“Modica tra immobilismo e polemiche”: l’affondo durissimo del Comitato Centro Storico contro l’amministrazione

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MODICA, 01 Ottobre 2026 – Un atto d’accusa senza filtri, che fotografa una città immobile, ripiegata sulle proprie tensioni interne e clamorosamente distante dai reali bisogni dei cittadini. A firmarlo è Antonio Ruta, a nome del Comitato per il Centro Storico, che interviene con una denuncia per tracciare un bilancio impietoso dell’azione amministrativa e della gestione politica a Palazzo di San Domenico.

Al centro della prima stoccata c’è la recente e travagliata vicenda dei temporary store. Secondo il Comitato, il Consiglio comunale non ha mai realmente preso in carico le istanze avanzate dagli operatori e dai residenti, producendo un testo finale privo di efficacia: «Non si è riusciti nemmeno a produrre un vero Regolamento: l’elefante ha partorito un topolino. Il caso racconta uno scollamento ormai profondo tra chi siede a Palazzo San Domenico e chi vive ogni giorno i problemi della città. Gli eletti non interpretano più i bisogni dei cittadini. Esercitano il potere per il potere e raccontano sui social una realtà che non esiste».

Un’analisi che ricalca il malcontento già espresso in passato per l’esclusione dai tavoli decisionali, bollando il tanto sbandierato dialogo istituzionale come una mera facciata.

La critica si sposta poi sul terreno minato del dissesto finanziario e della gestione economica dell’ente: «Sul dissesto, la mano dura è sempre per i cittadini, chiamati a rimettere in sesto i conti. Le responsabilità politiche di chi ha contribuito al debito, anche tra gli attuali amministratori e consiglieri, finiscono invece sotto il tappeto. Per questo la Commissione d’inchiesta sul dissesto si è presto ridotta a una farsa».

Mentre i cittadini affrontano il peso economico della crisi, chi ha generato il buco di bilancio continuerebbe a godere di impunità politica, in un clima di ordinaria amministrazione celebrata dai vertici comunali come un successo ma dai risultati a dir poco modesti.

Ruta  affonda il colpo sul clima che si respira all’interno della maggioranza e dell’opposizione: «Il Palazzo di Città sembra la Versailles di Luigi XVI. Tra intrighi di corte e lotte intestine fra abbatiani e monisteriani, la Politica è sospesa. L’opposizione, dal canto suo, resta “a bordo fiume”, incapace di costruire un’alternativa credibile».

In questo scenario di stallo amministrativo – esemplificato ironicamente da vicende come la lunghissima attesa per il semaforo di Via San Giuliano o dall’inutilità dei tavoli tecnici – a pagare il prezzo più alto è la competitività del territorio. Mentre Modica si avvita nelle proprie beghe di corridoio, i centri vicini corrono: «Nel frattempo il Comune di Ragusa ha avviato un ambizioso progetto per incentivare gli investimenti delle attività commerciali nel centro storico. È solo una delle tante partite in cui Ragusa continua a correrci davanti».

L’affondo finale si chiude con un’amara e provocatoria riscrittura di un celebre adagio popolare, a suggellare la distanza siderale tra le ambizioni della Contea e la realtà dei fatti: «Parafrasando, sia pure amaramente, quel famoso detto locale: Ragusa comincia, e Modica…».

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1 commento su ““Modica tra immobilismo e polemiche”: l’affondo durissimo del Comitato Centro Storico contro l’amministrazione”

  1. Alfonso Panzetta

    Quindi lei avvocato Ruta, il dolciere Ruta e la signora Ficili siete un partito in contrapposizioni con l’attuale amministrazione ed il vostro programma prevede no igp ma solo cioccolato buono che diventa buonissoml solo se prodotto al centro storico e manifestazioni culturali finanziati con soldi pubblici ma solo se sotto la direzione unica della libreria? Corretto?

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