Modica, il dissesto non è solo contabile: “Serve un salto di qualità nel metodo di governo”

Una lettera aperta scuote Palazzo San Domenico e le forze politiche: l'appello della società civile per una "verità amministrativa" e nuove regole che vincolino anche le classi dirigenti mediocri
Tempo di lettura: 2 minuti

MODICA, 25 Gennaio 2026 – Il dissesto finanziario di Modica non è solo una cifra in rosso nei bilanci, ma lo specchio di una “crisi del metodo” con cui la città pensa e amministra se stessa. È questo il cuore del duro intervento di Carmelo Modica (foto), già consigliere comunale, che da cittadino che scrive a nome della società civile, in una lettera aperta indirizzata al Sindaco Maria Monisteri, alla Giunta e al Partito Democratico.

Se da un lato al Sindaco viene riconosciuto il merito di aver ufficializzato una condizione strutturale ormai evidente, dall’altro la critica è netta: “la gestione del dissesto non può restare una pratica “tecnica” o “quasi notarile”. Secondo Modica, affrontare il crac come una semplice parentesi da chiudere in fretta è un errore. La richiesta è quella di avviare una “fase pubblica di verità amministrativa”, rendendo i dati sui debiti accessibili e distinguendo chiaramente tra debito accertato e potenziale.

L’attacco non risparmia il Partito Democratico e le minoranze consiliari. Modica contesta un’opposizione che si attarda su narrazioni moralistiche — come il presunto “pactum sceleris” — invece di concentrarsi sulla verifica dei processi e sulla proposta. L’invito è a superare la logica della pura contrapposizione, che storicamente ha prodotto solo “sconfitte e sterilità”, per restituire al Consiglio Comunale il ruolo di luogo di “governo diffuso”.

La domanda centrale posta dalla società civile è metodologica: cosa si sta facendo per impedire che le cause del dissesto si riproducano domani?. Le soluzioni proposte non si affidano alla buona volontà dei singoli, ma a regole rigide: trasparenza totale (rendere i dati finanziari leggibili per tutti i cittadini), meccanismi di vincolo (introdurre regolamenti che costringano anche un’amministrazione “mediocre” a comportamenti corretti), controlli preventivi (rafforzamento delle istruttorie obbligatorie e valutazione ex ante delle decisioni di spesa).

Il rischio, conclude la lettera, è che il dissesto venga chiuso solo formalmente, lasciando però intatta una cultura politica pronta a generarne un secondo. Il risanamento di Modica non può essere una narrazione, ma deve diventare una conseguenza inevitabile di nuovi dispositivi di buon governo.

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25 commenti su “Modica, il dissesto non è solo contabile: “Serve un salto di qualità nel metodo di governo””

  1. La critica dell’ex consigliere comunale Modica è perfetta e condivisibile, tuttavia, il tutto è reso rid8colo dal fatto chevsi rivolge al PD.
    Ora, posso capire le sue antipatie personali, posso capire che Modica non abbia opposizione, posso capire tutto, ma, nella sua dichiarazione omette lecresponsabilità di Abbate.
    Detto questo, signor Modica, non perdo tempo ulteroore inutilmente.
    Modica deve essere riformata totalmente ed i dimosauri, che sono semplici vecchi cagnolini che abbaiano devono estinguersi.
    Buona domenica

  2. A Modica i problemi saranno risolti immediatamente se va la sinistra a palazzo San Domenico. Ma i cittadini sono scemi perché non votano la sinistra.

  3. Mancano gli uomini e le donne con valori umani ( morali e culturali ) e competenze ( problem solving ) oltre alle capacita intellettive…

  4. Modica nel passato ha avuto una classe politica molto particolare, a differenza di tante altre città, a Modica i politici per la rielezione hanno puntato sui i voti degli assunti al comune e delle loro famiglie, per questo motivo hanno infilato al comune il doppio dei dipendenti comunali, non c’era neanche dove metterli , si sono dovuti affittare altri immobili per collogare questa moltitudine di impiegati , in tutta la città c’erano uffici comunali.
    Naturalmente questo esercito ha fagogitato tutte le risorse del comune , prima si andava avanti con il ripiano a carico dello stato , quindi il problema non c’era, quando lo stato ha mollato i comuni mettendo tasse locali per il finanziamento dei comuni , il bilancio del comune è andato in rosso fisso , il problema non era risolvibile, non si potevano licenziare gli impiegati in più. Allora si è andati avanti a far debito , si è continuato a spendere anche con il rosso, nel periodo del settecentenario dell contea di Modica le spese sono lievitate , qualcuno si è inventato la Multiservizi , per caricare sul comune altri 100 dipendenti in forma indiretta .
    Abbate ha puntato sul rilancio della città, sul turismo , tanto è stato fatto , senza covid e guerra in Ucraina ce l’avrebbe fatta , a volte la sfortuna distrugge anche i progetti più buoni .
    Oggi criticare l’operato della Monisteri è solo esercizio di propaganda, visto la gestione del dissesto , la rimessa in moto efficiente, della riscossione dei tributi correnti e la riscossione dei tributi evasi negli ultimi anni, che hanno portato in buona sostanza al dissesto.
    Ma nel frattempo ha creato un tesoretto di 10 milioni di euro , e la città non è stata privata del programma folcloristico, dell’intrattenimento, delle manifestazioni musicali e simili , obbligatorie nei confronti dei turisti che scelgono la nostra città per le Vacanze, SIAMO UNA CITTÀ TURISTICA.

  5. Veramente dice?
    E questo sarebbe un doveroso intervento che, tra l’altro, chiama in causa il PD, partito che non è praticamente esistito né durante le due precedenti amministrazioni Abbate né in quella attuale della Monisteri?
    E, per di più, come giustamente osserva il caro Gino, non vi è alcun riferimento a Ignazio Abbate, già sindaco per ben dieci anni.
    Mi permetta allora, signor Carmelo Modica (quello della foto): ci sfugge forse qualcosa?
    Quando parla di una “crisi del metodo”, cosa intende esattamente? Forse il metodo, ben noto a Modica, di spendere senza misura, senza tener conto del debito che progressivamente si accumula, privilegiando spese frivole e certamente non strutturali?
    Un dubbio, a questo punto, sorge spontaneo… non è che lei stia cercando visibilità in vista di una possibile candidatura a sindaco?
    Vede, noi persone libere saremmo anche disponibili a sostenerla; tuttavia, le omissioni che emergono dal suo articolo, in qualche modo, non giocano a suo favore.
    Noi (io, per intenderci, mi conceda un plurale maiestatis ironico) non abbiamo ideologie da difendere: ci basiamo sui fatti e sulla capacità di leggere la realtà.
    La sua mancata menzione di Abbate, infatti, offre a chi vuole osservare con attenzione una chiave di lettura precisa: una lettura che appare di parte, e di una parte che ha già dimostrato tutti i propri limiti e la propria scadenza, mi permetta.
    La saluto cordialmente e resto in attesa di una sua eventuale replica.

  6. Caro Gino, dal gennaio dell’anno scorso, ho scritto 15 corposi articoli ed alcuni post sulla mia bacheca FB. Questa lettera aperta vuole andare oltre le responsabilità sul dissesto finanziario che io ho sempre attribuito ad una mediocrità politica dell’intera classe politica che si è alternata al governo ed all’opposizione da sempre. Ero consigliere comunale (1985) quando il Comune pagava gli stipendi in ritardo e quando Sip ed enel gli interrompeva la erogazione dei rispettivi servizi perchè non pagava.
    Per saperne di più basta leggere i libri di Domenico Pisana ma anche il mio Storia nascosta o quel bellissimo Manifesto attaccato sui muri di Modica a firma del gruppo Terzo occhio

    E’ il Comun senza denari
    perché un branco di somari
    a chi il conto gli ha pagato
    al poter venne insediato.
    Alla sedia ognun s’attacca qual che sia la sua casacca.
    La gabbana che lui porta molto spesso la rivolta
    per avere il gran piacere di restar dove ha il sedere
    e mollar la sedia buona per andarsene in poltrona.
    Il suo pubblico è un affare che gli serve per campare
    e il privato è naturale che sia tutto il capitale
    che raccoglie per spartirlo con chi serve per servirlo.
    Sol se il popolo sapesse farsi i conti per davvero
    e dai fatti poi scegliesse il più onesto e il più sincero
    il Comune non sarebbe delle bande prigioniero
    e le casse non avrebbe trasformate in buco nero.

    LITIGANO PER I SOLDI E SON GLI STESSI
    CHE CI CREDONO TUTTI SORDI E PURE FESSI
    (Gruppo terzo occhio novembre 2006)

    Ritengo che bisogna andare oltre e trovare il modo di trovare il modo di far diventare il dissesto l’occasione per rifondare il buon governo che finora è stato sempre invocato nelle campagne elettorali e mai realizzato da nessuno senza eccezione alcuna.
    Buona giornata anche a lei

  7. Quindi, lei pensa che il 1985 sia stato un anno determinante per l’attuale condizione; stiamo parlando di oltre quarant’anni addietro, per intenderci. Ma negli anni successivi? La sindacatura di Torchi non ha avuto impatto? L’epoca di Buscema e della responsabilità, del tentativo di risanare il debito, allora pari a 60 milioni di euro, non la considera? E infine, l’epoca delle vacche grasse a debito di Abbate non conta?

    «Una mediocrità politica dell’intera classe politica che si è alternata al governo e all’opposizione da sempre»,

    lei mi scrive? E quindi tutti uguali e corresponsabili?
    No, signor Modica: le cose sono andate diversamente. Sarebbe uno schiaffo alla logica, al buon senso e alla matematica, e infine anche agli atti presenti in Comune, sempre che non siano stati occultati.
    Lei vuole sfilare il decennio passato e il disastro causato in questo ultimo decennio, mettendo sullo stesso piano le amministrazioni Abbate con due o tre consiglieri di opposizione completamente ininfluenti, rei solo del bassissimo volume della loro voce.
    È possibile che, in un deserto della ragione, tutto passi liscio; ma la verità è un’altra.

  8. @Ciccio
    i pobblemi non saranno risolti perchè pobblemi a Motica non ce ne sono, la destra resterà sempre al comando 😂 e se la sinnistra andrà al governo Motica non sarebbe più Motica, e noi la vogliamo così e com’è.
    Un altissimo livello di gente oggogliosa e sperta! 🤣😁

  9. @Redazione
    È piacevole leggere commenti e confronti di spessore nel vostro blog, spesso ci troviamo a leggere commenti non condivisibili, commenti di gente che è impegnata nella risoluzione di problemi personali che si manifestano con una sorta di sfascismo distruttivo contro gli altri.
    Proporre e dimostrare cambiamenti che potrebbero cambiare le sorti della nostra Modica è importante per Modica.
    Grazie quindi al signor Modica, a zio Pietro, a Gino (naturalmente quello di buon senso e non quello degli insulti facili e teatro), a Ciccio e tanti altri di buona volontà.
    Grazie

  10. Voglio rassicurare “zio Pietro” che io sono dello stesso parere di Napoleone che organizzò le sue armate secondo il concetto di generali giovanissimi ed ufficiali superiori ed inferiori più attempati. Dai primi voleva trarre le genialità e la voglia di andare oltre l’ostacolo e dagli ufficiali più attempati il senno, l’esperienza, la prudenza. Ed è questo che, al limite io potrei fare visto che il mese prossimo compio 81 anni.
    Ma è il ruolo che io mi sono assegnato da un po di tempo a questa parte, infatti, per il caso in esame del dissesto dal gennaio dell’anno scorso ho scritto 15 articoli, nel silenzio totale degli altri, che sono un’anticipazione di un libretto che pubblicherò con il titolo ““Modica: il dissesto come occasione”, spero entro due mesi e che avrò il piacere di donare agli intervenuti in questo cordiale incontro quando lo presenterò al pubblico. Negli articoli ho già anticipato il mio pensiero che risponde a tutte le domande qui espresse, nel libro saranno più meditate ed organiche.

  11. I comunisti a Modica ,
    Perché sono in via di estinzione??
    Perché oltre che insultare i Modicani altro non fanno.
    Essendo incapaci di governare non possono spiegare , o dimostrare come si governa bene .
    Allora sputano su tutti con la loro proverbiale cattiveria.
    Abbate senza il disastro causato dal covid
    Senza la catastrofe finanziaria causata dalla guerra in Ucraina.
    Avrebbe portato il comune in linea di galleggiamento malgrado l’enorme debito ereditato,
    Successivamente Avrebbe rilanciato Modica verso uno sviluppo ottimo grazie alla vivace economia modicana guidata da tanti bravissimi imprenditori .
    Comunque ai Modicani va bene la Monisteri che sta guidando Modica fuori dal guado con un’efficiente amministrazione.
    Naturalmente non può far cessare il latrare dei contrari , che auspicano il disastro per i loro fini .

  12. Ho letto con attenzione il vostro intervento e ringrazio il signor Carmelo Modica per il libretto che si appresta a presentare, e che avremo modo di leggere a breve.
    Vi è tuttavia un punto che vorrei comprendere con semplicità e chiarezza: nel suo ragionamento compare oppure no la figura dell’ex Sindaco? A suo avviso, esiste un collegamento, diretto o indiretto, con il dissesto, oppure no? Su questo, credo sia utile una presa di posizione netta.
    Senza voler anticipare o “spoilerare” i contenuti del libretto, immagino che vi saranno indicati i soggetti che lei ritiene responsabili, così da delineare il quadro di riferimento e il pensiero che dovrebbe poi convergere verso un’opportunità per Modica. Se possibile, un accenno in tal senso potrebbe già essere chiarificatore.

  13. Anche io scriverò presto un libro, per far capire gli errori fatti da chi è stato all’ opposizione, e di chi è stato al potere.
    Dal titolo: Le panzane del bue e l’asinello. Ciccio e Saru

  14. Condivido in toto l articolo opinione ddel sig. Modica…..serve una classe dirigente politica di esperienza per un periodo difficilissimo come questo del dissesto, oggi in quello che si vede sia in consiglio che in amminiatrazione tutto piatto solo foro social e sorrisi forzati……..subito al voto.

  15. @Ciccio, tranquillo Ignazio non si tocca… il terzo occhio se la prendeva principalmente con i Minardo, ma in ogni caso il cuore era sempre a destra, quindi era di fatto un regolamento di conti all’interno del centro destra, e nessuno le risponderà citando Abbate.
    Il fatto che le raccontano che sono contro la “mediocrità politica dell’intera classe politica che si è alternata al governo ed all’opposizione da sempre” considerato che tutta stà sinistra a Modica non è mai di fatto esistita, significa che i mandanti sono sicuramente di destra, anzi di una delle tante sfumature della destra modicana.
    Ma comunque, credo che Forza Italia abbia già preso il sopravvento a Modica, e non ci sarà spazio per Ignazio, qualcuno lo ha già capito, qualcuno lo capirà a breve.
    Io direi che i generali Abbatiani sono andati via , certo che qualcuno ancora aspetta che possa risorgere, mentre gli ufficiali inferiori e superiori sono agli ordini di Saro… il vero Saro e non io… e non ci sarà altro.
    Il signor Modica invece, punta contro il PD, ma non gli risponde nessuno, anche perchè il PD non c’è più da tempo memorabile, ma si sà, se non hai un nemico te lo crei e spari, spari “e fai scrusciu”.
    Sig Modica, a Modica non esiste la sinistra, la poca che “è costretta” ad esistere, è insignificante e lei lo sa bene.
    Buona sera

  16. Ringrazio quanti sono intervenuti nel dibattito, anche con posizioni critiche, perché confermano quanto il tema del dissesto e delle sue cause sia ancora vissuto con partecipazione e, talvolta, con comprensibile tensione emotiva.
    La lettera aperta da cui è nato questo confronto non aveva, né ha, l’obiettivo di stilare classifiche di responsabilità personali o di riaprire contese politiche del passato. Su questi aspetti ho già espresso, nel corso degli anni, valutazioni articolate e documentate, facilmente reperibili. In questa occasione ho volutamente scelto di porre una questione diversa, che considero oggi più urgente: il metodo con cui la città ha pensato e governato se stessa nel tempo.
    Il dissesto finanziario non è soltanto il risultato di singole decisioni sbagliate o di una stagione politica piuttosto che di un’altra. È l’esito di un sistema di governo che, per decenni, ha prodotto scelte prive di continuità, di memoria e di strumenti di verifica, indipendentemente dalle maggioranze che si sono succedute. Continuare a ridurre il problema a una disputa tra nomi, sigle o schieramenti rischia di lasciare intatte le condizioni che hanno reso possibile il dissesto stesso.
    Per questo ho parlato di “crisi del metodo” e di necessità di una fase pubblica di verità amministrativa. Senza regole chiare, senza dati accessibili, senza meccanismi che vincolino anche classi dirigenti mediocri a comportamenti corretti, ogni discussione sulle responsabilità rischia di essere sterile, perché non incide sul futuro.
    Non ho ambizioni elettorali né intenzione di propormi come soluzione personale. Il ruolo che mi sono assegnato è quello di cittadino che prova a contribuire, con studio e riflessione, a un dibattito più serio e meno urlato. Il libretto che ho annunciato va esattamente in questa direzione: non un atto di accusa, ma una proposta di metodo per evitare che gli errori del passato si ripetano.
    Chi vorrà discuterne nel merito sarà il benvenuto. Agli altri auguro comunque buon lavoro, perché il risanamento di Modica, se mai avverrà, non potrà essere il successo di qualcuno contro qualcun altro, ma il risultato di un cambiamento profondo nel modo di governare la città.

  17. Eh già!
    E pronto il prossimo candidato a sindaco ( u Gioggiu ri turnu ), soggetto noto vicino a Saru, per rottamare la M.Monisteri e far fuori i lanzachinecchi di Gnaziu..
    Il percorso, giudiziario, farà inciampare il “cerchio magico” del mefistofelico…cosi come accadde con la “Modica Bene”…
    Cicciu fa nu favuri a Saru, e Gnaziu cu tutti i so cumpari passanu guai niuri…

  18. @Carmelo Modica
    La verità amministrativa, perché dovrebbe essere occultata? Lei fa riferimento alle amministrazioni che si sono succedute nel tempo, ma potremmo tranquillamente risalire al secolo scorso: perché non analizzare ciò che è accaduto dall’inizio del secolo a oggi? Che relazione ha il 1985 con la situazione attuale?
    I cambiamenti amministrativi intervenuti dall’epoca di Torchi in poi sono proprio quelli che hanno determinato l’attuale e grave crisi amministrativa, sfociata nel dissesto. Perché non menzionare l’oggi? Eppure, quasi tutti gli attori presenti oggi in Consiglio comunale o sono gli stessi di allora (come nel caso di Nigro) oppure ne sono figli diretti. Per non parlare che tutto è sotto la bandiera di una rinnovata Democrazia Cristiana, che non ha niente di nuovo rispetto alla precedente, con Cuffaro, e sul quale non spendo nessuna parola, troppo scontato non rendersene conto (oggi è in corso la metamorfosi… oops, i cambiamenti gattopardiani per intenderci).
    L’incapacità totale è sotto gli occhi di tutti, quotidianamente.
    Un Comune privo di risorse economiche e di personale ha di fatto cancellato ogni possibilità di ripristino di servizi ormai scomparsi. Eppure il cosiddetto “metodo abbatiano” continua a persistere: spese effettuate senza coperture, accumulando debiti come se non ci fosse un domani. La cosa più assurda è che si tratta spesso di interventi assolutamente inutili, se non dal punto di vista dell’immagine sociale e propagandistica.
    Questo è un metodo che stride con la realtà: non esiste alcun rigore, si è completamente votati al fumo.
    La ringrazio comunque per le sue riflessioni, pur non condividendole pienamente. Spero di poter leggere altri suoi articoli e commenti: ci sarà certamente modo di confrontarci ancora.

    * ci sono commenti falsi con il mio stesso nick, ma ciò non è importante, per me valgono i concetti e le idee.

  19. Il dissesto finanziario non è soltanto il risultato di singole decisioni sbagliate; è, piuttosto, l’esito di un sistema di governo che si è adattato a una cittadinanza godereccia, affamata di elementi frivoli. Una cittadinanza che mal sopportava il clima di rigore e di risparmio dell’amministrazione Buscema e che, al contrario, si è mostrata soddisfatta delle politiche spendaccione delle amministrazioni successive.
    Il sistema di governo tende ad adagiarsi sulle richieste dei cittadini che votano: se i cittadini sono modicani, la risposta amministrativa assume inevitabilmente determinate caratteristiche. Questo vale anche per il pagamento dei tributi, che a Modica, in qualche modo, finiscono per essere sostenuti solo da pochi.
    Mi auguro che il sig. Modica sia consapevole di questa realtà e che chiunque si appresti ad amministrare Modica, che sia generale, ufficiale superiore o inferiore, debba necessariamente confrontarsi con questa logica: offrire solo cose belle e divertenti, festini e intrattenimenti, fino a trasformare Modica nel “paese dei balocchi”, salvo poi sottrarsi al pagamento dei tributi, avvelenando la vita di quei pochi che invece li versano correttamente.
    Un nuovo sistema di governo, corretto e responsabile, sia esso di destra o di sinistra, dovrà fare i conti con questa mentalità per poter nascere e, soprattutto, sopravvivere.
    L’amministrazione Buscema apparteneva a questa tipologia: quella del rigore.
    Questo modello di governo a Modica è stato disprezzato, se non altro perché quella vittoria elettorale del centrosinistra fu possibile solo a causa delle profonde “guerre” interne che allora attraversavano il centrodestra.
    Questo è il mio punto di vista, sig. Modica. Secondo lei, quale dovrebbe essere la linea d’azione che i suoi “generali”, ovvero coloro che lei propone ai vertici dell’amministrazione, dovrebbero adottare?

  20. Modica e lo specchio dell’Italia. È sempre andata così in Italia, in tutta Italia, solo che adesso le menzogne sono venute a galla.
    Presto o tardi la verità presenta il conto.
    Finiti i picciuli, è venuta a galla la verità.
    E di verità a galla ne verranno tante.

  21. Ciccio
    Ma questa tua analisi sui modicani su che cosa la pianti .
    Che prove hai che sia minimamente esatta
    I Modicani potrebbero tranquillamente prenderti a calcio in culo , e non sono pappette come te .
    Buscema non aveva rigore ,Buscema aveva solo immobilismo assai dannoso ,tante è vero che Modica stava sprofondando nell’incuria più totale.
    Massimo rispetto per il cittadino Buscema, per l’uomo ,per la persona per bene che è, a cui auguro sempre il meglio , con la vicinanza del Signore che può alleviare qualsiasi cosa .
    Ma non si può governare una città grande come Modica , non facendo niente per risparmiare gli spiccioli , e perdendo introiti importanti per la città è per i cittadini.
    Tanto è vero che , la Monisteri mantenendo alto il valore della città è riuscita ad accumulare un discreto tesoretto che sarà utile per affrontare le sfide future di una Modica , libera dal pesante fardello del debito , adesso faremo vedere chi siamo veramente i Modicani , adesso che abbiamo una guida capace ,seria,efficiente,
    Voi piccoli roditori continuate a rosicare .

  22. Vorrei concludere rimandando a quando presenterò il mio lavoro dove zio Pietro constaterà che non ho occultato la verità amministrativa ma ho svelato quella che un mantra tentava di nascondere. Per il momento mi limito a dire a Ciccio” che non vedo “generali” diversi da quelli che sono esistiti finora e con le logiche ben definite da “Terrorista” e “Saru” e tanto meno quadri intermedi giudiziosi ed assennati, fermo restando, quindi, che il problema non sono i generali ma una cultura perdente che ha occupato il potere e provocato il dissesto; cultura che può essere condizionata solo da un colpo di reni della “Società civile” tutta, e della cosiddetta classe culturale in primis attualmente impegnata a raccontarci tutto sui fasti della Contea e nulla su chi da quei fasti ha esibito solo il blasone per rovinare, nei fatti, la Modica del 2000; a sublimarci con letture di poesie non accorgendosi che nel frattempo il Potere ci sottrae il portafogli dalla tasca.
    E’ questa la condizione incapacitante ovvero il pensiero che oltre la politica così come si è manifestata con noiosa costanza non esista altro: non la “Società civile”, non il disincanto o metodi di aggregazione diversi dai partiti e dalle elezioni. Non esiste la possibilità di condizionare virtuosamente la politica con la qualità della proposta. Non esiste la realtà e, quindi, la durezza di un potere forte non disposto a cedere e che è forte quanto la nostra incapacità a vedere oltre gli consente inducendo alla rassegnazione. E ciò è tanto vero che esiste solo il racconto della realtà senza che si intraveda nulla di operativo. Non esistono formule magiche. Buona giornata e grazie per la compagnia

  23. ” Cimabue fai una cosa e ne sbagli due !!!! “……” O che cagnara!!!!! Sbagliando si impara !!! “

  24. In qualche modo è quello che avevo già scritto: “il problema non sono i generali ma una cultura perdente che ha occupato il potere e provocato il dissesto”.
    Ripeto:
    Il sistema di governo tende ad adagiarsi sulle richieste dei cittadini che votano: se i cittadini sono modicani, la risposta amministrativa assume inevitabilmente determinate caratteristiche. Questo vale anche per il pagamento dei tributi, che a Modica, in qualche modo, finiscono per essere sostenuti solo da pochi.
    Quindi qualsiasi generale che contrasta questa “cultura, che per la verità è VINCENTE, Abbate e la Monisteri hanno vinto le competizioni elettorali con oltre il 70%, altro che perdente… è dominante, e chi si permetterà di andare in direzione contraria verrebbe asfaltato.

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