La tragica scomparsa di Roberto Pulino. La denuncia della moglie: «Si poteva salvare». Riceviamo

Tempo di lettura: 2 minuti

Egregio Direttore,
mi chiamo Maria Concetta Cappello, abito a Modica, e affido a queste righe un disperato grido di giustizia per la tragica perdita di mio marito, Roberto Pulino, deceduto all’età di 61 anni il 9 gennaio 2025 non per infarto e nemmeno, come ha ipotizzato qualcuno, per suicidio. Roberto era un uomo molto conosciuto in città: insieme alla nostra famiglia gestiva una delle trattorie storiche di Modica, “Sale e Pepe”, dopo aver partecipato anche al programma televisivo “4 Ristoranti” condotto da Alessandro Borghese. Oggi quell’attività la portiamo avanti io e mio figlio con il cuore a pezzi, ma sopraffatti da un senso di profonda ingiustizia.
Il calvario di mio marito è iniziato a causa di una catena di omissioni e superficialità mediche che gridano vendetta. Roberto soffriva di obesità, cardiopatia e diabete, ed era provato dallo stress lavorativo. Nel luglio 2023 era stato ricoverato per un’infezione urinaria, curata con la raccomandazione di effettuare controlli periodici. Da quel momento, però, è iniziato il baratro.
Il 29 agosto 2024, ritirando le analisi di controllo, abbiamo notato i leucociti alti, ma il medico curante ci ha liquidati dicendo che “se non ci sono disturbi va bene così”. A metà novembre sono insorti forti dolori addominali, che il 23 novembre si sono estesi al torace. Temendo un infarto lo abbiamo portato in ospedale: i controlli cardiologici sono risultati negativi, ma prima delle dimissioni ci è stato detto a voce che si trattava di una semplice gastrite. Poco dopo è iniziata una febbre persistente tra i 37 e i 37,5 gradi. Il medico curante si è limitato a prescrivere tachipirina, rifiutando ripetutamente di prescrivere le analisi cliniche. Abbiamo quindi fatto esaminare le urine a pagamento, riscontrando valori sballati e presenza di Candida, ma la dottoressa le ha ignorate etichettandole come “ok”. Nel suo studio, la dottoressa si è limitata a guardarlo in faccia, ha negato nuovamente gli esami, gli ha prescritto un antibiotico generico e gli ha iniettato il vaccino antinfluenzale. Terminato l’antibiotico, i sintomi sono riesplosi con febbre tra i 38 e i 39 gradi e dolori addominali acuti. Di fronte al persistere del muro di gomma del medico di base, ci siamo rivolti a pagamento a un urologo, il quale ha esclamato sbalordito: “Perché la dottoressa curante non gli ha prescritto le analisi?”, e ne ha ordinato immediatamente l’esecuzione.
Il 2 gennaio 2025, dopo aver cambiato medico curante, abbiamo ritirato i risultati: la PCR (Proteina C Reattiva) era a un livello allarmante di 301. Ci siamo precipitati in ospedale alle 14:00 mostrando il referto, ma Roberto è stato visitato solo verso le 21:00. È stato tenuto su una barella al pronto soccorso per circa 28 ore con la febbre alta. Quando abbiamo chiesto se ci fosse un posto per il ricovero, ci è stato risposto che non ce n’erano né subito né per i giorni o le settimane successive. Su consiglio del nuovo medico curante, per sottrarlo a una situazione insostenibile, lo abbiamo riportato a casa dopo che il 3 gennaio, alle 18:00, gli è stato iniettato un antibiotico in tutta fretta. Arrivato a casa, era bianco come il marmo e incapace di reggersi in piedi.
Il 6 gennaio la situazione è precipitata drasticamente: abbiamo chiamato il 118, che lo ha trasportato all’Ospedale Maggiore di Modica. Al terzo ingresso in pronto soccorso sono stati finalmente disposti esami approfonditi, tra cui una TAC total body che ha rivelato un’insufficienza renale, un’infezione alle vie urinarie e una cistifellea piena di pus. L’8 gennaio, a nostra insaputa, gli sono stati sospesi di colpo tutti i farmaci che assumeva, inclusa la fondamentale cardioaspirina. Questo stop improvviso ha scatenato gravi complicazioni e uno stato di forte confusione. La mattina del 9 gennaio mio marito era in coma. Nonostante le rassicurazioni degli infermieri sui parametri in miglioramento, la sera è sopraggiunta un’insufficienza respiratoria acuta con saturazione all’84% e febbre a 42°. Alle 23:15, nonostante i disperati tentativi di rianimazione, Roberto è deceduto.
Per noi gli errori ci sono stati, e sono stati troppi. Sono certa che se il medico curante avesse fatto il proprio dovere e se in ospedale non si fosse agito con tanta superficialità fin dal primo giorno, mio marito sarebbe ancora qui accanto a me.
Affido questo grido di dolore alle pagine del vostro giornale nella speranza che la giustizia, finora negata nei palazzi, possa almeno trovare spazio nella coscienza civile della nostra comunità.
Maria Concetta Cappello

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14 commenti su “La tragica scomparsa di Roberto Pulino. La denuncia della moglie: «Si poteva salvare». Riceviamo”

  1. Viggili e fraggili

    Tachipirina e vigile attesa per tutti.
    Un abbraccio alla signora e a quanti abbiamo perduto fisicamente i nostri cari.

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  2. Mio padre l’hanno ammazzato in una nota clinica della provincia….ora si ambisce a diventar primo cittadino…meglio cambiar mestiere ovvio.

  3. Sono come i preti, non per vocazione ma per professione.
    La superficialità unita alla negligenza porta a queste tragiche conseguenze.
    Professano per raccomandata non per meriti, la piaga più grande di questo circo chiamato Italia che non si lavora per meritocrazia, ma per raccomandazione.
    Com’è il motto? Al primo posto la salute dei cittadini. Per niente, solo recite per il popolo bue che ancora li ascolta.
    La Sanità ridotta in macerie da governi che non fanno gli interessi dei propri cittadini, ma del loro business.
    Questo non vale solo per la Sanità, ma per tutto il resto.
    Come dimenticare in tempo di pandeminkia quando invece di curare li lasciavano in vigile attesa
    La mia solidarietà e Un abbraccio alla famiglia che conosco personalmente.

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  4. Signora, mi dispiace tanto per la sua perdita e provo tanta rabbia leggendo la sua lettera.
    Si rivolga a un avvocato, se non l’ha già fatto, è la via migliore. Mi dispiace non poterla aiutare personalmente.

  5. Conoscevo personalmente Roberto (buonissimo) e tutta la famiglia.
    Mi spiace per quanto leggo e penso sia il caso di fare arrivare queste parole in Procura con l’aggiunta dei NOMI e COGNOMI delle persone che hanno studiato per salvare le persone e invece se ne sono e continuano a fregarsene.
    Sperando che la Giustizia ci sia, e anche veloce, senza il solito: “assolto perché il fatto non sussiste ” dopo decenni di processo!

  6. In Italia medici e magistrati che sbagliano con palese superficialità e in certi casi con strafottenza e anche se in modo reiterato, nessuno li condanna e nessuno li allontana dai posti che occupano. Anzi li premiano e fanno carriera. Poi magari sono quelli che ti consigliano tachipirina e vigile attesa salvando il mondo intero.
    Sig.ra Maria Concetta, suo marito tempo fa ha montato una protesta davanti al Comune, non è che qualcuno si è sentito in dovere di fargliela pagare? Approfondisca di più e non tralasci niente al caso. Si ricordi anche che alle coincidenza ci si deve credere poco.

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  7. Figuratevi che mi avevano dato per morto (in ospedale a Modica avevano detto ai miei parenti che potevano chiamare le onoranze funebri)e dopo tre giorni sono resuscitato. Sono ancora qui

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  8. Ho dimenticato, per il signor Vespa, come per il Papa la Sanità funziona però.
    Se al loro posto c’era un cittadino qualunque, la vista specialistica per la prognosi doveva aspettare il 2028, per l’intervento poi neanche a parlarne.
    Però il gregge invece di protestare davanti al Gemelli, applaudiva all’ arrivo del Papa🐑🐑🐑🐑
    Per fortuna c’è la Morte, la più Nobile che non si fa corrompere, uguale per tutti, Bello. Brutto, Ricco, o Povero, puoi essere pure il Papa, vali quanto un cittadino normale.
    Un applauso alla più Nobile, la Grande Mietitrice, la Morte.

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  9. Tonino Spinello il solito complottista! Ma lei è in grado di vivere serenamente in pace? Sono sicuro che lei ha il suo pronto soccorso personale, un medico di sua fiducia e una persona che assaggia prima di lei in caso di avvelenamento.

  10. La morte è una “livella” come diceva Totò, hai perfettamente ragione Gino.
    Abbiamo lo stesso nome e le stesse identiche idee, e sono contento di questo, ma la differenza sta solo nel fatto che tu parli solo di queste persone e poi insulti gli … del villaggio, gli indottrinati e magari poi li minacci, ma con i potenti ti cali le braghe, lo vediamo in ogni tuo commento.
    Ci racconti che tutti i politici sono tutti uguali, ma poi difendi Conte e tanti cialtroni come lui, anche se non te ne accorgi.
    I modi dicono più di quello che pensi caro omonimo Gino, ed i modi rappresentano ciò che ognuno di noi è.
    La morte è l’epilogo per tutti, non solo per i ricchi e potenti oltre ai poveri e deboli, ma anche per i “mafiosi” o per coloro che si ritengono tali, ma poi sotto sotto non ci sono affatto.

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