Codacons. Da inizio guerra gasolio rincatati del 36,8%. Dimezzamento accise non trasferito su prezzi finali

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Con i nuovi prezzi dei carburanti aggiornati ad oggi la stangata sul gasolio sfiora da inizio guerra la maxi-cifra di 32 euro a pieno. Lo afferma il Codacons, che sottolinea inoltre come il dimezzamento dello sconto sulle accise da 12,2 a 6,1 centesimi di euro scattato oggi non sia stato ancora interamente trasferito sui listini finali alla pompa, destinati a salire ulteriormente nelle prossime ore.

Rispetto al 27 febbraio scorso, prima dell’inizio del conflitto in Medio Oriente, un litro di gasolio costa oggi 63,4 centesimi di euro in più, con un incremento in sette mesi del +36,8% – analizza il Codacons – La benzina nello stesso periodo è salita di 48,6 centesimi di euro al litro, pari ad un aumento del +29%.

Da inizio conflitto per un pieno di gasolio sulla rete ordinaria gli italiani spendono 31,7 euro in più, mentre per la benzina la maggiore spesa è da 24,3 euro a pieno.

“La decisione di Eni di fissare un tetto massimo ai prezzi praticati alla pompa dimostra come, in una fase eccezionale, esistano margini concreti per contenere l’impatto delle tensioni internazionali sui consumatori – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – Per questo chiediamo al governo di valutare con urgenza l’introduzione di strumenti temporanei di contenimento dei prezzi dei carburanti, compresa l’ipotesi di un price cap, accompagnandoli con un monitoraggio rigoroso dell’intera filiera, dalle quotazioni internazionali e dai prezzi all’ingrosso fino ai listini praticati alla pompa. Di fronte ad aumenti di questa portata occorre tutelare famiglie e imprese, garantire la massima trasparenza nella formazione dei prezzi e verificare che le variazioni della componente fiscale siano trasferite in modo corretto e tempestivo sui listini finali” – conclude Tanasi.

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1 commento su “Codacons. Da inizio guerra gasolio rincatati del 36,8%. Dimezzamento accise non trasferito su prezzi finali”

  1. Non è la prima volta che l’Eni abbassa i prezzi di benzina e gasolio, un decennio addietro quando al barile sfiorava i 140 dollari il prezzo alla pompa era 1,65 e l’Eni il sabato e la domenica abbassava il prezzo di 15 centesimi. La verità è che il governo non interviene sulle speculazioni in atto e si complimenta con l’Eni invece di intervenire per aiutare il popolo italiano in grave difficoltà con l’aumento del caro tutto. Non è possibile essere lontani anni luce dagli italiani, al governo, si diano una mossa.

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