Quando la prevenzione diventa un dovere…l’opinione di Rita Faletti

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“Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. “La mela non cade lontano dal melo”. Sono proverbi antichi che, pur non essendo verità assolute, contengono spesso una parte di saggezza. Certo, esistono eccezioni e ogni persona è diversa, ma è difficile negare quanto l’ambiente in cui si cresce influenzi il modo di vedere il mondo e di rapportarsi agli altri. Questa premessa mi porta a una riflessione sulla gravissima vicenda del tredicenne che ha accoltellato la propria insegnante, apparentemente per vendicarsi del debito in due materie ricevuto l’anno precedente. Un fatto già di per sé inquietante, reso ancora più grave da un particolare che colpisce profondamente: il telefonino posizionato sul casco per riprendere l’aggressione e divulgarla. E’ l’esaltazione della violenza. Di fronte a episodi simili ci si domanda: quali valori ha assimilato quel ragazzo? Quali esempi ha ricevuto? Naturalmente non è possibile conoscere fino in fondo la realtà di una famiglia né attribuirle automaticamente tutte le responsabilità. Ma, in generale, a genitori presenti e attenti non sfuggono dettagli, una frase buttata là, un comportamento “strano”. Con questo, intendo dire che è difficile non interrogarsi sul ruolo educativo degli adulti quando un minore arriva a concepire e mettere in atto un gesto così estremo. Successivamente si è appreso che i genitori hanno inviato un biglietto di scuse all’insegnante ricoverata in ospedale, la quale ha scelto di perdonare il ragazzo. Le scuse sono certamente un segno dovuto e apprezzabile, ma non possono esaurire la riflessione sulle cause che hanno portato a una simile aggressione. Il problema resta e merita di essere affrontato con serietà. Bisogna mettersi in testa che la diffusione della cosiddetta cultura del coltello, che sarebbe più corretto definire una subcultura della violenza, non nasce dal nulla. È favorita da superficialità, disattenzione e dalla progressiva banalizzazione di comportamenti che dovrebbero invece allarmarci. Anche l’idea di filmare e diffondere un atto violento rivela una preoccupante carenza di sentimenti e un impoverimento del senso del limite. Per questo ritengo che, accanto all’indispensabile lavoro educativo svolto da famiglie e scuole, sia necessario adottare misure concrete di prevenzione. L’installazione di metal detector e l’ispezione degli zaini all’ingresso degli istituti potrebbero rappresentare strumenti utili per ridurre il rischio che armi vengano introdotte nelle scuole. Non li considero un attacco alla libertà personale o alla privacy, bensì una presa d’atto dei tempi che viviamo e delle minacce che dobbiamo affrontare. Investire nella sicurezza significa assumersi precise responsabilità e tradurle in azioni concrete. Vi è poi un ulteriore aspetto che non dovrebbe essere sottovalutato: il rischio dell’emulazione. Episodi tanto eclatanti possono esercitare una pericolosa attrazione su soggetti fragili, immaturi o in cerca di visibilità. Per questo è importante che la risposta delle istituzioni sia chiara, ferma e tempestiva. Non per alimentare paure o invocare punizioni esemplari, ma per affermare con decisione che determinati comportamenti sono inaccettabili e non possono trovare alcuna forma di legittimazione. L’educazione al rispetto degli altri rimane fondamentale e irrinunciabile. Tuttavia, i suoi effetti richiedono tempo e non sempre producono i risultati sperati nell’immediato. Nel frattempo, è doveroso agire con determinazione, prevenendo i rischi e tutelando chi ogni giorno vive e lavora nelle scuole. La tolleranza è un valore prezioso, ma non può trasformarsi in inerzia quando sono in gioco la sicurezza e l’incolumità delle persone. E sul perdono, per quanto umanamente nobile, corre il rischio di essere scambiato per minimizzazione dell’accaduto.

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19 commenti su “Quando la prevenzione diventa un dovere…l’opinione di Rita Faletti”

  1. Personalmente ritengo che né le scuole né le famiglie svolgano un ruolo educativo, le prime impegnate a soddisfare bisogni egoistici impegnando h24 i ragazzi in qualsiasi attività e delegando ad altri la funzione, le seconde portando nelle classi ideologie politiche.
    Non parliamo poi della distruzione familiare operata dal liberalismo prima e dal 68 poi, i danni che hanno arrecato.
    Il metal detector è curare i sintomi, non la causa.

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  2. Onestà intellettuale cercarsi

    Non una parola sul ragazzo che ha fermato l’aggressione, si vuole vedere solo il male? Ah no, il ragazzo che ha fermato l’aggressione non è italiano, quindi non si merita articoli o elogi, e dove è l’analisi iperpersonale fatta sulla famiglia dell’aggressore? Ah vero è italiano quindi di base è stato educato bene, a parti invertite immagino già gli articoli contro Islam, Africa, e immigrazione. Ragazzo italiano delinque: e vabbè capita, ragazzo non italiano delinque: colpa Corano, della sinistra, di Maometto ecc.
    Poi ci chiediamo perché l’Italia è indietro di 50 anni su tutto, forse perché siamo rimasti fermi a 50 anni fa su tutto. Doppi standard e dove trovarli.

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  3. Quando si hanno pregiudizi non si riesce neanche a leggere con serenità un articolo il cui focus è una grave aggressione ai danni di un’insegnante da parte di uno studente minorenne. Il tema riguarda il gesto, le possibili cause e le eventuali e auspicabili soluzioni. Non altro. Il Suo commento lo conservi per situazioni in cui almeno sia pertinente.

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  4. Se siamo arrivati a pensare di mettere i metal detector nelle scuole, allora possiamo metterli anche negli ospedali e perchè no prima di uscire di casa un bel giubbottino antiproiettili e andiamo a lavorare tranquilli e sereni come si faceva un tempo.
    Poi a proposito di scuole, nei social sta girando un video inquietante ma simpatico nello stesso tempo che fa capire tutto quanto. In pratica la Prof. apre il suo libro e annuncia: “Oggi studiamo la Storia dell’Italia”… intanto che alza lo sguardo verso la classe vede ragazze col velo e ragazzi di colore con l’aria disinteressata e nessun italiano desideroso di apprendere. La Prof. a questo punto impreca tra se e se, butta il libro nel cestino e se ne va.
    Ora non so di quale prevenzione dobbiamo parlare atteso che ci hanno messo nelle condizioni di essere tutti scontro tutti e non si capisce più la malattia dalla cura o l’educazione dal rispetto.

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  5. La causa principale è Internet.
    Il ragazzino è stato istigato, lo dimostra la pianificazione del crimine. Tutto lascia supporre che sia finito nella rete di gente senza scrupoli e senza alcuna morale.
    Instagram è la più grande fogna mai esistita, dove si commettono crimini incredibili ed inimmaginabili.
    È il luogo dove i più fragili (piccoli o adulti) sono totalmente indifesi di fronte a menti deviate che insegnano ai ragazzini anche ad eludere i controlli dei genitori sui device.
    Le istituzioni devono trovare rimedi efficaci sennò questi fatti si ripeteranno e moltiplicheranno.

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  6. GOMBLODDOH sig.ra faletti, è un GOMBLODDOH per sostituire gli italiani e i potery forty non cielo dikono!!??1 qualcuno pensi ai bambini

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  7. Dot.sa Faletti, martedì prossimo voteranno per il famigerato chat control.

    Ossia, per controllare qualsivoglia messaggio nei nostri telefoni con la scusa di combattere la pedopornografia.
    Peccato che i signori finga o di non sapere che questa andrebbe combattuta nel cosiddetto dark web, e non nella messaggistica normale o email, ma questo è un altro discorso.

    Le cito questo avvenimento, come tanti altri, per dirle che con la scusa di curare i sintomi e non le cause, si prendono a picconare diritti, si cede libertà, diritto alla riservatezza e quant’tro, oggi come 6 anni fa, nonostante qualcuno venga premiato come ambasciatore…

    I soliti diranno “male non fare, paura non avere”. Ma questa è la tiritera degli stolti che non vedono quello che da tempo si preannunciava.

    Con la scusa del pericolo e della sicurezza, sarà il popolino a chiedere o pretendere maggior rigore, controlli e lo stato accontenterà tutti.
    Carte elettroniche, digitalizzazione economica, metal detector, controllo dei telefoni, telecamere con riconoscimento targhe e pure facciale, e chi più ne ha più ne metta.

    E come volevasi dimostrare, la famosa e decantata democrazia, giunta al suo ovvio termine poiché carente di fondamenta valoriali, si trasforma come tutti i politologi, costituzionalisti e storici sanno, in dittatura.

    Dall’interno, non con fantomatiche rivoluzioni, ma con l’abitudine, lentamente, col consenso del popolino stanco.
    E come la storia insegna, si individuano non nemici all’interno, ma gruppi di persone che lottano contro questo, che diventano i nemici “comodi”, polarizzanti.

    Già visto nella storia, e 6 anni fa. Si curano i sintomi perché questo è ciò che ci spingono a chiedere, perché le cause non si vogliono curare.

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  8. La questione è come conciliare la tutela dei minori e la tutela della privacy. La pedopornografia non viaggia soltanto nel dark web. Lo scambio di materiale di abuso sui minori avviene anche attraverso piattaforme e servizi utilizzati quotidianamente da milioni di persone. Dire che il problema esiste solo nel dark web è una semplificazione. Direi piuttosto: per individuare quel tipo di crimine è legittimo analizzare le comunicazioni di centinaia di milioni di persone? Sul “popolino” – trovo discutibile l’uso del termine carico di disprezzo elitario – che i cittadini chiedano sicurezza è normale. Lo Stato nasce proprio per garantire sicurezza e ordine oltre che libertà. Sulla democrazia: sostenere che una proposta normativa equivalga automaticamente alla trasformazione della democrazia in dittatura è una forzatura bella e buona. Le democrazie europee oggi affrontano pressioni esterne e interne: disinformazione, interferenze di regimi autoritari, terrorismo, criminalità online, cyberattacchi. Pensare che ogni misura di sicurezza sia il primo passo verso la dittatura rischia di diventare una lettura ideologica. Sulle “fondamenta valoriali”: quali sono? Libertà individuale? Dignità della persona? Stato di diritto? Presunzione di innocenza? Pluralismo? Partecipazione politica? Poi libertà e sicurezza non sono separate. Una persona che vive nell’anarchia, nella paura o sotto la minaccia costante della violenza non è veramente libera. Ma neppure una società totalmente sorvegliata è veramente libera. Sul controllo: proprio oggi un 14enne è stato fermato a Lamezia Terme grazie a messaggi pubblicati o intercettati in un canale Telegram in cui aveva espresso il proposito di accoltellare un’insegnante mostrando anche un coltello e un casco.

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  9. Vede, Dot.sa Faletti, nel momento in cui lei, stato o chicchessia, viola la mia persona senza fondamento, la conciliazione diventa un pretesto di controllo di massa.
    Ed banco di prova è stata proprio la pandeminkia, con alcuna base legittima ma consenso popolare indotto proprio da quella che lei cita come disinformazione.

    Non esistono le sfumature, esiste il bianco ed esiste il nero.

    Ed il problema della pedofilia, risiede proprio nel dark web, checché ne dica, perché la criminalità agisce li, non su WhatsApp. Forse gli utilizzatori, ma siamo sempre alla cura dei sintomi, e non delle cause.

    Il popolino, è il termine adatto, che calza a pennello, per quella parte di popolazione che non si pone domande, si affida fideisticamente a quella che è la disinformazione. Disinformazione di cui tutti godiamo, alcuni con discernimento, altri no. Partendo dalla pandeminkia a tutte le narrative green, conflitti etc.
    Il popolino è quello che per accontentare il padrone despota va contro una parte del suo stesso popolo, quello che tiene accesa una fiammella che brucia il sedere.

    Certo che il popolo chiede sicurezza, è scontato. La domanda è però chi ha creato il disordine?
    E quando i livelli di pericolo saliranno, saranno pronte le giuste soluzioni, a costo di qualsiasi cosa che il popolino accetterà.
    Come la pandeminkia, prima la gente ha terrore, poi accetta sotto ricatto di bucarsi firmando però un foglio dove si assume la responsabilità, quando tutti gli altri ne sono esenti.

    Sulle fondamenta valoriali. Gesù dice: La Verità rende liberi.
    Significa che la libertà è sottomessa alla Verità.
    Quale Verità? La Verità di sempre.

    Lei è, ahimè, liberale. Questo significa che per lei la verità muta, anche in base alle epoche, anzi, la libertà per il liberale è piegare la verità per quanto si renda necessario fare o essere.

    Significa che ognuno ha il diritto di fare ciò che vuole, pensare ciò che vuole, essere ciò che vuole. A prescindere dalla verità. Ma questa non è liberta.

    E non credo che manchino esempi da poter fare per dimostrare ciò che dico.
    Se prendo le sue disamine, potrei partire dalla Bonino, dove piega la priorità di una vita a fantomatiche conquiste e battaglie.
    Se prendo la Palestina, la verità sulla sproporzione dei morti è piegata a posizioni filosioniste che giustificano qualsiasi azione.
    Se prendo l’ucraina, la somma di bufale sorbite e smontate, dei fatti dichiarati in pompa magma e poi cancellati con un dietrofront in conflitto, altrettanto.
    Se torno indietro di qualche anno, i ghetti che auspicava per i novax (altro che popolino termine improprio), calpestavano la verità scientifica che già si conosceva.
    Questo è il liberalismo. La verità è e sarà sempre una. Quando la si afferma, si è realmente liberi.

    La società come quella attuale è un fallimento disastroso, si curano i sintomi, come in medicina. E le cause? Il degrado culturale, la mancanza di valori sostituiti dalla sua finta libertà, il modello educativo millenario della famiglia, la mancanza di priorità per il benessere delle persone, il miscuglio di culture senza preservare la propria,il piattume politico, la carenza istruttiva infettata da ideologie stupide quanto pericolose.

    Lei crede in un sogno che non ha basi. E la storia ha sempre dimostrato come finiscono queste epoche. E non lo dico io, come scritto prima, lo sanno bene costituzionalisti e giuristi e storici quali sono i rischi di una democrazia quale questa.
    E Socrate, secoli prima di Cristo, lo sapeva anche, dimostrandolo.
    Senza educazione morale e filosofica, non vi è società degna di tale nome. E l’educazione morale non nasce dalla libertà che ognuno si crea dentro parametri statali che si allargano o stringono in base alla moda.
    E di etica, sue origini e principi non negoziabili, questo sconosciuti, ne abbiamo già discusso.

    Prima la verità, la libertà si conquista subordinandola.
    E la prima verità da gridare, è che siamo una società dove la menzogna è depenalizzata e di uso comune, e senza più onore.

  10. Specifico sul chat control: la stessa UE, a livello giuridico, così come il garante per la protezione dei dati e la Corte per i diritti dell’uomo ha dichiarato questo strumento in totale conflitto con l’art. 7 della carta dei diritti fondamentali.

    Che facciamo, conciliamo o c’è parvenza di deriva?
    E la democrazia, in tutto questo, dove risiederebbe, non avendo mai votato nessuno per una questione così rilevante?

  11. Dott.ssa Faletti,i piccoli crescono delinquenti perché,come ben detto da Lei, le famiglie non esercitano il ruolo educativo, distratte come sono da modelli di vita effimeri e falsi.Hanno abdicato ogni responsabilità, fanno gli amici dei figli perché di fatto sono falliti e incapaci di gestire la FAMIGLIA.A tutto ciò i social e la televisione …..hanno molta responsabilità ! La comunicazione impostata sempre ,scrupolosamente ,sul racconto dei fatti e delle immagini….sono istruzioni e vademecum . TG h.24 colazione, pranzo e cena, per catturare ascolto! Talk tutti sintonizzati sullo stesso argomento che fanno a gara con scoop e con chi la spara più grossa,Telenovele a puntate quotidiane, tengono banco in video solo per puntare il dito dritto sul colpevole, deciso da loro,opinionisti e conduttori. È infamia assoluta a cui dovrebbero porre limiti .Annientano le persone in tutta la loro dignità, perché di fatto in tanti racconti,manca la dignità professionale e culturale e ciò rovina la società civile…. Stasi e ora Sempio…ma credo né Stasi né Sempio….Solo obiettivi e persone centrifugate da convinzioni e superficialità.Tutto diseducativo e conseguenziale di emulazione.Un ragazzo con un coltello è la fine di un percorso sintomatologico ,trascurato dagli adulti che non hanno voluto vedere…pero’ tengono ancora sequestrati i tre fratellini del bosco con accanimento,perché fatti diventare prodotto economico.Indegno e diffamatorio per chi osserva e tragico esempio di Cattiveria che non serve di insegnamento alle giovani generazioni.

  12. Signora Rosalba,
    sulla famiglia del bosco è disgustoso vedere la giustizia affannarsi a risolvere un caso che non esiste, ignorando e peggiorando il danno che continua a causare, incurante dei sentimenti di umanità basilari, infliggendo sofferenze e dolore che lasceranno il segno, per superficialità, incompetenza, ignoranza, stupidità.

  13. Dottoressa Faletti, non si può dire e parlare di Giustizia per quanta e tale sofferenza ,che stanno ancora infliggendo a questi bimbi,ai loro genitori e alle famiglie ! Un accanimento intriso di Ignoranza,Incompetenza ,Cattiveria che non ha e non ha avuto ragioni.Tutte donne complici di una sofferenza immane ,che nessuno riesce a far cessare con un atto immediato di risoluzione.Questa situazione prevarica ogni regola e norma e deve essere perseguita penalmente.Non è Giustizia ma stratagemma infame,privo di scrupoli e senza scrupolii ,. inaccettabile e vergognosa imposizione di metodi . Purtroppo, tanti personaggi nella società civile sono solo figure bulle collocate fuori posto.Nel rispetto allo Stato Italiano,anche in questo,ntervenga il Presidente Mattarella e gli Organi di Stato ,le Ambasciate dei due Paesi e agiscano nei confronti di tutti ,che si sono resi artefici di questa assurda vicenda.Bambini Felici resi infelici ,non da stupidità,ma di avidità da sopraffazione ,che ne dovrebbe determinare la radiazione da ogni albo ,con la stessa premessa con cui è stata tolta la potestà genitoriale.

  14. Sig.ra Rosalba, l’attacco alla famiglia nel bosco fa parte sicuramente di un attacco a quelle famiglie che non tollerano più il sistema che viene imposto.
    Quel caso, unito all’enfasi mediatica data alla bambina morta a Palermo, sono la dimostrazione di come il sistema vada a colpire quella parte di famiglie (non individui, famiglie, nuclei fondamentali per una società), che sempre più sceglie legalmente di istruire ed educare i propri figli secondo ciò che ritiene fondamentale, al posto di ideologie, indottrinamenti ed educazione stile sovietico.
    Punirne uno per educarne 100, dicevano.
    E la bambina di Palermo, com’è finita?
    Non ne parlano più, forse è meglio, ma intanto agiscono, e con la scusante ed illegalmente pretendono di mappare lo stato vaccinale attraverso le scuole, quando i dati sanitari sono coperti dal diritto alla riservatezza, e nessun dirigente scolastico o insegnante deve permettersi di chiedere nulla poiché passibile di denuncia. Ma intanto vanno avanti, il pretesto c’è, nonostante nella vicenda ci siano stati moltissimi punti oscuri, le indagini siano in corso e nulla di scientifico vi sia in questo modo di agire.
    Questo è il sistema.

    Sempre più famiglie, soprattutto al nord, scelgono l’istruzione parentale al posto della statale, proprio per proteggere i propri figli. I genitori si organizzano in scuole create da loro, nelle case, nei boschi, tutto per i bambini. E mentre fuori da qui questa istruzione è considerata normale, diffusa, preferenziale, e l’istruzione derivante sia a livelli molto più alti rispetto alla pubblica, da noi il sistema agisce, anche se la legge garantisce la libertà di scelta, anche se la costituzione prevede il diritto e dovere dei genitori di istruire ed educare i propri figli.
    Perché l’ideologia vuole i bambini, altrimenti crescono con spirito critico, liberi, indipendenti, con valori tramandato dalla famiglia, estranei a ciò che il mondo vuole imporre.

  15. Sig.Paolo , TUTTO IGNOBilE e insopportabile impunità ! Purtroppo la viltà trova sempre una rete di protezione e complicità omertosa .Ci vuole più severità di pena e di condanna, invece ci sono gli innocenti in galera e i delinquenti liberi di nuocere,rubare,stuprare.Non se ne può di assistere inermi ! se si spara al ladro ti internano perché infortunio sul posto di lavoro e come se non bastasse ” il risarcimento economico “,calcolato sugli anni di rapine che il ladro ha per arrivare alla pensione che poi eroga l’INPS.

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  16. Signora Rosalba,
    quello che ha scritto è incontestabile. A me è anche venuto in mente che questo accanimento dipenda dalla volontà di agire sui minori, manipolandoli, per indirizzare la società verso una direzione precisa. Il pensiero unico.

  17. Si Dottoressa Faletti,d’accordissimo… è uno stratagemma vigliacco per indottrinare e impostare la società sul pensiero unico.E’ inspiegabile avere isolato i bambini per quattro anni con la DAD e poi rinchiudere per costringere ad omologare,privare dagli affetti,esercitare dannosa cattiveria senza lo spiraglio di una soluzione definitiva e per di più impuniti.Mi si annebbia l’anima a che nessuno ponga fine a tanta atrocità con la stessa forza usata per distruggere una famiglia ,la loro vita ,i loro affetti,la loro serenità e la loro felicità.

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