: so registra una perdita evidente dei momenti di preghiera.
«Non si tratta più di una processione, ma di un corteo», ha dichiarato il presule, tracciando una linea netta tra il cammino di fede e la parata cittadina.
Per dare forza teologica e normativa alla sua critica, il Vescovo ha richiamato un documento fondamentale per la Diocesi: il direttorio redatto da Mons. Antonio Malandrino. Si tratta di un testo che disciplina rigorosamente le modalità delle processioni e che, secondo Rumeo, non può più essere ignorato dagli organizzatori e dai fedeli.
«La fede è assoluta – ha spiegato il Vescovo – ma bisogna rivedere alcuni aspetti.»
L’analisi del Pastore netino è scesa nel dettaglio, evidenziando diverse criticità che non riguardano solo Modica, ma molte feste della Diocesi: le Processioni si protraggono oltre il limite del decoro liturgico; la modalità delle soste registra uno slegamento dai reali momenti di culto. La scelta dei percorsi, talvolta dettati più da esigenze esterne che spirituali.
L’intervento di Mons. Rumeo a San Giorgio segna un punto di rottura e, allo stesso tempo, l’apertura di un dibattito necessario. La sfida lanciata dal Vescovo è chiara: riportare il sacro al centro della piazza, trasformando nuovamente il “corteo” in un’autentica testimonianza di fede.



30 commenti su “Modica, il Vescovo Rumeo “scuote” la festa di San Giorgio: «Non è più una processione, ma un corteo»”
Bravo monsignore! Scuoti le coscienze di questi peccatori che si trincerano dietro una statua di cartapesta! E veda che dietro ci sono anche tanti piccioli
Se lo dice lui, SE! Ca cettu, humhum! Amen
Perfettamente concorde con il Vescovo!
Ha ragione: ci voli u vinu e i lignati pi cccetti pessonaggi complici della tessera verde e di tutte le fintopandeminghia
Non c’è proprio nulla di religioso anche perché si tratta di una leggenda creata dal popolo ignorante.
Adesso poi solo folklore pagano, Solo carta pesta portata in giro, con un enorme sperpero di denaro in fuochi d’artificio che si potrebbe donare a famiglie bisognose.
Una enorme massa di persone riversate in strada a fare baldoria anche dentro la Chiesa.
Masse di persone che “non” si vedono in strada per protestare per il caro vita, per la Sanità dove aspetti un anno per una visita, giorni nei pronto soccorso, scuola dove manca tutto, dove i ragazzi portano da casa carta e sapone, oltre alla mancanza di istruzione scolastica, walfare, zone di Modica senza acqua, file per bollette Iblea Acque forfettarie naturalmente al rialzo, stradine che sembrano una giungla, stradine totalmente chiuse per auto in sosta, giustizia che sta dalla parte dei delinquenti, ecc ecc. Il vescovo si è fatto sentire, con una bella “recita” e vissero tutti felici e contenti.
Da qualche hanno più che una Festa Sacra o un Corteo sempre di più assomiglia ad una sorta di “Corrida” ove tutti corrono dietro al Santo trasformato in Toro. Tantissime Famiglie, giustamente coinvolte ,Bande musicali Associazioni varie che percorrono quasi tutta la città snaturando la vecchia tradizione della “Festa di S.Giorgio” sono con il Vescovo il quale da “Padrone di Casa” deve intervenire per riportare questo fiume straripato nel suo giusto alveo.
La festa dovrebbe terminare a un’ora da “cristiani”, massimo alle 22.
Siccome si tratta di persone abituate all’indolenza e al fancaxxismo, il giro finisce all’una, alle 2, tanto che importanza ha!
Una società senza futuro, di cui la chiesa si rende complice, anche senza responsabilità volute.
L’avvocato Messina di Fiorello;
Allora che dire di quelli che abbandonano i cani in autostrada?
Concordo con il fatto che non sia una festa religiosa ma corteo allegorico, però fa piacere vedere la città viva piena di gente, che per un attimo pensa solo a godersi la festa.
Quindi anche Sant’Agata, Santa Rosalia, U Gioia, U Patri a Culonna etc. etc. subiranno delle modifiche secondo le direttive della Santa Romana Chiesa?
P.S. Credo il Vescovo e tutta la Chiesa dovrebbero risolvere altre situazioni molto più delicate e importanti.
Giuda si scandalizzo quando Maria sorella di Lazzaro verso sul capo di Gesù un profumo che valeva 300 denari .
Si poteva vendere e il ricavato donarlo ai poveri .
Gesù rispose ,i poveri li avete sempre con voi , io no ,
Quando si raccoglie per i poveri solo spiccioli .
E per me ci vuonu cuori Co lignu dalla mattina a sira perché non smetto di mettere il discorso del lasciapassare verde in ogni situazione. Forse perché sono stunatieddu???
Purtroppo sono stato complice di delitti contro degenti e pazienti lasciati morire per un’influenza, meglio continuare a fare finta di niente, così evito di sputarmi addosso al mattino prima di uscire di casa.
Di tanto in tanto, un pò di allegria, anche mista a fede religiosa non guasta, in particolar modo quando unisce e non divide. Da comprendere l intervento del vescovo che intende rafforzare il senso liturgico della ricorrenza. Ciò che unisce e non divide, credo sia Cristiano, carta pesta o meno.
I stissi lignati pi tttia quannnu rumpieutu i cabbasisi, ancuppannu e ciamannu i carabbbbinieri se unu si facia puttari 8 pizze, inveci ca 3.
Ha fatto bene il fratello vescovo e apostolo di Cristo. La fede cristiana non deve scendere a compromessi con la giornata terrena e non concedere nulla , la chiesa deve adempiere il mandato di Gesù ai suoi apostoli . Bisogna smettere di strumentalizzare i martiri e il cristianesimo all ‘identità e ai riti identitari antropologico culturali. Il cristiano accumula tesori in cielo e rinnega se stesso per seguire Gesù .
Insomma il bescobo vuole la tessera berde per partecipare, sennò si è sgomunigati
https://www.lastampa.it/cronaca/2024/06/22/news/vigano_no_vax_scisma_rischio_scomunica-14413127/
L ‘orgoglio e la fierezza per la propria identità collettiva di quartiere e le reazioni indignate , sono inversamente proporzionali all’ascolto umile e rispettoso delle parole del proprio vescovo , il cui compito è condurre alla salvezza . Nel cristianesimo prima viene la salvezza e tutto deve condurre a essa , anche la celebrazioni delle feste cristiane , nella preghiera , nel raccoglimento e nella gioia composta .
Puro paganesimo! È bene che certi personaggi stiano al loro posto oppure si vadano a cercare un altro Santo! Incluso quel soggetto che fa arrivare soldi da sprecare in fuochi d’artificio per puro tornaconto politico! Va bene il folklore ma non esageriamo e mi dispiace che chi doveva frenare a priori queste persone non abbia fatto nulla! Comprendo che quando arrivano i piccioli fa piacere ma la Chiesa deve operare con saggezza!
Si ben capisce come il bisogno di un “eroe” concreto e da vedere e toccare , per aiutare , comprendere e riscattare dalla vita misera del volgo , una volta pagato con tre piatti di fave al giorno , abbia fatto regredire il popolino ontogeneticamente alla fase animista dello sviluppo , quando la bambina 👧 piccola crede che la bambolina sia viva e vegeta . Così la bella statua del napoletano è diventata san Giorgio in persona , da portare ore e ore a spasso per la Città tributandole omaggio. Bisogna trasferire al vero martire questo amore passionale di riscatto . Tutti devono separare la statua e la legenda, dal soldato romano di 23 anni , martirizzato per non aver rinnegato Cristo , occorrerebbe un film . Come degli scolaretti di prima , molti dovranno apprendere l differenza tra la statua e il santo , senza identificarli nella stessa persona e venerare il santo , pregandolo di intercedere e proteggere e ausiliare la conversione.
Da ispettore privato a cattolico radicale.
Ne ha fatta di strada.
Non scrive niente ma lo scrive magnificamente
Da a ? Per fortuna il commento sopra è di ..? Grazie comunque caro Silvio, Giulio , anonimo , anonimus , Vincenzo sempre da = da mai da a a . Io purtroppo caro nz’ulo sono pessimista , molto pessimista , il suo breve ” eco” ai miei commenti mi da la conferma di quanto e come sono considerati , la ringrazio perché lei per me rappresenta il lettore medio , sempre a ragione del mio pessimismo , la cartina a tornasole… grazie , mi servirà a ricalibrare i miei commenti , purtroppo ci provo dai tempi di babbo natale 🎅 🤶 non esiste , quando lei si firmava nzulu e io teo logo , ma ho visto che ancora nessuno mi comprende e che non scrivo nulla per il lettore medio.
ho la scuola della prima , mi trovo nel fiume imminio con le vacche , a 600 metri ponte Costanzo , mi gratto per rogna le vacche come me , i
testi colioni e grido , ohuhoooo!!!! Le chiamo, da poco tempo il telefono portabile sempre con me , non ho capito quello che state scrivendo , ma se dovessero aggiustare la statua di Modica le prestassero quella di ragusa ? Non fosse sempre la festa di san giogge questo vorrei dire a voiattre
Il problema carissimo non è la cartina di tornasole, ma quello che mette dentro la cartina. Se fuma.
Lei deve sapere che la media eleva il minimo ed abbassa il massimo, pertanto di norma anche lei rientra nella media da qualunque punto parta.
Se lei presume che non sia così si crei un club di massimi.
Alfio dice delle cose ovvie , ovviamente ovvie , ovvissime , riguardo la media che lo capisce , perché non dovrebbe. Mi da occasione di specificare che io non fumo 🚬 e odio le sigarette. Ma guardi io non devo fare un club , mi bastano quelli che sicuramente comprendono le mie cose ovvie , forse meno ovvie delle sue . Se lei non comprende non significa che tutti non comprendono , ma un gruppo , una classe , una categoria , ebbene proprio quelli che non devono inutilmente comprendere quello che scrivo . Però ha una bella presunzione a considerare vera follia la scrittura che lei non comprende , così dimostra di ergersi lei tra i pesi massimi dei commentatori.
Forse è il caso di chiarire la definizione di ovvio.
– Definisce qualcosa di evidente, palese o scontato, che si comprende immediatamente senza bisogno di spiegazioni.
Pertanto se io non comprendo potrebbe essere che lei non scrive cose ovvie.
Infine se lei si rivolge ad un gruppo, una classe, una categoria e ritiene questo il luogo adatto, faccia pure.
Spero di aver detto cose ovvie.
Alfio, la media non eleva il minimo e non abbassa il massimo. Semmai sono i due valori a determinare la media.
Effettivamente, non dice cose ovvie…
Si , ovviamente, vedo che ha compreso, mi sorprende ovvio . Non devo ricordarle , che qui scrivono : Cannizzaro, Faletti , Ruzza , Pisana e commentatori come Spinello , Gino e Paoli , ma anche lepre nella luna e lettura 185 , anche lei , questo è palese e il suo amo Modica.
Lei Signor Paolo ha ragione.
Ma nel dialogo, intendevo io, il minimo si deve sforzare a raggiungere una media ed il massimo deve fare altrettanto per essere quantomeno ascoltato.
Ispettore, le persone da lei nominate riesco a capirle. Tutte. Lei no. Purtroppo.
☹️🙂
@ Allevatore , se le vacche sono infestate di acari della rogna hai l ‘obbligo di disinfettarle . Me ne ero accorto , essendo cacciatore e avendo fatto molte escursioni e sopralluoghi nella zona della sorgente. Se non provvedi subito , neanche san pancrazio ti aiuterà.
Dalle notizie correlate alla recente festa di San Giorgio emergono parole sulle quali è difficile non soffermarsi e inevitabile riflettere.
Padrone di casa: Nel contesto di un’assemblea di credenti, credo che la definizione di “padrone di casa” non abbia dimora, diversamente dall’avere autorità, che è farsi carico di responsabilità, attraverso il servizio e la dedizione. Penso che il ruolo del Pastore di una Diocesi rientri nel secondo caso, in netta contrapposizione al primo.
Orgoglio identitario: Se si fa memoria di un Santo Patrono attraverso l’orgoglio identitario di una comunità, religiosa e civile, ci si appropria “indebitamente” ed in modo esclusivo del tributo di devozione, indubbiamente universale e libero.
Folklore: Il folklore caratterizza particolarmente alcune feste patronali e, per certi versi, “snatura” la fede. La “focosità” di gruppi di devoti, poi, non è una novità ma radicata consuetudine che, nel tempo, la tacita tolleranza delle autorità religiose ha contribuito a consolidare; anche quando – un po’ di maturità in più ce lo risparmia fortunatamente oggi – degenerava in animose rivalità.
Processione/Corteo: La processione per le vie cittadine, pur accompagnata da orazioni sociali e preghiere di rito, non può non manifestare, tra difficile raccoglimento e più o meno concitata festosità dei partecipanti, il contrasto tra l’intimità spirituale e l’esteriorizzazione collettiva, spesso esagerata, di una credenza. Quanto alla durata dei festeggiamenti, di cui si lamenta il protrarsi fino a tarda ora, se l’evento può trovare giustificazione nella corrispondenza temporale della ricorrenza con il martirologio romano, in occasione o in prossimità della cadenza annuale, è di difficile spiegazione liturgica, anche per altre feste religiose dentro e fuori diocesi, l’organizzazione – e l’autorizzazione – di una replica dell’evento nella giornata della festa o nel corso dell’anno.
Tuttavia, la pietà popolare esprime vitalità religiosa e pur discostandosi inevitabilmente dalla liturgia materializza il bisogno profondamente umano del trascendente. La ragione per cui l’espressione avvenga, ahinoi spesso, in modo inadeguato, cioè grevemente e non con composta leggiadrìa, sta, forse, nel fatto che l’uomo, in determinate circostanze, non ridimensiona mai abbastanza la sua natura istintuale, benché forte della razionalità e sebbene proiettato verso il divino.
Sacro: Riguardo al concetto di sacro, a parer mio, è opportuno guardare al senso che gli si attribuisce. Sacra è la devozione che crea un legame spirituale con un testimone della fede, la cui grandezza consiste nella totale e salvifica adesione alla fede stessa. In senso materiale, sacro è il Tempio che si eleva verso il cielo – supposta dimora della divinità – dall’ininterrotto effetto ascensionale della scalinata. Frutto di sinergia intellettuale, manuale e, per forza di cose, finanziaria, l’opera architettonica è idealmente tesa al suo destinatario: l’Altissimo, ed è espressa con una magnificenza che trae ispirazione dalla fede e che la capacità umana realizza. Se sacri sono la devozione e il luogo dove questa si manifesta materialmente, il folklore non può non mantenersi nel suo consono àmbito, saldo nelle radici religiose e sociali, rifuggendo dalle astrazioni che riducono un atto di fede ad esteriorità allegorica. Credo che solo dalla consapevolezza del “sacro” possa scaturire l’armonia necessaria a tradizioni religiose profondamente sentite.