
Ragusa, 02 ottobre 2026 – Si terrà il 20 e 21 novembre a Ragusa, nel Palazzo della Provincia, la Conferenza Mediterranea COMEN, dedicata alla vulnerabilità del territorio, alla prevenzione dei rischi naturali e antropici, al monitoraggio e alla tutela del patrimonio culturale e ambientale.
L’iniziativa nasce con un forte respiro mediterraneo e propone la Sicilia sudorientale come area di confronto scientifico su alcune delle principali emergenze che interessano oggi il territorio: rischio sismico, dissesto idrogeologico, cambiamenti climatici, erosione costiera, innalzamento del livello del mare, criticità delle risorse idriche, inquinamento marino e rischi legati agli insediamenti industriali.
“Gli scenari di rischio elevato come i grandi terremoti, i cambiamenti climatici, le alluvioni, l’inquinamento marino, la vulnerabilità del patrimonio culturale e gli incidenti industriali sono punti chiave per un corretto governo del territorio in Sicilia sudorientale, dichiara Francesco Venerando Mantegna, Presidente della Conferenza Mediterranea-COMEN. E aggiunge: bisogna superare il torpore culturale e l’indifferenza per attuare modelli avanzati di monitoraggio e gestione. Sono questi i temi e le delicate questioni del seminario scientifico”.
La Conferenza vede il coinvolgimento della Regione Siciliana, Assessorato del Territorio e Ambiente con l’assessore regionale Giusy Savarino e il patrocinio dei Liberi Consorzi Comunali di Ragusa, Siracusa e Caltanissetta, del Comune di Ragusa, dell’Università di Messina, del Centro Internazionale Studi sul Barocco. Tra le autorità invitate figurano il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci e il prefetto Stefano Laporta, vicepresidente dell’Agenzia Europea dell’Ambiente che interverrà da remoto dalla sede EEA di Copenaghen.
Di particolare rilievo è il profilo scientifico della manifestazione, che riunirà scienziati e ricercatori di INGV, CNR e ISPRA, insieme a insigni docenti universitari come il prof. Emerito dell’Università di Padova Giuseppe Maschio, il prof. Nicola Casagli dell’Università di Firenze e Presidente dell’Istituto Nazionale di Oceanografia fisica e sperimentale, la dr.ssa Lidietta Giorno Dirigente di ricerca del CNR/Itm, rappresentanti della Protezione civile ed esperti locali come il geologo Rosario Ruggieri e l’agronomo Antonio Megna, impegnati nei diversi ambiti della prevenzione e del monitoraggio territoriale.
Il programma affronterà, tra gli altri temi, gli Osservatori Sismici Urbani, sotto la guida del Dirigente di ricerca INGV dr. Domenico Patané, in relazione al rischio dei grandi terremoti; sarà fatto il punto sulla frana di Niscemi, sugli scenari multirischio degli impianti industriali di Priolo-Augusta e Gela, l’intrusione salina negli acquiferi costieri e le conseguenze sull’agricoltura.
Ampio spazio sarà, poi, dedicato ai cambiamenti climatici, all’erosione costiera, all’innalzamento del livello del mare, alla desertificazione e alla contaminazione delle acque sotterranee, con contributi di docenti ed esperti di UNIME, INGV, ISPRA, in articolare il prof. Nanni Randazzo, i Dirigenti di ricerca INGV Massimo Chiapppini e Marco Anzidei. Tutti temi comuni, non solo nel sud Italia, ma anche nei paesi che si affacciano nel mediterraneo.
La tutela del patrimonio culturale della Sicilia sudorientale, con particolare riferimento alle città barocche del Val di Noto, costituirà un ulteriore asse del Seminario, che intende mettere in relazione ricerca scientifica, istituzioni e territorio, con gli autorevoli interventi del prof. Emerito Giuseppe Barone e della prof.ssa Lucia Trigilia dell’Università di Catania.
Al centro dei lavori, la proposta realizzazione a Ragusa del Centro Provinciale di Monitoraggio dei Rischi naturali e antropici, concepito con valenza regionale e già promosso dalla Presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa Maria Rita Annunziata Schembari, per integrare attività di monitoraggio sismico, ambientale, delle acque, dei suoli, delle coste e degli ecosistemi marini, sotto la guida del Tavolo tecnico scientifico presso lo stesso Ente pubblico provinciale.
Il Seminario della Conferenza Mediterranea COMEN sarà quindi un momento di confronto scientifico ai massimi livelli che, partendo da Ragusa e dalla Sicilia sudorientale, traguarda le sfide comuni dell’area mediterranea, con l’obiettivo di rafforzare conoscenza, prevenzione, monitoraggio e governo del territorio.



6 commenti su “Ragusa. Il 20 e 21 novembre la Conferenza Mediterranea Comen. Scienza, prevenzione e governo del territorio”
Capisco la moda attuale del cambiamento climatico, ma riesumare l’innalzamento dei mari, ormai in soffitta e mai accaduto, nonostante la “scienza” affermasse che oggi le città sulla costa sarebbero state sommerse….
Ma cos’è, si reitera per le nuove generazioni che non sanno nulla di quanto già si diceva mezzo secolo fa?
La colpa è delle scie chimiche.
È strano che sua Paolo, sia Spinello, sia il leggendario Gino dei caffè al bar, tutti esperti di Russia, vaccini e terre piatte 😂 non si sono espressi sulla IA.
Ma come è possibile?
Aspettiamo con ansia
Macco, non è attento, oppure ha memoria breve, altrimenti saprebbe che i commenti sono già stati fatti.
Se ha casa al mare, inizi il trasloco con i camion a pile però.
@Macco, probabilmente stanno ancora aspettando di capire da che parte tira il vento dell’opinione pubblica. Del resto, affrontare seriamente un argomento così importante richiederebbe un minimo di autonomia di giudizio, con il rischio, per loro non trascurabile, di arrivare persino a conclusioni corrette. 🤮
Loro, invece, sembrano avere una particolare predilezione per l’illogico e il fuori luogo. Appena Putin si pronuncerà, state tranquilli: arriverà puntuale anche la loro opinione, naturalmente perfettamente compatibile con quella appena espressa dal Cremlino. Ormai li conosciamo. Vero, Paolo?
X Maccu in compenso abbiamo te come stunatura reale