
MODICA, 02 Settembre 2026 – La vicenda connessa allo spopolamento del centro storico, alle saracinesche abbassate e ai locali vuoti ha spinto il Franchising Manager di Coldwell Banker Italy, Andrea Russo, a una riflessione sull’attuale stato delle cose.
«Da diversi mesi a Modica — afferma Russo — assistiamo a una querelle attorno a una delle sue anime più iconiche, che hanno reso Modica città riconoscibile e riconosciuta in tutto il mondo: il suo centro storico. Corso Umberto è stato ed è una delle risorse più importanti per una città come la nostra a alta vocazione turistica. Eppure si sta svuotando delle sue attività commerciali, privando cittadini, turisti e visitatori di servizi e opportunità, oltre che di presidi di territorialità che contribuiscono a mantenere illuminato il territorio, in senso letterale e metaforico. Molteplici le accuse incrociate, molte le iniziative della società civile e, ovviamente, i post sui social. Risultato: lo zero assoluto! Da addetto ai lavori ho provato in varie occasioni a dare una mia lettura al problema e oggi più che mai ritengo di doverla ribadire».
Senza puntare l’indice in maniera indiscriminata, ma come oggettiva costatazione, Russo aggiunge: «L’assioma è che un centro storico privo di iniziative imprenditoriali non ha futuro e la politica poco può fare. Anzi, qualcosa invero qualcuno ha fatto: ovvero il politico che accusa l’altro politico salvo poi non mettere il dito nell’acqua calda, ignorando il problema reale, tangibile ed evidente a tutti: i locali commerciali sfitti. E ormai, a occhio, sembrano molti di più di quelli occupati da attività floride e vivaci. Peraltro, alcune delle attività storiche e ancora stoicamente aperte navigano a vista».
Poi l’affondo del Franchising Manager di Coldwell Banker Italy, che pone l’accento su quello che è il vero nocciolo della questione: «Nessuno ha avuto il coraggio e l’onestà intellettuale di dire che il caro affitti ha asfissiato in un abbraccio mortale ed autolesionistico il bellissimo Corso Umberto. I proprietari richiedono canoni commerciali d’affitto fuori da ogni logica di buon senso e, tra l’altro, in pochissimi fanno manutenzione. Una logica che mortifica il mercato in un luogo desertificato da questo fenomeno e che allontana sempre più l’idea di investire in locali “cari”, da riattare ogni volta e che si affacciano su un contesto commerciale antieconomico. Qualcuno dirà che non si possono regalare! Certo, ma rifiutare offerte più che dignitose preferendo tenere i locali chiusi per mesi o anni non è mica la soluzione. Ascoltare i conduttori e capire che non c’è la fila per rioccupare un locale sfitto sarebbe il minimo…».
«La conseguenza — è il pensiero conclusivo di Andrea Russo — è che chi non prende un locale in affitto a Modica Bassa lo fa per prezzi fuori mercato e fuori logica, preferendo spostare la propria attività in altri quartieri. Perché alla fine chi può e vuole fare impresa trova sempre dove farlo, magari rinunciando al fascino del barocco e del cuore storico di Modica, ma arricchendosi di servizi in zone che automaticamente attrarranno anche nuovi residenti, creando quel circolo virtuoso che a Modica Bassa solo i proprietari dei locali commerciali possono attivare».



11 commenti su “Spopolamento e caro affitti a Modica Centro, il manager Coldwell Banker: «Locali vuoti e prezzi folli, ecco chi sta uccidendo Corso Umberto»”
La sua analisi è perfetta.
Io aggiungo che gli stessi proprietari dei locali commerciali, hanno pure case sfitte a Marina di Modica……..
Non tutti ,qualcuno cerca di abbassare il prezzo dell’affitto ,la questione e semplicemente che oramai c’è il miraggio della sorda centro commerciale che attira non solo modicani ma dalle città limitrofe ,così da evitare l’ingolfamento della discesa modica ,oltretutto senza la chiusura del corso Umberto nessuno viene a fare la passeggiata serale,quando il corso è chiuso la domenica chiunque scende ,anche a sacrificio della penuria di parcheggi. È un piacere scorazzare delle famiglie e bambini,ma non lo si fa tranne per un tratto limitato,che si chiuda alle 21 tutto il corso la domenica e vedremo..
Prima di tutto l’amministrazione deve risolvere il problema del parcheggio….o in alternativa nuove soluzioni che sono a conoscenza ma non si fanno per inerzia dell’amministrazione ..
E che ci voleva un ” manager” ( con tutto rispetto) per capire certe cose? Sono anni che il declino è evidente a tutti.
Il mercato è fermo non solo sugli affitti ma credo anche sul mercato vendite. Vedo dei prezzi allucinanti su certe case a Modica e ti danno due pietre, come diciamo da noi “ancravaccati” e ci devi spendere il doppio di quanto la compri. Per non parlare del profitto che vuole l’agenzia immobiliare caro mio “manager”, ma di cosa parliamo.
Purtroppo non credo che si tratti solo di ” Caro affitti” . Ormai si parla apertamente di cifre mensili che vanno dai 5 ai 10 euro al mq per l’ affitto di un locale commerciale in Corso Umberto. Pertanto non credo sia questo il problema. Semmai occorrerebbe rilanciare con una defiscalizzazione localizzata ed ingentivi per le imprese che investono nel centro storico. Ma occorre essere veloci. Il paziente è in coma e la fine è vicina.
I canoni commerciali in Corso Umberto I a Modica sono ai minimi storici, tra i 5 e i 10 euro al metro quadro. Eppure, i cartelli “Vendesi” e “Affittasi” aumentano. Questo dimostra che i negozi non chiudono per gli affitti alti, ma per la totale mancanza di clienti e di una visione urbana.Per salvare il cuore della città servono tre interventi politici immediati:Tasse locali azzerate: Esenzione totale da TARI e suolo pubblico per due anni a chi apre una nuova attività.Accessibilità immediata: Navette dai parcheggi periferici e sosta breve gratuita (30 minuti) per gli acquisti rapidi.Centro commerciale naturale: Agevolazioni comunali mirate per attrarre artigianato d’eccellenza ed enogastronomia, creando un polo attrattivo unico.I prezzi bassi dei locali sono un’opportunità. Senza flussi di persone, però, anche un affitto a 5 euro diventa insostenibile. La politica deve agire ora.
A Modica è errata una eventuale chiusura del Corso “Umberto”. Quanto scritto nell’articolo è vero.
Russo il problema sono le percentuali che prende la sua agenzia quando vende i locali. Ma mi faccia il piacere, si faccia pubblicità in maniera diversa
Io mi vesto su Amazon, perché mi piace, perché mi conviene. Punto. Il mondo è cambiato. Scordatevi di aprire negozi di abbigliamento standard. Quello che serve a modica bassa è l’artigianato, la vendita di prodotti artigianali, servono prodotti creati da mani d’uomo non da algoritmi, dell’abito al palato. Eliminate le strisce blu, risuscitate il disco orario con controlli costanti. Poi non tutti i mali vengono per nuocere. Più fallimento oggi, più opportunità domani: chiude l’inutile per far spazio all’autentico.
Gino lo aveva detto nel 1979
Compro tutto on line da quando mi cercavano tutti la tessera per entrare…..chi è causa del proprio mal pianga se stesso.
Prima la tessera, poi le regole seduto si seduto no, distanziamento, per pagare la bolletta e comprare le sigarette entri, per il caffè solo alzato e con saluto idiota tra amici rigorosamente con gomito, poi il plexiglass, poi i finanziamenti dicevano agevolati per le imprese colpite (da loro) economicamente dal coviddi e che ancora devono finire di pagare, poi le bollette pazze per far chiudere e istigare al suicidio, poi la guerra o la pace o il condizionatore, ora il caro petrolio come ordinario e normalissimo,……..ora si chiude per chi non l’ha fatto già prima.
Dispiace ovviamente, ma non reagendo mai all’assurdo imposto dall’alto, questa è sorte cercata per giunta senza combattere.
Ben detto Bartolo.
Purtroppo abbiamo a che fare con società di para uomini commedianti.
I complici?
I poveracci come noi, prosciutto agli occhi pur di non dire la verità sul pandemonio.