
L’aereo di Stato “Wing of Zion” con a bordo Bibi Netanyahu è atterrato ieri allo Stewart International Airport di Newburgh, a cento chilometri da New York, dopo aver evitato l’Irlanda, in Europa il Paese più antisraeliano. Isolato a livello internazionale, colpito da un mandato di cattura internazionale per presunti crimini di guerra, paragonato a Hitler, oggi rivalutato da frange della sinistra radicale che si dichiarano antisemite — un paradosso ideologico— non c’era nessuno ad accogliere il primo ministro israeliano. Sei ore a New York senza incontrare Trump, che invece ha riservato tutti gli onori a Xi Jinping, e ha lasciato che il presidente Pezeshkian se ne andasse a passeggio incontestato. Le condanne a morte in Iran non emozionano. Il sindaco di New York, l’islamico Mamdani, la cui moglie mise un like sotto la notizia del pogrom del 7 ottobre, non è riuscito ad arrestarlo: non per un problema di sicurezza, ma perché non era in suo potere farlo. Ha optato per una manifestazione. Una di quelle con cartelloni e slogan dove la fantasia ha fatto forfait. Vip famosi, tutti impegnati nello show anti-Bibi. Il palestinismo ha conquistato lo star system mondiale. Una sceneggiata che non aveva nulla da invidiare alle sceneggiate sorelle che si svolgono nella nostra Europa dei diritti e delle libertà. A nessun capo di Stato è mai stato riservato un simile trattamento. Neanche ai dittatori più cinici e spietati: certi dittatori africani, forse solo Idi Amin Dada, il dittatore dell’Uganda degli anni Settanta, responsabile della morte di centinaia di migliaia di persone nel suo Paese. Forse Gheddafi, nel 2009, quando all’Onu tenne un discorso chilometrico e strappò una copia della Carta delle Nazioni Unite — aveva capito tutto — in un’aula parzialmente svuotata dal dissenso delle diplomazie occidentali. Di occidentale, oggi, c’è solo il punto dove tramonta il sole. Il fenomeno del walkout coordinato, preceduto dai fischi, non ha però impedito a Bibi di tenere il suo discorso. «Cari dell’Onu, sapete cosa farebbe un missile balistico su questa sede?», ha detto all’Assemblea generale. «Contro di noi ne hanno lanciati più di mille. I giorni in cui gli ebrei marciano verso la morte sono finiti». È la frase che più di ogni altra definisce i limiti dell’azione israeliana per la propria difesa e, insieme, i limiti stabiliti da Israele per chi dovesse interferire. È qui che il discorso di Netanyahu trova il suo centro politico. Israele rivendica il diritto di difendersi e, nello stesso tempo, stabilisce una linea oltre la quale considera intollerabile qualsiasi intromissione nella propria sicurezza. È la logica con cui Netanyahu presenta la guerra: non come una scelta fra altre, ma come una necessità esistenziale. Al Palazzo di vetro, mentre le delegazioni uscivano, Netanyahu è rimasto al podio. E, almeno per un’ora, tutto il mondo sembrava parlare attraverso di lui o contro di lui. Al Palazzo di vetro era lui l’unico gigante.



17 commenti su “Benjamin Netanyahu all’Onu…l’opinione di Rita Faletti”
Porca miseria, ma tu guarda che cosa è potuto accadere al povero Bibi. Chiederemo al Papa di santificarlo così almeno, può darsi, avrà più rispetto dagli umani (umani da umanità, … non so se comprende?).
Anzi, raccoglieremo le firme per farvi santificare tutti/e : magari dopo un po’ di espiazione terrena! Vedremo …
VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA, MILLE VOLTE VERGOGNA!
(dopo mesi che non la leggevo, per curiosità ho iniziato a leggere l’articolo : sono riuscito a farlo per le prime 10/12 righe dopodiché sono dovuto andare in bagno di corsa a causa della nausea; sarà una fortuna non leggerla più)
Forse ha ricevuto questo trattamento perché anche lui è responsabile per la morte di decine di migliaia di persone? L’aula “parzialmente” svuotata, rappresentava qualche miliardino di abitanti.
Leggevo un articolo su quante tonnellate di bombe hanno lanciato su Gaza, che equivalgono a circa 8 atomiche di Hiroshima per energia esplosiva. Solo la politica è l’ideologia possono accecare la verità.
E mentre bibi parlava e diceva cose che potevano anche sembrare minacce in linguaggio sottile, come negli USA pre-padrino, un membro della delegazione israeliana è stato ripreso mentre segnava su un foglio i paesi usciti dall’aula.
La domanda è, come mai c’era Bibi e non c’era anche Putin? Cpi a parte, che non è riconosciuta negli USA.
Intanto, un bel rapporto su bucha è stato lasciato a Guterres, il titolo è “Gli eredi di Goebbels: la falsificazione degli eventi di Bucha e le sanguinose messinscene del regime di Kiev”.
Qualcuno dovrà esaminarlo, valutarlo e trarre delle conclusioni.
@Paolo
Lavrov, il meno svalvolato dei portavoce di Putin e per questo il più attendibile, ha comunicato a noi tutti, in buona sostanza, che non si chieda a Mosca di ritirare il proprio esercito dall’Ucraina se le condizioni dettate dal Cremlino non saranno rispettate. Zelensky, che invece è disposto a sedersi a un tavolo con Putin e Trump, per un trilaterale, a margine dell’Assemblea dell’Onu, ha discusso con l’omologo americano una vera road map per la pace. Al prossimo G20 che si terrà a Miami, anche Putin è stato invitato per dialogare in un contesto internazionale. Nel frattempo, i bombardamenti russi alle centrali termiche ucraine si sono intensificati: un messaggio di pace inequivocabile. Zelensky, che non è né stupido né codardo, a questo proposito ha detto: “Voi ci lascerete al freddo, noi vi lasceremo al freddo”. Giusto. Mi spiace che alcuni in Europa e soprattutto in Italia vorrebbero che Zelensky alzasse bandiera bianca. E’ quello che si chiede ostinatamente da tutte le parti a Netanyahu: fermati. Nessuno che alzi la manina e dica a Hamas e Hezbollah: fermatevi. Netanyahu, che non è affatto stupido, sa che se si ferma i bravi ragazzi ne approfitteranno per riprendere le loro attività. Del resto, finché sarà considerato normale che due attempate signore, una bianca di capelli, l’altra di un bel rosso menopausa, intonino il coretto ”Viva Hamas, Hezbollah, gloria eterna a Nasrallah” cosa ci si può aspettare?
Leggevo che un vero capo di stato, invece di far credere che vuole continuare la guerra per salvare il 20% di un territorio perso, irrecuperabile, dovrebbe pensare a salvare il rimanente 80%.
Considerazione che sposo in pieno.
Alla luce delle prese per i fondelli degli ennesimi 6 miliardi del fondo per la pace che gli si danno adesso che servono per prolungare il conflitto. Conflitto che lui è felicissimo che continui, ammettendolo lui stesso, perché chiuderlo significherebbe chiudere la pappatoia per lui, accoliti e tutti gli europei che ci sguazzano.
Due notizie interessanti, solo dell’ultima settimana. Soldi ritrovati nascosti in Ucraina, panetti di cocaina con l’immagine di zelensky a garanzia di qualità, uniti al video dove ha questa curiosa e tremenda allergia che non lo fa smettere di strofinarsi il naso.
Si stanno smarcando tutti, dall’Ucraina. Trump lo piglia per i fondelli, i paesi europei iniziano a fare timide dichiarazioni contro, l’emorragia economica rallenta. Gli estoni mi hanno stupito, affermando che sconfiggerebbero la Russia preventivamente. Siamo al circo realmente.
Un capo di stato, vero, agirebbe nell’interesse del suo popolo. Così non è.
Chi ancora non vede gli interessi storici economici di paesi estranei all’Ucraina dietro a tutto questo, non ha compreso nulla, né di chi comanda, né che cosa c’è in ballo, né chi si sta realmente scontrando dietro alla facciata dei singoli paesi coinvolti.
Se voleva la pace, c’erano gli accordi di Minsk, impediva le basi nato nel suo paese, non bombardava i paesi a maggioranza russofona, ossia il suo stesso popolo.
Ma lui, non ha alcun potere. È un comico, utile a fare ciò che sa fare.
Nethanyahu, invece, non è affatto stupido. Sa esattamente cosa fa, e sa esattamente come venderla a chi gli va dietro.
Ma non essendo stupido, come mai la miglior democrazia del medioriente accusa l’iran di presunte armi nucleari impedendo lei stessa controlli degli ispettori a dimona ma minacciando di usarle?
Non essendo stupido, ed essendo riuscito a stupire il mondo con la storia dei cercapersone, presentati nuovamente all’onu come simbolo di ciò che possono fare, come mai rade al suolo la Palestina ed il Libano massacrando civili e non minuziosamente come in altri casi?
Non essendo stupido, come mai i servizi egiziani avevano informato Israele di un attacco hamas a breve e casualmente quel giorno i sistemi elettronici migliori al mondo non hanno rilevato nulla ed esercito ed elicotteri si trovavano casualmente lontanissimi da quella zona, secondo testimonianza idf? Tralasciamo la conseguente direttiva Annibale.
E sempre essendo intelligente, come è possibile che i soldi dal Qatar siano arrivati invece nelle mani di hamas?
Ed essendo furbo, come è possibile che nella migliore democrazia in quel posto, ci siano personaggi rilevanti, politici di governo, che fanno dichiarazioni pubbliche aberranti sui Palestinesi, che le facessero da noi finirebbero all’ergastolo?
Forse è fin troppo intelligente, se tutto quanto sappiamo accade e nessuno fa nulla per fermarlo, permettendogli di sorvolare spazi aerei nonostante un mandato di arresto della cpi.
E mentre la Russia continua a presentare prove contro la narrativa occidentale costruita nel tempo, non mi pare Israele faccia altrettanto, forse perché c’è ben poco da smontare.
E citando tucker Carlson, si fa notare che, ad esempio, il nord stream distrutto dagli ucraini, è stata la causa della più alta generazione di co2 nella storia dell’uomo. Ma nessuno ha detto una parola, ambientalisti compresi.
Così come le tonnellate di bombe israeliane. Ma nessuno dice nulla.
E perché? Perché gli interessi sul tema, si sono spostati dal vendere la minkiata green al popolino alla guerra, che genera molto più profitto.
Lo legga l’intervento di Carlson, molto molto interessante, a prescindere dalla fazione ideologica.
Lui personalmente ha visto i panetti di cocaina con l’immagine di quello che si striscia il naso, rigorosamente minuscolo.
Le sue idee si possono condividere o meno, ma le fandonie anche se le ripete cento volte restano sempre fandonie. Sempre.
Chiudo per oggi, fra poco inizio il turno di lavoro.
@Paolo
Se si parte dalla convinzione che sia la Nato responsabile della guerra in Ucraina, dal momento che Putin non ha invaso un Paese della Nato, ma l’Ucraina, secondo logica ci si può domandare: “Perché l’Ucraina e non un Paese della Nato?” Sempre secondo logica la deduzione è: “A Putin interessava l’Ucraina”. I motivi li ha spiegati lui stesso anni fa a colloquio con Bush: sulla questione ucraina non avrebbe tollerato intromissioni. Non solo, ha anche detto, più volte, che l’Ucraina è parte della Russia e che senza la Russia l’Ucraina non esiste, citando le cosiddette “ragioni storiche” che ha tentato di spiegare anche a un distratto Trump un anno fa. Tra le numerose bugie che il Cremlino divulga, c’è anche qualche verità. Il problema sta nel fatto che se Kyiv fosse stata presa in tre giorni, cosa di cui Putin era certo, non avrebbe dovuto dare spiegazioni a nessuno. Purtroppo, dopo quasi 5 anni, è costretto a spiegare almeno perché ha conquistato solo circa il 20% del territorio nemico e, peggio ancora, deve confidare che sia proprio l’americano Trump a dargli una mano. Ricorda “lo spirito di Anchorage”? Lei ha citato gli accordi di Minsk. Mi pare che si svolsero con la Russia che negava di essere parte del conflitto tra separatisti e forze governative ucraine mentre in realtà sosteneva militarmente i separatisti preparandosi ad intervenire in loro favore. Era l’alibi perfetto per iniziare l’invasione di quella parte di Ucraina. Agli occhi addormentati del mondo avrebbe funzionato. Mettendo i puntini in fila, tutto torna: Putin vuole riprendersi l’Ucraina che considera sua e ha messo in atto un piano iniziato una decina di anni fa. In Ucraina non esistono e non sono mai esistite basi Nato per il semplice fatto che non fa parte della Nato. Che Trump si prenda gioco di Zelensky mentre Putin e Xi Jinping fanno leva sul suo narcisismo per trarre vantaggi e influenzarlo, dimostra l’incapacità di giudizio e la debolezza psicologica del presidente americano. Carlson è dichiaratamente antisemita. Chi oggi vuole essere giudicato moralmente superiore segue il mainstream filo-palestinese che mette al riparo da critiche feroci e ostracismo. Per me la difesa di Israele è fuori discussione.
Dot.sa Faletti, non entro più nei dettagli, già ampiamente esposti allo sfinimento e mai smontati, a partire dalla Merkel, da poroshenko, dai giacimenti di gas nei territori russofoni, le bufale di bombe nei lavandini, droni russi, aerei con la vdl atterrati, aerei supersonici abbattuti con barattoli o da contadini…
Mi soffermo solo su un particolare, che lei stenuamente ripete: la famosa narrativa dei 3 giorni, mai dichiarata dalla Russia, ma frutto di veline nato.
Le truppe in direzione Kiev servivano a distogliere l’attenzione e spostare truppe.
Questo, se si cerca vecchi commenti di anni addietro, lo si diceva già allora.
Qualcuno da noi lo dice solo con qualche anno di ritardo, peccato che nel frattempo abbiamo buttato miliardi.
Faccia lei, difenda chi vuole, sua personale scelta e responsabilità.
Ma la liberta, di cui si parlava altrove, si conquista anche attraverso queste verità, Palestina compresa, politica ed ideologia escluse.
Questa è la differenza fra Verità e verità liberale piegata al tornaconto.
Se leggesse meglio, io non ho scritto quanto afferma, mischiando due cose in una.
Una cosa è l’immagine di z. sui panetti.
Il trafficante ha 25 anni, è russo, droga arrivata dal sud America e diretta in UE, video ufficiale della fsb.
Se cerca bene, magari non utilizzando Google, trova la notizia su diversi siti che aggregano notizie internazionali. E magari trova anche il video, non artificiale.
Certo che da noi non viene riportata, come potrebbero…
Seconda cosa, z. che si strofina il naso per l’allergia, trova 8 minuti di questa tortura nel video dell’incontro con Trump.
Vuole i link? Se li cerchi, se è capace.
Salvatore, consiglio meno ia e più iu nel vaglio delle informazioni, prima di sparare a caso e fare, al solito, figure. E si che dopo decine di commenti, una volta che foste riusciti a smontare qualcosa… Per me è masochismo.
Le piacciono tanto i link? Legga cosa dicono giornali di governi “amici” del suo amato putin.
Siccome io per necessità lavoro, ho chiesto a mio cugino che passa tutto il giorno sul web di darmi una mano e me li ha appena girati.
Turchia
https://researchcentre.trtworld.com/publications/report/report-section/facing-the-structural-forces-behind-the-rise-of-the-global-far-right/
https://researchcentre.trtworld.com/publications/policy-outlook/deja-vu-disinformation-and-the-us-presidential-elections/
India
https://www.orfonline.org/research/russias-low-risk-high-reward-strategy-for-its-return-to-africa
https://www.orfonline.org/expert-speak/turmoil-in-angola-ghost-of-wagner-or-politics-of-survival
https://www.orfonline.org/videos/risks-resilience-response-india-eu-cooperation-on-russian-and-chinese-disinformation-vmodi
Ora mi scusi, ma devo andare a Messa.
Grazie Salvatore.
Il primo è finanziato dal governo turco, quindi gli articoli viaggiano in base agli interessi del momento.
Il secondo è in conflitto di interessi
Glielo dice Wikipedia, la fonte preferita da chi ama la pappa pronta. Glielo appoggio di seguito:
https://en.wikipedia.org/wiki/Observer_Research_Foundation
Poi che fa, articoli del 2020 sulle ingerenze russe nelle elezioni, già smontate in tribunale? Ancora sta storia?
E non commento il resto, tutta teatralità liberale, senza alcuna base, concetti bandiera suonati e cantati dati per scontati che si smontano in due secondi.
Già leggere ogni volta “estrema destra” è un termine che fa pisciare dalle risate, avendolo coniato solo come ennesima etichetta senza fondamento politico.
Ed invece di assumere un atteggiamento tracotante, non diceva che cio che affermavo su z. l’avevo visto solo io? Suo cugino l’ha trovato adesso?
È per questo che evade da quel discorso?
@Paolo
Sul contezioso Zelensky cocainomane sì Zelensky cocainomane no, che personalmente trovo irrilevante esattamente come i video che mostrano Putin a cavallo o che si immerge nell’acqua gelata perché si dica “Però…”, bisognerebbe partire da un presupposto: le autocrazie procedono unite per vincere la loro sfida contro le democrazie, le democrazie, al contrario, gareggiano per dividersi meglio. L’instancabile propaganda russo-cinese si rivolge agli indecisi che non mancano nelle loro opinioni pubbliche e ai creduloni che abbondano in quelle occidentali, per inviare un messaggio: noi siamo i migliori, loro sono feccia. I bersagli preferiti sono ovviamente i personaggi più temuti perché un mediocre non fa neanche il solletico. Così, Zelensky occupa il primo posto. Sulle pagine social di alcuni tabloid cinesi circolano immagini del presidente ucraino che si tocca il naso, ripetendo la consumata fake di Zelensky cocainomane.
Dot.sa Faletti, per poterci comprendere, bisognerebbe convenire sul giusto significato di democrazia ed autocrazia.
La definizione di democrazia moderna nulla ha a che fare con la democrazia, e ciò che pretende di classificare questa democrazia non ha pertanto alcun valore.
Poi, razionalmente, non serve dividere le fazioni, non serve la propaganda, basta analizzare sempre i fatti. La realtà è semplice, ingarbugliarla è funzionale al sistema.
Ed anche fosse, quando i media o i politici dichiarano il falso, è questo viene comprovato a distanza di poco tempo, può capitare una, due, tre volte, ma ostinarsi nel credere a chi propaga menzogne non è salutare.
Non si può ignorare ciò che conviene per portare avanti la bandiera. Bisogna fermarsi e guardare, perché vede, Putin va avanti per la sua strada, ma i mali che soffriamo noi, di sicuro non sono colpa di Putin o dei russi, ma di chi si ostina e persevera a discapito della collettività.
Una società nichilista quale questa, non ha alcuna base filosofica Per discutere cosa sia bene e cosa male. Pertanto, come dicevo, anche la menzogna diventa bene se serve alla causa. E questo, non rientra sicuramente nei canoni morali.
Inoltre, se lei ancora mi dice che Putin doveva conquistare in 3 giorni Kiev, ed oggi anche i media iniziano a dire che non è vero ma è stato per motivi tattici, come si sosteneva anni fa, risulta che anche lei gioca a spostare l’argomento, anziché soffermarsi su questo.
E dire che Carlson è antisemita, significa soffermarsi alla persona e non ai fatti da lui elencati, ossia soluzione comoda per non affrontare un impossibile confronto.
@Paolo
immagino Lei ritenga che ci saremmo dovuti astenere dall’aiutare gli ucraini nella loro guerra di autodifesa per conservare l’indipendenza ottenuta nel 1991 e affermare la libertà di scegliere da che parte stare. Avevano scelto l’Europa già un paio di decenni fa perché avevano sperimentato una dittatura feroce. Dire che i mali che soffriamo noi non sono attribuibili a Putin significa rovesciare i fatti e invertire i ruoli degli attori. E c’è un aspetto che certamente Lei si rifiuta di vedere: gli attacchi sempre più frequenti di Mosca all’Europa, finalizzati a intimorire e minacciare, la guerra ibrida, un’espressione che a Lei non piace e che si può interpretare in un modo solo: i problemi crescenti di un Paese che ha iniziato una guerra di invasione che non riesce a vincere e alla quale gli ucraini stanno rispondendo colpo su colpo provocando danni ingenti all’aggressore. Putin credeva di entrare a Kyiv con la facilità con cui una lama entra in un panetto di burro. Una società nichilista non può essere redenta da un criminale e se è destino che muoia morirà. La morte non è solo fisica è assenza di valori. La libertà è un valore non negoziabile, gli ucraini lo sanno bene. Dovremmo impararlo da loro.
Dot.sa Faletti, rimando al commento precedente.
Quando si attinge da fonti per le quali è stata dimostrata la menzogna più e più volte, non si può e non si deve dare più credito a nulla dell’intera vicenda, ma è necessario ristabilire la linea con la verità.
Questa è una linea di pensiero logica. Pertanto, incapaci o consapevoli, fra politici e media, nulla regge più. Perché così risulta, o mentono o sono inetti.
Le persone lo hanno capito da un pezzo.
Quindi se vogliamo ripartire dal 1991, partiamo da cosa ha combinatp gorbachov, a cosa serviva la nato, e quali erano gli accordi con l’ex urss.
Però ci si basa sulla linea giusta, non un po’ di fatti veri, un po’ così così ed un po’ continuiamo a replicare menzogne già smentite anche dai nostri media.
Abbiamo vinto, abbiamo perso, avanzano, si ritirano, controffensiva, vittorie, sanzioni dirompenti…
Quante volte ne abbiamo già discusso di queste cose? Nessuno crede più a nulla, nessuno vuole una guerra, nessuno ci sta attaccando dall’esterno, ed allo stesso tempo non sappiamo dove finiscono miliardi e miliardi di nostri soldi, fra quelli che escono e gli aumenti, che ci levano senza consenso, a danno nostro.
Per un paese che non è nato, non è UE, è fra i più corrotti.
L’eu cerca la provocazione, vuole un passo falso, la tira per le lunghe, perché è fallita. Non ha più alcuno scopo.
Lavrov ha detto testualmente che se la ue attacca (quindi non cedono alle provocazioni), la guerra sarà molto breve.
Quanti allarmi rivelatisi poi sempre falsi ci sono stati? Ma cosa vuole che gliene freghi a quelli della UE, ci stiamo affondando da soli fra economia, immigrazione, sfacelo culturale e degrado morale. Manco risorse abbiamo, se non quelle della Boldrini.
@Paolo
Se vogliamo ripartire dal 1990-1991, facciamolo pure, ma con tutti i documenti. A Gorbaciov furono effettivamente date rassicurazioni occidentali sullo spostamento verso Est delle strutture militari NATO nel contesto della riunificazione tedesca. Da qui, però, a sostenere che esistesse un accordo generale e giuridicamente vincolante che impedisse per sempre ai Paesi dell’Est europeo di aderire alla NATO c’è una differenza sostanziale. Definire l’Ucraina “un Paese che non è nato” significa ignorare un fatto importante: il 1° dicembre 1991 oltre il 90% dei partecipanti al referendum votò per l’indipendenza, con maggioranze favorevoli in tutte le regioni, comprese Crimea, Donetsk e Luhansk. La conferma che gli ucraini volevano una vita separata da quella dei russi. Quanto a Lavrov, la frase l’ho sentita durante un telegiornale. Una spacconata alla Solovyev. Frasi e battute hanno poco valore. Contano i fatti che non sono rassicuranti. Comunque, gli italiani si consolino: quando Conte diventerà presidente del Consiglio dei ministri, con due telefonate fermerà la guerra. La prima, a Zelensky: “Ricordati, tu sei l’aggredito”, la seconda a Putin. Non avendoci rivelato il contenuto, immaginiamo dirà: “Ricordati, tu sei l’aggressore”. E riprenderanno gli scambi economici con la Russia, con grande passione e rinnovato vigore. Sulla corruzione: nei Paesi del blocco sovietico la corruzione e il contrabbando erano normali per garantire la sopravvivenza quotidiana, mentre nella nomenklatura i meccanismi clientelari e la corruzione garantivano ogni forma di privilegio. Oltre a beni di lusso occidentali, dacie statali, cliniche d’élite, autisti e personale di servizio, si comperavano le cariche di partito e pubbliche. La Federazione russa ha ereditato quel sistema e il potere politico è diventato ricchezza economica privata, gli oligarchi, tramite privatizzazioni opache sotto il controllo del KGB. L’Ucraina sta combattendo la corruzione tramite enti indipendenti specializzati e con riforme richieste dall’Ue. Se però la corruzione è un alibi per fermare gli aiuti, allora sarebbe onesto applicare a tutti lo stesso criterio.
@Paolo
dimenticavo: ho l’impressione che sul significato di democrazia e autocrazia non riusciremo a trovare un accordo.
No, infatti, dot.ssa Faletti. Le definizioni reinventate o revisionate, che non hanno radici nel percorso evolutivo dell’uomo e che non hanno una solida e ferma base di partenza sulla definizione di ciò che è bene e ciò che è male, inventati di sana pianta pertanto, con la rivoluzione massonica francese, non avranno mai coincidenza con ciò che la storia insegna e consegna.