
Siracusa, 28 agosto 2026 – Una notte di forte tensione alla Casa Circondariale di Siracusa si è conclusa con dieci agenti della Polizia Penitenziaria costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso. È quanto denuncia il CON.SI.PE. (Confederazione Sindacati Penitenziari), che punta il dito contro la gestione dell’istituto e chiede l’intervento immediato dei vertici dell’Amministrazione penitenziaria. A ricostruire l’accaduto è il presidente del sindacato, Mimmo Nicotra, secondo il quale quanto avvenuto non sarebbe riconducibile a una semplice emergenza isolata, ma rappresenterebbe «la conseguenza di un istituto completamente abbandonato da mesi a se stesso». Secondo la ricostruzione fornita dal CON.SI.PE., alcuni detenuti, già protagonisti in precedenza di episodi di particolare gravità e in attesa di trasferimento, avrebbero forzato una rete riuscendo a raggiungere il tetto dell’area dell’accettazione. In quel frangente, sostiene il sindacato, gli agenti sarebbero stati chiamati a intervenire sul tetto con i soli scudi di protezione e senza adeguati dispositivi anticaduta, in una situazione definita dal CON.SI.PE. «estremamente pericolosa». La situazione sarebbe poi ulteriormente degenerata dopo l’apertura delle celle del Blocco 25, reparto di Alta Sicurezza, motivata dalla presenza di fumo. Secondo quanto denunciato dal sindacato, l’apertura avrebbe consentito ad altri detenuti di inserirsi nella protesta e di mettere a disposizione dei rivoltosi materiale utilizzato durante la sommossa, tra cui bombolette a gas, cavi elettrici e oggetti contundenti. Il bilancio, secondo il CON.SI.PE., è pesante: dieci poliziotti penitenziari sono stati accompagnati al pronto soccorso, riportando traumi e ferite di varia natura. Le prognosi indicate dal sindacato oscillerebbero tra i 10 e i 30 giorni, con casi di trauma cranico, lesioni provocate da cadute dal tetto, ferite da lametta e lesioni al volto e al corpo. Durissima la presa di posizione di Mimmo Nicotra, che contesta quella che definisce una gestione caratterizzata da una «costante debolezza istituzionale» e denuncia una situazione nella quale, a suo giudizio, il personale sarebbe stato lasciato senza adeguata tutela. «Non consentiremo che il sangue dei colleghi venga liquidato come un banale incidente di percorso», afferma Nicotra, chiedendo che vengano accertate eventuali responsabilità nella gestione dell’emergenza. Il CON.SI.PE. sollecita quindi il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e il Ministro della Giustizia a disporre l’invio di ispettori ministeriali presso il carcere di Siracusa, con l’obiettivo di verificare quanto accaduto e accertare eventuali omissioni nella gestione dell’istituto e della situazione di emergenza. Il sindacato chiede inoltre, per i detenuti ritenuti responsabili dei disordini, l’applicazione delle misure previste dall’articolo 14-bis dell’Ordinamento Penitenziario, oltre al trasferimento fuori regione. Una vicenda che riaccende dunque i riflettori sulle condizioni di sicurezza all’interno della Casa Circondariale di Siracusa e sulle difficoltà operative con cui, secondo la denuncia sindacale, gli agenti della Polizia Penitenziaria sarebbero costretti quotidianamente a confrontarsi.

